Mazzarri: “Intorno all’anima della squadra devono esserci i tifosi a fare da uomo in più”

04.05.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Walter Mazzarri
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Walter Mazzarri

L’allenatore del Torino, Walter Mazzarri, in conferenza stampa ha commentato il pareggio con la Juventus. Ecco tutto ciò che ha detto:

Quanto rammarico c’è per la  vittoria sfumata nel finale nonostante gli sforzi profusi?

“E’ come chi sta alzando le braccia e poi gliele tirano giù. Mancava talmente poco alla fine della partita che sinceramente … anche perché i momenti peggiori sembravano ormai passati e avevo inserito Aina che avrebbe potuto addirittura, se era più tranquillo, fare il secondo gol. E sulla fascia dove soffrivamo (la destra, ndr) sembrava che la sofferenza fosse finita con questo accorgimento purtroppo però appena ci siamo dimenticati dentro l’area il fenomeno (Cristiano Ronaldo, ndr) ci ha fatto gol. Peccato, ma bisogna considerare questa partita positiva perché la crescita di questa squadra è esponenziale ed è venuta allo Stadium a giocarsela, fino a quando ha avuto la forza, alla pari. Poi è chiaro che di fronte a una corazzata com’è la Juventus che tenta il tutto per tutto per evitare la sconfitta in casa sua è normale che si soffra. C’è il rammarico per due-tre ripartenze perché avremmo potuto fare meglio il contropiede in modo da chiudere la partita. Loro nello sforzo di pareggiare ci hanno lasciato spazi che purtroppo non abbiamo sfruttato per fare il secondo gol, questo è un altro motivo di rammarico”.

Nelle partite con Milan e Juventus si può dire che si è visto il miglior Torino della stagione?

“Secondo me il miglior Torino lo si è visto nelle due gare con la Sampdoria perché si sono fatti gol e si è giocato un bel calcio giocando di più la palla, però, quando si fanno queste considerazioni si deve soppesare il valore dell’avversario. Si è giocato il derby in casa della Juventus e se avessero affrontato un’altra squadra magari sarebbe stato differente, ma un derby non lo sottovalutano e la dice lunga che ci fossero titolari Chiellini, che non c’era con l’Ajax, e Bonucci. Quindi rispondo di sì considerando dove eravamo e contro chi giocavamo. E’ vero che abbiamo messo sotto in alcune partite anche buone squadre come l’Atalanta, che insieme a noi è la rivelazione di questo campionato, anzi, noi lo siamo un po’ di più perché l’Atalanta sono già tre anni che disputa le coppe e ha lo stesso allenatore etc, etc. Come stavo dicendo con l’Atalanta abbiamo vinto in casa due a zero facendo un bellissimo calcio contro una squadra già forte, ma la Juventus ha valori ancora superiori e come il Barcellona ha Messi loro hanno un fenomeno in più oltre a una rosa formata da campioni”.

E’ risaputo che non le piaccia parlare dei singoli, ma può dire due parole sulla prestazione di Bemer?

“Certo, merita ampiamente e gli ho fatto fare un applauso dai compagni perché ha fatto una partita da veterano. Per otto mesi ha lavorato per migliorarsi sotto l’aspetto tecnico e imparare e non ha mai avuto spazio perché io non sperimento quando un campionato è così importante e non cambio la difesa quando funziona. Quindi va solo elogiato per aver esordito da titolare in questo stadio, contro questa squadra in un derby e fare una partita come ha fatto. Vanno fatti i complimenti anche ai miei collaboratori che hanno lavorato tanto con lui e, infatti, è entrato in campo come uno che avesse già disputato trecento partite in Serie A, complimenti davvero a questo ragazzo se li merita”.

Il fatto che Lukic fosse più propositivo del solito e che agisse più avanzato è una cosa che avevate preparato perché affrontavate la Juventus oppure no?

“Lukic rientra nel contesto del lavoro fatto anche con Meïté, giocatore importante. Sono tutti ragazzi che stanno crescendo. Prima si parlava di Bremer che si può dire che abbia esordito con la Juventus, c’è Meïté, c’è Aina che è subentrato, ma che ha già fatto vedere tante volte di essere un giocatore che è cresciuto rispetto a quando non giocava con continuità nella serie B inglese. Sono tutti ragazzi che stanno facendo cose egregie eccezionali, e questo ci dà tanta soddisfazione e, soprattutto, sono un patrimonio per il futuro poiché possono solo crescere anche nei prossimi anni. Siamo contentissimi di tutti”.  

Siete delusi perché il quarto posto si allontana oppure l’obiettivo è solo andare in Europa?

“Noi non abbiamo mai voluto nemmeno parlare d’Europa perché dovevamo solo crescere. Il quarto posto, sinceramente, era un sogno tra i sogni, ma a ben vedere non è ancora finita perché se riusciamo a tenere questo rendimento nelle prossime tre partite possiamo anche vincerle e poi anche gli altri devono vincere le partite, non si sa ancora come andrà a finire. E’ un peccato perché con la Juventus sarebbe stato bellissimo vincere tanto più che in passato abbiamo lasciato punti per strada in un modo che ancora ci brucia, ad esempio, con il Bologna abbiamo fatto solo un punto e in particolare all’andata dovevamo stravincere e invece si è solo pareggiato. Per questo c’è un po’ rammarico, ma  non dobbiamo pensarci e fare solo altre tre finali e alla fine commenteremo il campionato che abbiamo fatto”.

Nel corso della stagione non si è sentito sottovalutato per le troppe critiche ricevute?

“Faccio l’allenatore da vent’anni e ho imparato, ma non so se ho ricevuto critiche perché non guardo. Avete sentito che un collega più noto di me, Klopp, ha detto che per come è cambiata la comunicazione soprattutto con internet, noi professionisti non si può guardare quello che viene scritto. Non ho saputo tanto di critiche, so di aver lavorato, il presidente e la società sono contenti e tutto il resto sinceramente … al limite guardo qualche testata e l’autorevolezza di chi esprime le critiche perché altrimenti in questo mondo si diventa matti”.

Nelle prossime tre partite l’obiettivo è fare nove punti o potrebbero bastarne anche solo sette?

“Anche quando portai il Napoli dal sest’ultimo posto all’Europa League e pii anche in Champions ho sempre inculcato nella testa dei miei giocatori che la partita successiva è sempre la più importante. Noi dobbiamo entrare in campo in ogni partita per cercare di conquistare i tre punti, quindi, cominciamo dalla prossima. C’è il Sassuolo, che è salvo, ma che mette in difficoltà tutti, ma se giocheremo come con la Juventus e con il Milan probabilmente abbiamo la possibilità di fare nostra la partita e poi vedremo le successive”.

Sassuolo ed Empoli sono le partite più difficili?

“In teoria l’Empoli deve vendere cara la pelle perché sta lottando per non retrocedere. Il Sassuolo è salvo, però, è anche vero che soprattutto il Sassuolo con la mentalità che gli ha dato l’allenatore gioca sempre per vincere e non avranno nulla da perdere e se non staremo attenti e se sottovaluteremo le insidie la partita sarà difficile. Ma se affronteremo bene queste due squadre con la voglia e la motivazione che avevamo con la Juventus e con il Milan penso che anche per il Sassuolo non sarà facile fare risultato con noi”.

Su come ha diretto la partita Orsato non c’è nulla da dire, anche per lei è così?

“Non parlo più degli arbitri. Non mi lamento, ma quando ho protestato mi sembra che poi i fatti mi abbiano sempre dato ragione perché se ho protestato ero anche sicuro di ciò che dicevo e tante volte le immagini e tutto ciò che ne è venuto di conseguenza anche voi critici avete detto che avevo ragione. Quando protesto ho della gente che mi fa vedere le immagini e hanno sempre dimostrato che avevo ragione”.

I tifosi alla fine della partita sui social hanno detto di aver visto un Toro come lo vogliono loro, cosa si sente di dire loro?

“Mi fa piacere, è una bella cosa. E’ quello che dico sempre: la cosa bella è riportare entusiasmo. Noi, i tifosi, l’ambiente, l’entourage, il Toro e tutto ciò che ne consegue deve essere un blocco unico e la squadra deve dimostrare di avere un’anima e intorno all’anima della squadra ci devono essere i nostri tifosi che facciano da uomo in più dandoci una mano. Nelle ultime partite questo connubio lo stiamo vendendo in modo esponenziale e mi fa solo piacere”.