Uno dei problemi del Torino è che prende giocatori che poi fa fatica a vendere e questo blocca nuovi arrivi

Uno dei problemi del Torino è che prende giocatori che poi fa fatica a vendere e questo blocca nuovi arriviTUTTOmercatoWEB.com
Vagnati e Cairo
© foto di Federico De Luca 2023 @fdlcom
Oggi alle 11:30Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin

Ad agosto inoltrato il Torino si è accorto tardivamente, segnali evidenti erano emersi nelle amichevoli, che la fase difensiva presentava non piccole criticità e allora è parzialmente corso ai ripari prendendo, Asllani, un play da piazzare davanti alla difesa. La sensazione però è che potrebbe non bastare. Attualmente la linea difensiva difficilmente derogherà da quattro elementi come ha detto lo stesso allenatore Baroni, alla vigilia della prima gara di campionato persa molto malamente con l’Inter per 5 a 0, “nella struttura della squadra il doppio esterno e la difesa a quattro non cambiano”.

L’attuale difesa è formata da Lazaro, Pedersen, Ismajli, al monto infortunato e con previsione di ritorno dopo la sosta per le Nazionali, Maripán, Coco, Masina e Biraghi e manca un terzino a sinistra, per avere due giocatori in ogni ruolo, promesso da Cairo, nella conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Baroni il 1° agosto, e non ancora arrivato oggi a tre giorni dalla chiusura del calciomercato e dopo la prima gara di campionato. In più c’è il problema che di difensori di piede mancino c’è il solo Masina, già Vanoli e Juric ne chiedevano un altro.

In difesa servono giocatori che siano capaci ad andare in anticipo sull’avversario, bravi nel vincere i duelli uno contro uno, possibilmente senza fare falli, e abili nell’impostare il gioco da dietro, magari uscendo dalla propria area o dai pressi palla al piede e avanzando, per essere chiari come faceva Buongiorno. Con queste caratteristiche attualmente c’è il solo Maripán che svolge discretamente tutto ciò. Ecco perché servirebbe un altro difensore centrale di qualità e possibilmente d’esperienza.

Il Torino ha la pessima abitudine che quasi sempre prima di prendere un nuovo giocatore vuole venderne un altro, persino quando ha in cassa soldi per nuovi acquisti. Come se non bastasse la maggior parte dei giocatori che sono sul mercato non hanno la fila di acquirenti e se anche c’è qualcuno interessato la società granata chiede cifre alte e quindi le eventuali trattative svaniscono o il calciatore non gradisce la destinazione e quindi rifiuta. Un esempio lampante in tal senso è stato Coco: era stato richiesto dall’Al-Duhail però lui non ha voluto andarci e poi si era fatto sotto lo Spartak Mosca, ma il Torino voleva 18-20 milioni e il club di Mosca era disposto a spenderne 15. Ora sembra che si siano riaperte le trattative e quindi si vedrà come andrà a finire.

Altro problema non da poco, legato al precedente, è la lista degli over 22. In Serie A ogni squadra può avere un massimo di 25 calciatori che, all’inizio della stagione sportiva, abbiano compiuto almeno 23 anni e 4 dei 25 slot disponibili nella lista sono riservati ai calciatori cresciuti nel vivaio del club. Se in squadra non si hanno quattro calciatori di età superiore ai 22 anni cresciuti nelle proprie giovanili, l’ultimo al Torino era Buongiorno, il regolamento spiega che vanno lasciati uno o più spazi vuoti nella lista e quindi possono essere iscritti un massimo di 21 calciatori over 22 che siano cresciuti nei settori giovanili di altri club, non ha importanza se in società italiane o straniere. Con l’arrivo di Asllani il Torino ha 22 giocatori over 22 quindi ha già sforato di uno, cosa che deve risolvere entro la fine del mercato cedendo qualcuno che ha dai 23 anni in su. Questo implica che attualmente non può prendere altri calciatori che abbiamo più di 22 anni, a meno appunto di dare via qualcuno che abbia già compiuto 23 anni, e di conseguenza la possibilità di immettere in rosa giocatori d’esperienza e che aumentino il tasso qualitativo della rosa svanisce.