Torino, attenzione a non perdere la testa

02.05.2011 08:58 di Marina Beccuti   vedi letture
Torino, attenzione a non perdere la testa
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© foto di Giacomo Morini

Gli ingredienti ci sono tutti per crollare in queste ultime quattro giornate, soprattutto se arrivano punizioni e minacce. Personalmente sono contraria ai ritiri punitivi, anzi mi fanno sorridere perchè trovo che siano scelte puerili, perchè qui si parla si professionisti pagati bene. E' come togliere loro la responsabilità che ciascuno deve sentire dentro di sè e non deve invece essere imposta dall'alto. Autoconvinzione, autostima, senso del dovere che un professionista che gioca a pallone deve assumere e coltivare nel corso della carriera. Ma occorre considerare che se una squadra non funziona la colpa viene dall'alto (anche il mister non è esente da errori), ma è difficile mandare in "ritiro" i dirigenti che non sono stati grado di costruire una squadra capace, in primis il presidente che, nel suo caso, ha ancora più responsabilità perchè è colui che decide su tutti. Però questa sua responsabilità non deve trasformarsi in atti minacciosi da parte della tifoseria più estremista, quella che va a scrivere frasi minatorie sotto casa. I famigliari devono restare fuori dai lati più oscuri del mondo del calcio. 

Ma c'è un'altra componente che manca a questo Toro da tempo, ovvero una certa allegria in campo, quella che aiuta a vincere e scendere in campo sereni. Solo così arrivano i risultati. Com'è successo alla Fiorentina di Miha, partita malissimo, sia a causa del passaggio al dopo Prandelli che degli infortuni, che hanno privato i viola dei suoi campioni migliori, in primis Jovetic. Ebbene nessuno ha perso la testa, ma tutti hanno lavorato per il bene della squadra e ieri la Viola ha battuto l'Udinese giocando in stile Barcellona, con un Cerci formato Messi, con le dovute cautele del caso. Cerci solo poche settimane fa aveva lasciato il Franchi furioso dopo aver saputo di essere stato relegato in tribuna. Qualcuno, in modo sensato, l'ha riportato all'ovile.

Il Toro da troppo tempo non sorride più, dimenticandosi, società, squadra e tutto l'ambiente che li circonda che il calcio rimane un gioco, bello, divertente, dove scendere in campo non deve diventare un peso, ma una gioia. Forse è il caso di azzerare tutto e ripartire, con meno mugugni e un sorriso in più. L'orgoglio viene fuori quando si è in difficoltà, è giunta l'ora. "Goodbye Malinconia", come canta Caparezza con Tony Hadley.