Preoccupano le recidive di atteggiamenti senza reazioni del Torino. Riuscirà a Lecce a rialzarsi dopo la batosta col Como?
A caldo, dopo l’umiliante sconfitta per 5 a 1 davanti ai propri tifosi ad opera del Como, l’allenatore del Torino, Baroni, aveva puntato il dito contro l’atteggiamento tenuto in campo dalla sua squadra: “è inaccettabile uscire dalla gara”. La gravità, al di là della pesante sconfitta, di quanto accaduto lunedì sera è che l’atteggiamento di non provare neppure a lottare per ribaltare la situazione una volta passati in svantaggio è che si tratta di recidive. Infatti era capitato già nelle sconfitte con Inter (0-5) e Atalanta (3-0), alla prima (25/8) e alla quarta (21/9) giornata di campionato. C’erano state poi altre partite non ben giocate come quella con il Parma, finita anch’essa con una sconfitta (2-1), e limiti e errori si erano visti anche nei pareggi con Lazio (3-3) e Pisa (2-2), mentre un atteggiamento troppo votato a difendersi aveva portato a pareggiare (0-0) con la Juventus, con la magra consolazione almeno di non aver perso l’ennesimo derby negli ultimi vent’anni, ventidue in campionato più due in Coppa Italia.
Le recidive di un atteggiamento non consono che puntualmente tornano indicano che la squadra non ha carattere e nemmeno l’amor proprio di evitare figuracce. E tutto questo va a sommarsi con i limiti tecnici dei giocatori, una rosa non ben assemblata e gli infortuni. I 21 gol subiti, nessuno ha fatto peggio in Serie A, per la maggior parte evitabili con un po’ più di attenzione e le sole 11 reti segnate, delle quali una è stata l’autogol di Sabelli del Genoa, in 12 partite denotano che i giocatori hanno limiti tecnici e l’avere 14 punti ed essere al 12esimo posto è più frutto del mediocre andamento generale del campionato che non di meriti propri. E il filotto di 6 risultati utili consecutivi è stato un po’ un illusione che si fosse trovata la quadra.
I dubbi sull’assemblaggio della squadra si erano avuti subito, anche perché prima si era andati nella direzione di allestire una rosa per il 4-2-3-1 e poi dopo le sconfitte nelle amichevoli estive, ad opera di Monaco, due gare, e Valencia con tre gol subiti in ogni match e in tutto due realizzati, la virata sul 4-3-3 e sue varianti. Ma poi a campionato già iniziato c’è stato il passaggio al 3-5-2 per cercare di rendere la difesa più solida e provare a segnare di più. Senza dimenticare le cessioni di Ricci, Milinkovic-Savic, Walukiewicz, Donnarumma, Sanabria più i prestiti di Dellavalle, Pellegri e Seck, l’aver lasciato andare via a parametro zero Linetty e Karamoh e non aver riscattato: Elmas, Sosa e Salama. Alcuni giocatori indubbiamente non erano utili al progetto, ma altri lo sarebbero potuti essere e comunque aver cambiato di nuovo allenatore dopo una sola stagione e rivoluzionato molto la squadra, con tanto di solite cessioni eccellenti per fare cassa, ha reso più difficile assemblare la nuova.
I nuovi giocatori arrivati, Anjorin (4/7), Ismajli (8/7), Ngonge (24/7), Israel (27/7), Aboukhlal (29/7), Simeone (7/8), Asllani (25/8), Nkounkou (1/9), per lo più, come d’abitudine al Torino, giocavano poco dove erano prima, per scelte tecniche o infortuni, e avevano bisogno di rilanciarsi. E a parte Simeone gli altri finora non hanno convinto.
Gli infortuni poi hanno anche ulteriormente inciso su una situazione già precaria e delicata. Schuurs continua (dal 21/10/2023) a essere infortunato ed infatti è stato messo fuori rosa al pari di Sazonov, dopo il saltato trasferimento al Getafe anche perché nella lista dei giocatori over 22 non c’erano più posti liberi e doveva essere inserito Nkounkou. Zapata dal ko del 5/10/2024 ha giocato forzosamente, a causa della non disponibilità di Simeone e Adams, la prima partita da titolare lunedì col Como e non è ancora al top della condizione atletica. Anjorin, Ismajli, Ilic, Coco, Biraghi, Nkounkou, Njie e ora anche Simeone, chi più chi meno, hanno saltato partite per infortuni di varia gravità.
Domani all’ora di pranzo il Torino dovrà vedersela con il Lecce in casa dei salentini. La squadra di Di Francesco ha come obiettivo la salvezza e ha 10 punti come il Pisa ed è al 17esimo posto, frutto di due vittorie (Parma e Fiorentina), 4 pareggi (Genoa, Bologna, Sassuolo e Verona) e 6 sconfitte (Milan, Atalanta (la più pesante 4-1), Cagliari, Udinese, Napoli e Lazio) con 8 gol fatti e 16 subiti. Il Torino di solito, non solo da questa stagione, non fa la partita aspettando di ripartire e patisce le squadre che chiudono gli spazi e probabilmente anche a Lecce si troverà in questa situazione.
Tra atteggiamenti non consoni in campo e conseguenti figuracce, errori marchiani, scarsa qualità e infortuni il Torino proverà a rialzarsi con il Lecce dopo la batosta ricevuta dal Como, ma la domanda è: ci riuscirà?.
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