Se il Torino vuole finire in B è sulla strada giusta

01.12.2020 10:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Andrea Belotti
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Andrea Belotti
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

E anche con la Sampdoria passato in vantaggio il Torino si è fatto rimontare, sesta volta che accade, e per fortuna alla fine ha pareggiato, come successe con il Sassuolo, altrimenti la crisi sarebbe ancora più nera. A questo punto non si può non parlare di crisi perché la classifica è decisamente preoccupante stante i 6 punti racimolati in 9 partite e il terzultimo posto. Anche il gioco lascia a desiderare perché una squadra che ha subito 22 gol, nessuno ha fatto peggio, manca evidentemente nella fase difensiva. Il fatto che i granata abbiano segnato 16 reti, che obiettivamente sono un buon bottino visto che sono l’ottava forza offensiva del campionato, non basta a far ben sperare poiché quello che viene costruito è puntualmente distrutto, solo con il Genoa non è accaduto ed è decisamente troppo poco.

Al termine della partita il vice di Giampaolo, ancora a casa a causa della positività al Covid, Conti facendo la disamina della gara ha detto: “La squadra nel primo tempo ha dato buoni segnali, non c'erano avvisaglie di pericolo. Nel secondo avremmo voluto riproporre lo stesso impeto, ma i due gol subìti ci hanno un po' scombussolato i piani. Sono però soddisfatto della reazione della squadra quando ci siamo trovati in svantaggio per 2-1 e questo fa bene sperare per tutto il resto. Resta tuttavia il rammarico perché con un pizzico di fortuna in più l'avremmo portata a casa”. I buoni segnali del primo tempo indubbiamente ci sono stati, ma se la Sampdoria è tornata in campo dopo l’intervallo avendo cambiato ben quattro giocatori, Yoshida, Ekdal, Jankto e Verre, voleva dire che non era minimamente piaciuta al suo allenatore e infatti con i cambi, Adrien Silva, Tonelli, Gabbiadini e Damsgaard, c’è stata la scossa auspicata e in otto minuti ha pareggiato e in altri nove si è portata in vantaggio. Il Torino ha poi avuto una reazione e ha segnato il gol del pareggio provando anche a segnare il terzo gol, ma ci mancava pure se non lo avesse fatto. Il rammarico è d’obbligo visto che si tratta della sesta rimonta in nove partite e sinceramente non è che sia mancata un po’ di fortuna perché i gol sono stati subiti per errori commessi dai granata, infatti, Bremer avrebbe potuto controllare meglio Quagliarella in occasione del gol di Candreva, che ha fatto, seppur da distanza ravvicinata, passare la palla sotto le gambe di Sirigu, e ha dormito come Lyanco quando Quagliarella ha segnato. E le occasioni da gol create alla fine contano veramente solo se si trasformano in reti cosa che non è avvenuta per Lyanco, Rodriguez, Meïté (oltre al gol segnato è andato vicino a farne un altro), Linetty, Zaza e per due volte Verdi. Bravura dei blucerchiati in qualche occasione, ma anche non assoluta precisione dei granata.
“La classifica? Non la guardiamo, ci concentriamo solamente sui nostri passi avanti” ha aggiunto Conti. Però forse sarebbe meglio farlo affinché tutti prendano coscienza del reale pericolo che il Torino sta correndo.
E ha chiosato: “Stiamo lavorando partita dopo partita sui dettagli e siamo consapevoli che la svolta arriverà”. Non si può far altro che sperarlo perché finora di svolta si è sempre parlato, ma non é ancora arrivata e intanto il tempo passa e la squadra resta in zona retrocessione. Sia chiaro, le colpe non sono imputabili solo al lavoro di Giampaolo e Conti, ma derivano anche e non poco da un mercato che non ha fornito loro una rosa adeguata, al perdurare di giocatori indisponibili e al fatto che non tutti in campo rendono al massimo delle potenzialità.  

Il Torino viaggia a una media di 0,66 punti a partita e incassa 2,4 gol a gara e ne fa 1,7, dati i primi due che se non muteranno al più presto porteranno la squadra in Serie B perché facendo una proiezione a fine campionato, se continuerà quest’andazzo, i granata avranno 25-26 punti (per l’esattezza 25,33). E che sabato ci sia da affrontare la Juventus non aiuta. I bianconeri stanno decisamente stentando rispetto agli anni passati, ma è inutile farsi illusioni perché o incappano in una serata totalmente storta oppure questo torello, che non è andato oltre lo zero a zero con il neopromosso Crotone e che si è fatto rimontare da Atalanta, Cagliari, Sassuolo, Lazio, Inter e Sampdoria riuscendo a portare a casa solo due punti in queste gare e che ha perso anche con la Fiorentina ed è riuscito a vincere solo con il Genoa, uscirà dalla sfida senza ombra di dubbio matato e senza neppure aver venduto cara la pelle, come è accaduto quasi sempre nei derby degli ultimi quindici anni.