Torino penalizzato dai rigori, ma quasi mai ha impensierito il Napoli

Due rigori per il Napoli con il secondo inesistente realizzati da Higuain. Torino mai pericoloso nel primo tempo e poco nel secondo. I partenopei hanno sempre controllato la gara. Nella ripresa tolto prima Cerci e poi D’Ambrosio. Espulso Basha.
27.10.2013 16:27 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Torino penalizzato dai rigori, ma quasi mai ha impensierito il Napoli
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Il Torino era in emergenza a causa degli infortuni (Bovo, Rodriguez, Brighi, Farnerud, El Kaddouri e Larrondo) e della squalifica per un turno di Immobile e il secondo rigore concesso al Napoli non era da darsi, ma la squadra granata non ha praticamente mai impensierito nel primo tempo i partenopei e nella ripresa, quando la squadra di Benitez ha controllato la partita e ripartendo se c’era l’occasione, solo Barreto in una circostanza e Meggiorini in due hanno provato a segnare, ma è stato bravo Reina a impedirglielo. Il Napoli è partito subito all’attacco e ha saputo una volta andato in vantaggio controllare la partita tenendo sapientemente il baricentro più alto o più basso, in modo da alternare momenti di pressione sul Torino ad altri in cui la squadra, senza correre rischi soprattutto nella prima parte della gara, rifiatava anche perché la giornata è particolarmente calda e si è giocato all’ora di pranzo.

 

Il primo rigore per il Napoli è stato propiziato da un fallo di Bellomo su Mertens e dagli undici metri Higuain ha calciato potente e sotto la traversa senza che Padelli potesse opporsi. Il Napoli ha così confermato di essere squadra che in avvio di partita prova subito a incanalare l’incontro a suo favore, infatti è il sesto gol in nove gare che realizza nel primo quarto d’ora. Subíto lo svantaggio il Torino non è stato capace di ribaltare la situazione. I granata sono stati troppo passivi e quando provavano a impostare l’azione il più delle volte perdevano palla. La scelta di Ventura di schierare dall’inizio Masiello e lasciare in panchina Pasquale è stata dettata dal voler avere in campo un giocatore più propenso a difendere che a offendere. Bellomo è stato il più propositivo, almeno nel primo tempo, nel provare a impostare azioni offensive, mentre Barreto e Cerci non erano adeguatamente riforniti, quindi sono risultati poco incisivi se non sporadicamente. Barreto è cresciuto nella ripresa, anche perché il Napoli ha abbassato il ritmo e la pressione, rifacendo vedere a tratti le sue caratteristiche migliori: la rapidità e la capacità a creare varchi nella difesa avversaria. Il secondo rigore concesso al Napoli invece non c’era perché Glik ha tenuto un po’ alto il gomito destro, ma il braccio era vicino al corpo e il sollevare il gomito era dovuto al tiro potente e da distanza ravvicinata di Fernandez, infatti in un primo momento l’arbitro De Marco aveva fatto proseguire l’azione e poi solo su segnalazione dell’assistente ha concesso il rigore, forse l’assistente è stato tratto in inganno dal braccio sinistro alzato da Glik, ma la palla ha colpito il destro, quindi non era rigore. Anche in questa occasione Higuain ha calciato alla perfezione indirizzando la palla sul palo sinistro, mentre Padelli si tuffava a destra. Solo nel finale del primo tempo il Torino provava a rendersi pericoloso prima con un sinistro a giro di Cerci che Reina ha mandato sopra la traversa, poi con Glik che in mezzo all’area si è girato bene e in velocità, senza però indirizzare la palla nello specchio della porta, infine con Bellomo su punizione, ma forse il tiro non è stato perfetto e nessun compagno è riuscito a intercettare la sfera. A parte i due gol su rigore di Higuain, il Napoli ha provato a mettere in difficoltà il Torino con lo stesso Higuain (22’, 28’, 39’), con Insigne (26’ e 37’), con Mertens (41’) ma gli azzurri non sempre sono stati precisi nella conclusione e in un frangente il Torino è stato molto fortunato quando Padelli è uscito, un po’ scriteriatamente, dalla sua area per andare incontro a Insigne che lo ha superato e a porta vuota non ha realizzato la terza rete per i partenopei, mandando la palla di poco a lato del primo palo solo grazie al disturbo di D’Ambrosio.

 

Nella ripresa Ventura ha sostituito Cerci con Meggiorini e Gazzi con Basha. La scelta di togliere Cerci è stata un segnale di resa da parte di Ventura che dando per persa la partita ha preferito preservare Alessio per la gara di mercoledì con il Livorno, squadra dal livello simile e alla portata del Torino. Se da una parte è stata comprensibile la sostituzione di Gazzi, che aveva preso una botta al naso ed era rimasto in campo fino all’intervallo con un tampone nella narice che sanguinava, dall’altra togliere Cerci è sembrato un non voler provare a ribaltare il risultato tanto più quando al 62’ è stato fatto uscire anche D’Ambrosio sostituito da Maksimovic. Il Torino così si è ritrovato senza i due giocatori di maggior qualità e capaci di agire in velocità, anche la scelta di togliere D’Ambrosio è stata dettata dal volerlo preservare per mercoledì sera a Livorno. Il Torino ha commesso troppi errori nei disimpegni e nei passaggi e troppo spesso il centrocampo e l’attacco non hanno parlato la stessa lingua e un reparto non ha seguito i movimenti dell’altro. Anche nel secondo tempo il Torino ha fatto poco pressing e quando ci è riuscito lo ha effettuato in modo estemporaneo affidandosi all’iniziativa del singolo, malgrado il Napoli non avesse più la determinazione di inizio gara poiché era in vantaggio di due reti e aveva di fronte un avversario abbastanza inconsistente, quindi non aveva bisogno di essere particolarmente “aggressivo” e poteva attendere di ripartire, giusto per ricordare al Torino che quando decideva poteva essere pericoloso. L’espulsione di Basha per fallo su Pandev, che si era involato verso l’area di Padelli, è stata un’ingenuità del giocatore granata, ma almeno ha dimostrato che Basha non voleva subire il terzo gol da parte del Napoli, forse sarebbe stato più giusto punirlo con il cartellino giallo, ma una partita che inizia male spesso non può essere rimediata. Nella ripresa grazie anche da un ritmo di gioco più basso ci sono state più conclusioni, alcune nello specchio della porta e altre rasenti il palo o del tutto fuori, o tentativi di andare in gol con: Bellomo (47’), Hamsik (49’, 56’),  Mertens (60’, 63’, 69’), Barreto (64’), Insigne (67’, 77’, 89’), Dzemaili (74’), Meggiorini (79’, 88’), Callejon (80’), Zapata (82’), Darmian (84’) e Pandev (91’). Tutte queste situazioni però non hanno prodotto altre reti e solo in un’occasione Padelli, al 69’ su Mertens,  e in due Reina, al 79’ e all’88’ su Meggiorini, hanno salvato le rispettive porte.

 

Non è contro squadre come il Napoli che si pretende dal Torino la vittoria, però, anche se c’è stato un rigore inesistente e se i granata erano in emergenza a causa degli infortuni, avrebbero dovuto e potuto dimostrare maggiore determinazione, infatti, sono state troppo grandi le difficoltà palesate dalla squadra di Ventura nell’impostare la manovra offensiva. Il Torino già mercoledì sera con il Livorno ha la possibilità di riscattarsi e di far vedere che i limiti evidenziati al San Paolo sono circoscrivibili alla partita di oggi.