Nelle parole di Zaccarelli stanno tutti i dubbi che si hanno nei confronti di questo Torino

Sirigu è sempre costretto a fare parate decisive anche quando di fronte il Torino ha avversari inferiori. I granata in ogni partita commettono errori marchiani che spesso pagano cari.
14.11.2019 15:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Renato Zaccarelli
Renato Zaccarelli

Non bisogna fasciarsi la testa prima di essersela rotta, ma pensare che alla ripresa, dopo la sosta del campionato per gli impregni della Nazionale, il Torino affronterà l’Inter mette un po’ di preoccupazione. E’ vero che nelle ultime due partite si è vista una squadra meno inconcludente e pasticciona e il fatto che lo sia stata con la Juventus non è cosa da poco, però, è altrettanto vero che alla fine, al netto della direzione arbitrale e del Var, il Torino ha comunque perso. Meno incide la vittoria, seppur per quattro a zero, sul Brescia e in tal senso sono eloquenti le parole di Renato Zaccarelli dette all’evento organizzato dal Toro club Valtriversa Granata e riportate da Tuttosport: “Ero sicuro – ha detto Zaccarelli - che il Torino avrebbe vinto al Rigamonti, anche perché il Brescia ha dimostrato di essere inferiore. Mi aspettavo una goleada già nel primo tempo (terminato due a zero per i granata, ndr), ma come al solito Sirigu ci ha messo del suo a inizio ripresa con due ottime parate”.

Già perché se il portierone granata non avesse prima sventato il pericolo respingendo il tiro di Ayé, non marcato dalla difesa granata, e il successivo di Spalek, anche lui libero di agire, alzando il braccio e garantendo che la palla non s’infilasse in porta (56’) e poi intervenendo sul colpo di testa di Bisoli (60’), anche lui non proprio controllato a dovere, il Torino si sarebbe trovato sul due a due e a quel punto chissà come sarebbero andate le cose. Per carità, magari avrebbe vinto lo stesso, ma è evidente che una cosa è farlo per quattro a zero e un’altra per quattro a due o altro risultato. Se con l’ultima in classifica, che aveva appena cambiato l’allenatore e che aveva il suo giocatore più di talento, Balotelli, in giornata no infatti è stato sostituito dopo l’intervallo, il Torino ha rischiato di far riaprire la partita dall’avversario che cosa potrà accadere con la seconda forza della Serie A che in panchina ha un allenatore, Conte, che in testa ha solo una cosa: vincere. E per di più non si accontenta se la squadra pur vincendo non continua a macinare gioco per aumentare il bottino?

E’ vero che il Torino ha tenuto testa alla Juventus e che l’Inter con la Juventus ha perso, ma aggrapparsi a queste cose è patetico e pensare che l’anno scorso nel girone d’andata con i nerazzurri finì due a due e in quello di ritorno al Grande Torino fu vittoria per uno a zero e che anche nella stagione precedente ci furono un pareggio e una vittoria, di nuovo nella gara in casa, è solo illudersi perché ogni partita è fine a se stessa.
Con questo non significa che il Torino debba sentirsi sconfitto già prima di giocare, anzi, tutt’altro. Deve essere uno sprone per scendere in campo alla ricerca della vittoria e, soprattutto, deve impedire che si ripetano gli errori che costringono Sirigu a fare parate determinanti per non prendere gol. Zaccarelli non lo ha detto, ma se con l’Inter il Torino giocherà anche solo per un po’ come ha fatto a inizio ripresa con il Brescia Sirigu potrà fare miracoli, ma alla fine il Torino sarà sconfitto. Ed è questo che genera dubbi nei confronti di questo Torino.