Mihajlovic presenta la sfida al Pescara: "Non pensiamo di essere più forti di loro, in questo momento non lo siamo"

20.09.2016 14:08 di Alex Bembi   vedi letture
Mihajlovic presenta la sfida al Pescara: "Non pensiamo di essere più forti di loro, in questo momento non lo siamo"
© foto di Alex Bembi

Le parole del mister granata Sinisa Mihajlovic, durante la conferenza stampa di presentazione della gara contro il Pescara: “Io sono un martello, mi piace esserlo. Pretendere di alzare l’asticella e vincere sempre. Esistono però anche momenti meno fortunati. C’è un momento per essere martello e uno per essere calmi, per fare le cose semplici. Non mi piace parlare degli assenti, però effettivamente senza Ljajic e Belotti e come togliere alla Juve Higuain e Dybala. Rinunciare a entrambi è molto difficile, ma dobbiamo tenere duro, avere pazienza e non perdere la fiducia. Contro l’Empoli mancava anche Maxi Lopez: in questo momento siamo senza punte, non vogliamo ne dobbiamo arrenderci, ma è un momento di attesa questo".

"Qualcosa mi ha deluso in questo scorcio di campionato? Il nostro inizio è un po’ strano, abbiamo fatto solo 4 punti, ma potevamo farne il doppio. Nessuna squadra ci ha fatto soffrire, nessuna ci ha messo sotto: come ho detto però questo è il momento di soffrire e stringere i denti".

"Domenica abbiamo concesso poco o niente all’Empoli, abbiamo difeso bene nei nostri 30 metri, ma quando accorciavamo avanti, la linea difensiva non ha avuto il coraggio di alzare il pressing e si creavano buchi tra le linee, dove loro erano bravi a inserirsi. Nel secondo tempo abbiamo cercato di cambiare modulo, passando al 4-4-2, ma con giocatori adattati".

"Le insidie di Pescara? Il Pescara è una buona squadra, devo fare i complimenti al mio amico Oddo. Come tutte le squadre però hanno punti forti e punti deboli: ho visto le loro ultime uscite e hanno subito, ma anche creato. Noi andremo là per vincere, ci concederanno occasioni da gol e dobbiamo essere bravi a sfruttarle. Non vanno sottovalutati però: non siamo più forti di loro in questo momento e non dobbiamo prenderla sottogamba. Non siamo la Juve che può fare turn over mirato. Noi quando facciamo turn over è forzato, perché magari abbiamo giocatori che non giocano da molto e non possono fare tre gare di fila".

"Come cambierà la fascia sinistra dopo l'infortunio occorso a Molinaro? Mi spiace molto per la sua disavventura, ha subito un grave infortunio, ma lui è un ragazzo forte tornerà presto. Nel ruolo di terzino sinistro abbiamo Barreca, probabilmente giocherà lui, però c’è anche Moretti che molti anni fa ha cominciato come terzino. Avessi potuto scegliere quando schierare Barreca avrei atteso ancora un mesetto, ma confermo di avere piena fiducia in lui. Sia Barreca che Moretti possono comunque darci garanzie sulla sinistra, anche se con caratteristiche diverse. Prenderemo qualche svincolato? Se sono rimasti senza contratto ci sarà un motivo. Come ho già detto ho piena fiducia in Emiliano e Antonio, non credo di trovare tra gli svincolati qualcuno più forte".

A proposito dei due infortunati illustri: "Il gallo sta meglio, lo porteremo sicuramente a Pescara e magari giocherà uno spezzone. Vediamo dopo l’ultimo allenamento, comunque. Sia lui che Ljajic faranno gli ultimi esami oggi e probabilmente domenica il primo giocherà, il secondo andrà almeno in panchina".

"Le scelte in mezzo al campo quali saranno? A centrocampo non abbiamo problemi, chiunque scelgo, scelgo bene. Andiamo in campo sempre per vincere la partita. Quando non ci riusciamo a volte è per demerito nostro, altre per meriti degli avversari. Noi però prepariamo la gara sempre e comunque per fare la partita e provare a vincerla".

Sui singoli, viene chiesto un giudizio su Boyè e Castan: "Boyè mi è piaciuto? Giocherà comunque, non abbiamo alternative. È un ragazzo di personalità, nel primo tempo ha fatto molto bene contro l’Empoli, ma deve imparare a gestirsi per non andare in affanno nella ripresa. È un generoso, migliorerà con l’età e giocando tante partite.

Castan sapevamo che sarebbe stata una scommessa. Non giocava da due anni, ma ha fatto moltissimi esami e abbiamo visto che stava bene. Il nostro obiettivo era farlo tornare ai livelli di Roma quando con Benatia formò una coppia difensiva eccezionale. Sinora ha fatto bene, ma dipende anche da lui riuscire a gestirsi”.

Ancora Mihajlovic per l’ultima parte di conferenza: “Per cinque anni questa squadra ha avuto un allenatore, un modulo di gioco e un metodo di allenamento, non è facile cambiare la testa. Stiamo lavorando su questo, però vedo che hanno voglia di imparare e si impegnano moltissimo: questo è importante. Poi, a volte riescono a darmi cosa chiedo, altre meno, ma la direzione intrapresa è giusta”.

Alex Bembi