Torino-Modena 3-2: l'analisi tattica

Importante aver giocato con una prima punta atipica. Bene lo sviluppo sulle corsie laterali
21.11.2010 16:31 di Claudio Colla   vedi letture
Fonte: Claudio Colla per www.torinogranata.it
Torino-Modena 3-2: l'analisi tattica
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© foto di Alberto Mariani

Questa analisi inizia con un paradosso: l'assenza di Rolando Bianchi ha fatto bene, anzi, benissimo al Torino di Franco Lerda. Il tecnico fossanese, obbligato a utilizzare una prima punta atipica a causa delle simultanee assenze di Rolandinho (infortunato) e di Alessandro Pellicori (squalificato), ha incaricato l'ala/seconda punta Alessandro Sgrigna di partire come principale terminale d'attacco: buona in tal senso l'idea di basarsi sulle caratteristiche dell'ex-vicentino, sfruttandone, almeno per i primi 20-25 minuti di gara, i punti forti, e attribuendo al Toro un'identità tattica più simile a quella del Crotone 2009/10. Sgrigna ha infatti contribuito all'impostazione di gioco, fungendo da positivo elastico tra la linea intermedia posta fra mediana e trequarti e il fronte offensivo, ponendosi in più di un'occasione alle spalle del trio Lazarevic-Belingheri-Scaglia; tale modifica ha apportato notevoli miglioramenti nella qualità del gioco granata, soprattutto dal punto di vista estetico. Per salire in Serie A occorrono certamente anche i numeri sotto porta che soltanto Rolando può fornire, ma senza dubbio aver portato allo scoperto una variante di sicuro interesse è elemento da non trascurare in vista del prossimo futuro.

Sorpresa in due occasioni (splendido taglio centrale di Mazzarani sul primo gol, linea troppo alta ed errore individuale di Pratali sul momentaneo 1-2 del Modena) ma capace di reggere nel finale, la retroguardia granata l'ha spuntata più col cuore che con la testa ieri. Ogbonna deve trovare la costanza e la continuità nella concentrazione che possono permettergli il definitivo salto di qualità (per quanto la sua possibile consacrazione internazionale rischia fortemente di avvenire con un'altra casacca indosso), e preoccupa un'eventuale nuovo infortunio muscolare per l'ex-Empoli e Siena, essendosi dimostrate finora soltanto parzialmente all'altezza le alternative Rivalta e Di Cesare (il centrale romano in particolare è apparso lontanissimo da quel livello che aveva spinto la dirigenza granata a puntare su di lui).

Registrati ancora notevoli progressi nel gioco sulle fasce laterali: D'Ambrosio e Garofalo, in particolare il secondo, si sono rivelati ancora una volta elementi di grandissima utilità in fase di copertura, facendosi trovare sulla giusta zolla quando è servito stringere sulle folate offensive canarine, ed entrambi hanno saputo prendere per mano la squadra anche nei frangenti di maggior appannamento; tutto questo naturalmente al netto della decisiva doppietta dell'ex-Juve Stabia. Confermata l'essenzialità della presenza di Scaglia, l'uomo più in grado di fornire al 4-2-3-1 di Lerda il necessario equilibrio tra gli esterni offensivi granata, discrete anche le prestazioni di Lazarevic e Stevanovic; tutt'altro che memorabile viceversa la prova di Belingheri, mentre Andrea Gasbarroni, ha invece fornito notevole impatto sulla gara in termini di qualità. Confermati, almeno in parte, anche i progressi sulla mediana.