Pagellone Torino, l’allenatore Juric è il valore aggiunto e non solo della squadra granata VOTO 7,5

Il Torino ha conquistato tre punti in più rispetto allo scorso campionato, anche se si è piazzato comunque al 10° posto esattamente come un anno prima, ed è arrivato ai quarti in Coppa Italia migliorando visto che nell’edizione precedente si era fermato ai sedicesimi. Un risultato che a qualcuno potrebbe non sembrare niente di particolare tanto più che pur avendo lottato fino all’ultima partita per l’ottavo posto non l’ha ottenuto e questo non è dipeso solo dai giocatori, che comunque sono quelli che vanno in campo e con le loro prestazioni determinano i risultati, ma si ripercuote su tutti dall’allenatore a chi si è occupato del mercato.
Juric era partito per il ritiro, l’11 luglio, con la squadra smantellata rispetto alla stagione precedente e per riuscire a svolgere gli allenamenti aveva dovuto aggregare giocatori della Primavera, Akhalia, Antolini, Anton, Della Valle, Fiorenza, Garbett e Horvat e poi anche Kone e N’Guessan, e altri quattro che non rientravano più nel progetto tecnico Izzo, Verdi, Zaza e Edera. Giusto per rammentare, non c’erano più Belotti, Ansaldi, Pobega, Mandragora, Brekalo, Praet e Pjaca e poi è andato via anche Bremer. Gli unici volti nuovi erano Bayeye, proveniente dalla Serie C, e Radonjic. Il 27 luglio a Waidring in Austria c’era stata la lite con il direttore tecnico Vagnati dovuta proprio al fatto che l’allenatore non otteneva i calciatori che gli servivano. Poi altri giocatori sono arrivati a partire dal 1° di agosto con Lazaro e il 6 si è disputata la prima gara ufficiale in Coppa Italia contro il Palermo, formazione neopromossa in Serie B, vinta. il 10 agosto è poi arrivato il diciottenne Ilkhan e l’11 Miranchuk e Vlasic. Il 13 è iniziato il campionato con avversario il Monza, che per la prima volta nella sua storia approdava in Serie A, la squadra ha vinto. C’era stato il giorno prima anche l’ammutinamento di Lukic, da poco designato capitano e che vedeva la trattativa, ormai intavolata da tempo, del rinnovo del contratto non andare nel verso giusto: arrivi di giocatori in prestito che guadagnavano molto più di lui, che era al Torino dal 2016, non lo avevano fatto sentire sufficientemente apprezzato tanto più che la società stava riducendo il monte ingaggi e che nella stagione precedente lui aveva disputato un campionato di livello superiore. A seguire è arrivato Schuurs, 18/8, si è giocata la seconda partita di campionato con la Lazio, pareggio, e la terza con la Cremonese, vittoria, e nell’ultimo giorno di calciomercato è giunto Karamoh e sono stati ceduti Izzo e Verdi e Zaza ha risolto il contratto. Il giorno successivo poi è stata giocata la quarta partita di campionato con l’Atalanta, sconfitta. Un inizio di stagione decisamente difficile. Il campionato poi è proseguito in modo un po’ altalenante e ci sono stati infortuni a iniziare da quello di Miranchuk che dopo aver segnato il gol che ha sbloccato la partita con il Monza si è infortunato, lesione tra primo e secondo grado del bicipite femorale della coscia destra, e ha dovuto saltare sei gare. Senza dimenticare che durante la preparazione estiva Pellegri ha avuto acciacchi vari e anche altri giocatori, Vojvoda, Buongiorno e Radonjic. Infortuni che ci sono stato anche nell’arco della stagione e hanno sottratto giocatori titolari anche per periodi abbastanza medio-lunghi, Ricci, Ilkhan, Vlasic, Pellegri, Zima, Radonjic, Vieira, Lazaro e Schuurs si era fatto male alla spalla nell’imminenza della sosta per il Mondiale e aveva sfruttato quel periodo per curarsi. Nel mercato di gennaio anch’esso tardivo poi erano andati via Edera, Izzo, Garbett, Ilkham e Lukic, con quest’ultimo che il mister avrebbe voluto tenere almeno fino al termine della stagione, (tutti nell’ultimo giorno) e sono stati presi Ilic, fortemente voluto proprio dall’allenatore, il 30/1, Gravillon e Vieira, entrambi il 31/1.
Il lavoro che ha svolto Juric con il suo staff ha permesso che l’addio di Bremer non creasse contraccolpi in difesa grazie alla crescita di Buongiorno e Schuurs, come dimostrano le 41 reti incassate che collocano i granata quinti in Serie A (stessi numeri della passata stagione). E anche altri giocatori sono cresciuti, Ricci, Ilic, Sanabria, che è riuscito a fare il suo personale record di gol in uno stesso campionato: 12, e Vanja Milinkovic-Savic, ma anche Pellegri, Singo, Seck, Adopo, Gineitis e Bayeye, e Karamoh, Radonjic, Lazaro, Vlasic, Miranchuk e Lazaro che erano arrivati per rilanciarli e lo hanno fatto. Ci sono state le conferme di Djidji e Rodriguez e Linetty. La dimostrazione è che ha incremento il valore della rosa che adesso vale quasi 80 milioni di euro in più, per la precisione 77,6, rispetto allo scorso anno. Il numero dei gol fatti però non è stato incrementato, anzi è lievemente diminuito da 46 a 44 e questo ha collocato il Torino al quattordicesimo posto (nella passata stagione era tredicesimo) in questa particolare graduatoria e di certo ha influito sul 10° posto finale. Come i punti lasciati per strada con squadre alla portata e che sono anche retrocesse: pareggi con Empoli (2), Verona, Salernitana (2) e Cremonese, Sassuolo, e le sconfitte con Sassuolo, Bologna e Spezia. Su quanti punti si sarebbero potuti fare in più in queste dieci partite ognuno può dire quanti. E anche il rendimento così diverso tra partite in trasferta e casa sul quale lo stesso Juric non sa darsi una spiegazione sul perché. In trasferta 9 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte con 31 punti su 53 conquistati, 27 gol fatti su 42 e 22 subiti su 41 hanno collocato il Torino al 4° posto con un rendimento da Champions. In casa 5 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte con 22 punti ottenuti, 15 gol realizzati e 19 incassati hanno posto i granata al 15° quindi poco sopra la zona retrocessione.
Nel complesso però Juric ha posto basi solide per arrivare ad alzare l’asticella ed è anche riuscito a ottenere migliorie al Filadelfia, dalla sala relax alla mensa passando per la piscina e la stanza per la crioterapia, e sempre ha detto e ribadito che il Torino deve tornare a lottare e raggiungere obiettivi superiori al 10° posto, pur nella consapevolezza che economicamente non può competere con i club principali della Serie A. Non è mancato nello smussare i toni della sua comunicazione pubblica e si è addossato le colpe di non aver fatto meglio con Vagnati sul mercato e di non essere riuscito a creare “unione totale tra società e tifosi in modo che tutti abbiano lo stesso obiettivo”, cosa che gli era riuscita in precedenza a Verona e Crotone. Dopo aver parlato con Cairo e Vagnati e aver evidentemente ricevuto rassicurazioni sul mercato estivo ha deciso di rimanere e non andare via un anno prima della scadenza del contratto.
Per tutto questo Ivan Juric è il valore aggiunto del Torino e non solo per la squadra granata. Quindi media voto di TorinoGranata.it: relativo alle partite 6,26 ma in assoluto 7,5.
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