Ottimo Toro, ma non ci si può fermare

22.11.2010 09:54 di Marina Beccuti   vedi letture
Ottimo Toro, ma non ci si può fermare
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Flavio Bacile

Per qualcuno è stato il miglior Toro della stagione, e per certi versi lo è stato veramente, contro un Modena che si presentava all’Olimpico ricco di tante certezze, persino spavaldo nelle dichiarazioni del proprio allenatore, che ha cercato in tutti i modi, specialmente nel primo tempo, di rovinare la giornata agli uomini di Lerda. Toro, che dopo il vantaggio lampo, gol di Sgrigna al 3’, riesce anche ad essere masochista, permettendo prima a Mazzarani, al 11’ del p.t., di approfittare di una dormita collettiva di centrocampo e difesa, e successivamente a Cani, al 24’ del p.t., di sfruttare, nel migliore dei modi, un clamoroso errore di Pratali, portando così il Modena sul punteggio di 2-1.


In quel momento si è temuto il peggio, un crollo colossale dei granata, che fino a quel momento, errori difensivi a parte, avevano dimostrato di meritare molto di più. Succede invece che il Toro dimostra di essere più squadra del Modena, mettendo in campo giocate sempre più convincenti, spostando, di fatto, gli equilibri della partita. Per rivedere nuovamente il Modena bisogna, infatti, aspettare i minuti di recupero, con il solito Mazzarani, imbeccato da un cross di Bellucci, che chiama Bassi all’unica parata del secondo tempo.


Il Toro nella ripresa non solo ribalta il risultato, doppietta di D’Ambrosio, dimostrando un vigore atletico ed una convinzione nei propri mezzi superiore a quella dell’avversario, ma gioca un calcio finalmente convincente, con un possesso palla non più sterile, visto che i granata si sono presentati al tiro un’infinità di volte, ed un’intensità che fino ad oggi non si era ancora vista. Finalmente, e lo dico con il cuore in mano, il centrocampo, con un occhio particolare a De Vezze, autore di una partita piena di contenuti, ha cominciato a macinare calcio, dimostrando di non essere più il tallone d’Achille di questa squadra. La crescita del reparto è sicuramente dovuta, non solo allo stato di forma più che accettabile raggiunto dai due mediani, ma anche al lavoro sfiancante dei due esterni, Lazarevic e Scaglia, che permette non solo a Sgrigna, ma anche a Bianchi, di preoccuparsi quasi esclusivamente della fase offensiva, ma lascia anche, ampia libertà di offesa ai due esterni difensivi.

È altrettanto vero che la partita è cambiata con l’ingresso di Gasbarroni, che come al solito riesce ad accendere la partita nei momenti topici, segno che la gestione del giocatore da parte di Lerda è quella giusta. Non penso, infatti, salvo che non giochi al posto di Sgrigna, che a Gasbarroni si possa chiedere una partita di sacrificio a sostegno del centrocampo, e pretendere anche che sia decisivo in fase offensiva. Non almeno per tutti i novanta minuti. Alla fine un ottimo Toro, con tante piccole cose da rivedere, che comincia però, ad avere una propria identità, un modo di disporsi in campo ben definito, ed i cambi in corsa operati da Lerda mi sembrano evidenti, una propria personalità, che sembra aver quasi messo in cantina le fragilità dimostrate ad inizio campionato.


Non ci si può fermare, questo è evidente, i passi avanti da compiere sono ancora tanti, e le scelte che Lerda deve operare non sono poi così facili, visto che con il ritorno di Iunco, i dubbi sul modulo da adottare si scontreranno contro le certezze di questi giorni.