Toro, non solo undici: bene i rincalzi "in cerca d'autore"

24.11.2021 09:33 di Claudio Colla   vedi letture
Toro, non solo undici: bene i rincalzi "in cerca d'autore"
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Con un'infermeria che si svuota e si riempie nuovamente, senza soluzione di continuità, tra le fragilità strutturali di alcuni dei protagonisti granata (Ansaldi, Pjaca e Praet su tutti), gli acciacchi giocoforza in aumento quando i ritmi si alzano (soste internazionali e turni infrasettimanali in particolare), e le occasionali positività a un Covid-19 ancora non debellato, la vittoria contro l'Udinese ha messo in evidenza, tra gli altri dati, la positiva presenza, tra i ranghi diretti da Ivan Juric, dei non-titolari di casa Toro.

Uno tra tutti, per quanto sia ormai arduo non considerarlo un titolare vero e proprio, Tommaso Pobega. Al di là delle due reti finora siglate, il classe '99 di proprietà del Milan continua a dimostrare una crescita vertiginosa  in termini di costanza, maturità, autorevolezza, ed è difficile pensare che, al ritorno di Rolando Mandragora, non possa contendere una maglia al compagno di reparto Sasa Lukic. C'è naturalmente anche Ola Aina: più di uno sbandamento da parte del nigeriano di scuola Chelsea, è vero, ma la responsabilità di sostituire in via semipermanente il succitato Ansaldi, preziosissimo quanto facile all'infortunio, sembra crescere nel laterale ex-Fulham.

La gara contro l'Udinese, si diceva, ha evidenziato anche il contributo di Mergim Vojvoda. Acquistato la scorsa estate e portato in squadra con dei teorici gradi da titolare, il kosovaro, membro inamovibile della propria nazionale, ha subito l'esplosione di Wilfried Singo; tanti i suoi guizzi contro i friulani, per l'ex-Standard Liegi la posizione di rincalzo rischia di diventare stretta in tempi brevi. Bene, nei venticinque minuti a disposizione, David Zima: segnale importante, anche in ottica importante, il fatto che lo zoomer ceco sia stato preferito ad Armando Izzo. E come dimenticare, infine, Alessandro Buongiorno: tra i non tantissimi successi del vivaio granata dell'ultimo quinquennio, il difensore mancino, ancora una volta, non ha fatto rimpiangere l'esperto elvetico Ricardo Rodriguez. Anzi.