Per Laxalt rispunta (ancora) il Toro. E anche la pista russa

16.07.2019 18:20 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Per Laxalt rispunta (ancora) il Toro. E anche la pista russa

Dopo un'estate in cui il Milan se lo era aggiudicato ai danni di altre big, con 17 milioni di euro depositati nelle casse del Genoa, e le due romane in particolare beffate dal club rossonero, Diego Laxalt ha disputato una prima stagione meneghina decisamente al di sotto delle aspettative. E, a 26 anni, con l'approdo di Theo Hernandez a Milanello, uno tra lui e Ricardo Rodriguez, insieme all'inutilizzato Ivan Strinic, è destinato a lasciare il Diavolo. Quanto meno temporaneamente. Come noto, il Toro è uno di quei club che sposerebbe perfettamente le caratteristiche del nazionale uruguagio: dimensione non troppo dissimile dalle piazze in cui ha dato il meglio di sé (Genoa e Bologna), stimoli di alto profilo, con la possibilità di giocarsi una maglia da titolare tra un campionato da prime sei posizioni e la prestigiosa Europa League, un ambiente collaudato e non transitorio, una squadra con ampi margini di crescita. Laxalt, peraltro, è anche munito di doppio passaporto italiano. 

Cosa, allora, può impedire questo matrimonio? Innanzitutto le permanenti perplessità dei vertici granata stessi, che avevano inquadrato altri obiettivi, per il ruolo. Il primo, Mario Rui, pressoché sfumato; il secondo, Mohamed Fares, ancora decisamente in ballo. C'è poi la questione ingaggio: non fuori dai parametri, un milione e 800 mila euro annui, ma comunque qualcosa in più di quanto preventivato per i nuovi innesti dell'estate, il limite massimo degli emolumenti destinati ai quali dovrebbero collocarsi, anche se di poco, al di sotto degli attuali "paperoni" della squadra (Belotti, Sirigu, Zaza, Iago, N'Koulou, e, a breve, probabilmente anche Izzo). Infine, la concorrenza, che al momento è rappresentata soprattutto dall'Atalanta, in cerca di un elemento che rappresenti l'alternativa a Robin Gosens, e dallo Zenit San Pietroburgo, tornata di prepotenza sull'obiettivo. Zenit ultima avversaria di coppa del Toro, Zenit ex-squadra di Cristian Ansaldi, granata con cui Laxalt condivide, al di là dei sette anni di differenza, diversi aspetti tecnico-tattici (l'attenzione difensiva, la buona capacità di cross, gli inserimenti senza palla, la duttilità che permette loro di disimpegnarsi più che bene nel ruolo di mezzala). I loro percorsi si sono già incrociati, nell'estate 2016, quando Laxalt fu riscattato dal Genoa, e, come parziale contropartita, all'Inter si trasferì proprio l'argentino, unica in neroazzurro prima di passare al Toro. Di 12 milioni di euro l'attuale valutazione del cartellino dell'uruguagio, il cui futuro appare ancora da definire.