ESCLUSIVA TG - Museo del Grande Torino al Filadelfia, l’assessore Vignale rompe gli indugi: “Servono 7 milioni, la Regione Piemonte ci sarà”

ESCLUSIVA TG - Museo del Grande Torino al Filadelfia, l’assessore Vignale rompe gli indugi: “Servono 7 milioni, la Regione Piemonte ci sarà”
Gian Luca Vignale
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
Vignale fa il punto sul progetto per portare il Museo del Toro al Fila: “Convenzione, concessione a costruire e progetto di pre-fattibilità ci sono. Adesso bisogna trovare i soldi”. A novembre è atteso il tavolo di lavoro.

Gian Luca Vignale è assessore della Regione Piemonte per il personale, organizzazione e patrimonio, affari legali e contenzioso, rapporti con il Consiglio regionale, delegificazione e semplificazione dei percorsi amministrativi, fondi di sviluppo e coesione. È stato vicepresidente della Fondazione Filadelfia dal 2011 a qualche mese prima dell’inaugurazione, avvenuta nel maggio 2017, ed è un tifoso del Toro. Torinogranata.it ha intervistato in esclusiva l’assessore Vignale per approfondire quanto verrà fatto per portare il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata al Filadelfia, come stabilito negli accordi per il rifacimento dell’impianto sportivo che ospita gli allenamenti della prima squadra del Torino FC.

Quali passi concreti si possono fare adesso per costruire l’edificio nel terzo lotto del Filadelfia che ospiterà il Museo del Toro, che attualmente è ospitato a Villa Claretta Assandri, a Grugliasco, comune in provincia di Torino?
“Per il completamento del Filadelfia, lei sa bene che il Filadelfia nasce con uno statuto fatto, diciamo, a molte mani, dai tifosi alla Città, e poi entrò anche la Regione Piemonte con un emendamento che io feci a una legge che prevedeva la costruzione dello stadio e poi la realizzazione del Museo. La prima parte l’ho seguita dall’inizio, lo dico perché per otto anni sono stato vicepresidente della Fondazione Stadio Filadelfia, dalla sua costituzione nel 2011 fino a pochi mesi prima dell’inaugurazione dello stadio, avvenuta nel 2017.

Al Filadelfia manca una parte, quella appunto relativa al Museo, nel senso che è stata fatta la cosa primaria, poiché senza la ricostruzione del Filadelfia ovviamente staremmo parlando del nulla. Avendo fatto la prima parte, infatti, non casualmente i lotti uno e due erano la parte principale, anche rispetto alle risorse che misero gli enti. Adesso rimane da completarlo.

Molto recentemente sono stati fatti passi avanti in termini amministrativi, nel senso che c'è stata la convenzione ed è stato presentato un progetto di pre-fattibilità, quindi noi oggi abbiamo un dato importante, che è quello del valore economico del bene: 7 milioni di euro. È stata fatta appunto una convenzione e c'è una concessione a costruire.

Quindi, detto molto prosaicamente, bisogna trovare i soldi, perché senza i 7 milioni di euro non si va da nessuna parte. Io credo che il modello, che in qualche modo abbiamo già visto con la costruzione dello stadio, sia simile. Come lei ricorderà, sugli 8 milioni di euro necessari a costruirlo, 3 milioni e mezzo li mise il Comune, 3 milioni e mezzo la Regione, seppur sotto forma di restituzione delle rate del mutuo, e un milione il Torino FC attraverso la Fondazione Mamma Cairo.

Oggi bisogna fare la stessa operazione: bisogna che i due enti locali principali, Regione e Comune, che è la città su cui insistono lo stadio e il Museo, e altri soggetti, fondazioni bancarie ecc., si mettano anche intorno a un tavolo, ma più che altro indichino una disponibilità economica per la costruzione dell’edificio che ospiterà il Museo.

Noi, da questo punto di vista, come Regione Piemonte, l'abbiamo già dichiarato sia io sia l'assessore Bongioanni (commercio, agricoltura e cibo, parchi, caccia e pesca, peste suina, turismo, sport e post-olimpico, ndr), anche per le rispettive competenze: noi siamo pronti per individuare una somma che garantisca, quota parte ovviamente, la costruzione del Museo”.

Avete già un'idea di quanto potrebbe ammontare questa cifra?
“Sinceramente no, l'assessore Bongioanni sta facendo un ragionamento sulle risorse che attengono al turismo e allo sport, per le competenze che lo riguardano, e io ho una delega che è quella dei fondi di sviluppo e coesione. Nelle risorse dei fondi credo sia possibile, sommando i due capitoli, individuare una cifra che possa essere non il primo passo, ma un passo importante per la costruzione del Museo al Fila.

Poi ovviamente, come tra l'altro ha detto l'assessore del Comune Carretta (Sport, grandi eventi, turismo e tempo libero, rapporti con il Consiglio comunale, ndr), in occasione delle celebrazioni dei cent'anni del Fila, il Comune intende fare la sua parte. Quindi dobbiamo rifare quello che abbiamo fatto quando individuammo la provvidenza economica per dare vita alla Fondazione e poi per realizzare lo stadio”.

Ampliando il discorso, sullo sfondo c’è anche la questione relativa allo stadio Grande Torino Olimpico, che non riguarda la Regione Piemonte bensì il Comune di Torino, ma è pur sempre un bene pubblico.
“Relativamente allo stadio Grande Torino, come diceva lei, è un bene esclusivo di proprietà del Comune e mi sembra che, peraltro, il Comune abbia dato alla società Torino FC una scadenza (31 dicembre 2026, ndr) entro cui presentare il progetto, per cui io tanto di più non saprei dire”.

Tenuto conto che a Torino ci saranno le elezioni amministrative in primavera, questo non potrebbe essere motivo di rallentamento dell’iter per la costruzione dell’edificio del Museo al Fila?
“Non abbiamo ricostruito il Filadelfia per una questione elettorale, per cui credo che anche relativamente al Museo, se posso permettermi, non sia una questione elettorale, ma una che attiene alla storia della nostra Città, del Piemonte e non solo.

Evidentemente sarebbe il completamento di un luogo che, per la storia sportiva d'Italia, ha una valenza che va oltre il momento elettorale: se fossimo anche nel 2028, io le farei lo stesso ragionamento”.

Ma pensando alle tempistiche, l’attuale amministrazione comunale, essendo a fine mandato, forse non potrà prendere nessuna decisione e quindi bisognerà aspettare le prossime elezioni, l’insediamento e la successiva operatività di Giunta e Consiglio?
“No, questa amministrazione entro fine 2026 dovrà votare il bilancio di previsione finanziario 2027-2029 ed è evidente che, se all'interno del bilancio ’27-’29 si troveranno, sempre che lo ritengo evidentemente, le risorse da destinare alla costruzione dell’edificio del Museo al Fila, non ci saranno problemi.

Ma poi ci sono mille modalità: esistono gli accordi di programma, i protocolli d'intesa, per un ente pubblico di dimostrare la volontà di realizzare un'opera”.

Secondo lei, quali sono ragionevolmente le tempistiche per vedere la posa della prima pietra dell’edificio del Museo al Fila?
“Non mi voglio sostituire all’assessore Bongioanni, che aveva comunicato che entro il mese di novembre 2026 avrebbe convocato un tavolo al quale far sedere le differenti parti interessate, principalmente Regione e Comune ovviamente, ma anche fondazioni bancarie o altri soggetti che in qualche modo possano essere interessati all'opera.

Ci sarà la Fondazione Filadelfia, alla quale spetterà la realizzazione del Museo, così come ha già realizzato lo stadio Filadelfia. Credo che entro il mese di novembre l'assessore Bongioanni convocherà il tavolo in quanto primo passo necessario, però questo sarebbe utile chiederlo a lui: noi ovviamente ci siamo parlati, ma io non ho le sue deleghe”.

Allora, cosa si può dire ai tifosi del Toro che dal 2017 aspettano che il Museo possa essere trasferito al Fila, tanto più che per il completamento dei due lotti sportivi sono passati anni e ci sono volute le proteste dell’ex allenatore Juric per rendere l’impianto sportivo più consono a un club di Serie A e l’intervento dello sponsor Beretta? Oltretutto, non sarebbe ragionevole che anche il Torino FC contribuisse economicamente alla realizzazione del Museo, trattandosi di un luogo attinente alla storia granata?
“Se lo riterrà, lo dirà il Torino FC”.

Ma lei non ha sentore che Cairo voglia contribuire?
“Non ne ho la più pallida idea, ma per tanti motivi e principalmente perché non faccio parte della società e quindi non ho nessun titolo per parlarne, quindi bisogna attendere.

Un incontro comune, il tavolo, serve esattamente per questo motivo. Lo dico, essendoci già passato. Fino al 2010, finché la Regione non mise i 3,5 milioni mancanti, c'era lo statuto approvato, una disponibilità del Comune a mettere 3,5 milioni, un costo complessivo dell'impianto che era di 8, ma mancavano i 4,5 milioni per arrivare ad avere le risorse per poter fare tutto ciò che è stato fatto: costituire la Fondazione Filadelfia, fare la progettazione preliminare, successivamente quella esecutiva, bandire la gara, realizzare lo stadio.

Oggi bisogna fare esattamente la stessa cosa. E oggi, a differenza di sei mesi fa, abbiamo un valore economico (i 7 mln, ndr), una concessione a costruire e una convenzione, quindi adesso bisogna solo ed esclusivamente, non è un dettaglio, trovare i soldi.

Noi, come Regione Piemonte, possiamo dire ai tifosi del Toro, ma non solo ai tifosi del Toro, che il Museo è un patrimonio non solo della Città e della Regione, ma molto di più, ed ecco perché noi faremo ciò che abbiamo già fatto per la realizzazione dello stadio, affinché l’edificio per il Museo venga realizzato al Fila”.