Ljajic sale in cattedra e il Torino batte il Cagliari

Mihajlovic cambia modulo e propone il 4-2-3-1. In gol Borriello su rigore e poi per il Torino Ljajic, Belotti e Acquah, chiude le marcature Han. Esordio di Carlão. Acquah espulso nel finale.
09.04.2017 19:11 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ljajic sale in cattedra e il Torino batte il Cagliari
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Due chiavi di volta hanno determinato la terza vittoria in trasferta del Torino: il cambio di modulo, passando fin da inizio gara al 4-2-3-1, con Ljajic al centro del tridente offensivo posto alle spalle di Belotti nel ruolo di unica vera punta e l’uscita dal campo di Borriello per un probabile stiramento al flessore della gamba sinistra al 34’. Se poi si vuole proprio trovare un altro possibile fattore che spieghi i tre punti conquistati dai granata c’è stata anche l’uscita anzitempo dal campo di Iturbe (22’) a causa di un problema al ginocchio sinistro, il paraguaiano e Falque sulle corsie esterne affiancavano Ljajic, e l’ingresso al suo posto di Boyè, che agiva in posizione un po’ più accentrata rispetto al compagno, dando così un supporto maggiore a Belotti e lasciando più sazio agli inserimenti di Ljajic.

Con Adem in una posizione più congeniale a liberarne la fantasia e le giocate il Torino ha trovato giovamento, anche se era passato in svantaggio a causa di una trattenuta in area di Carlão (unica pecca di una partita decisamente positiva e non solo perché esordiva in maglia granata) ai danni di Ionita che faceva dire a Rocchi che il fallo era da rigore e ammoniva anche il brasiliano. Borriello trasformava il penalty tirando forte e a mezz’altezza e nulla poteva Hart che con il braccio alzato intercettava sì la palla, ma non riusciva a evitare che entrasse nella sua porta (19’). La prima mezzora della gara è stata caratterizzata da parecchi ribaltamenti di fronte con il Cagliari che si difendeva ordinatamente e appena poteva ripartiva e il Torino che faticava un po’ a impostare l’azione per mettere gli attaccanti nella condizione di fare male, anche perché non vi erano molti inserimenti dei terzini, Zappacosta e Molinaro, e dei centrocampisti, Acquah e Baselli. In fin dei conti era la prima volta che Mihajlovic proponeva dall’inizio un modulo diverso e Ljajic doveva avere il tempo di salire in cattedra per sfoderare le sue qualità. Cosa che ha fatto quando ha riportato in parità il risultato duettando con Belotti e poi liberandosi degli avversari al limite dell’area, controllando e tirando dai venticinque metri una sassata che non dava scampo a Rafael (33’). Un minuto dopo Borriello dava forfait per un problema muscolare e Rastelli era costretto a mandare in campo Faragò spostando in avanti Ionita e con Sau che andava a prendere il posto di Borriello come punta di riferimento. Questo penalizzava il Cagliari che calava in rendimento e pativa un maggiore ritmo imposto dal Torino ormai acceso dalle giocate di Ljajic. Grazie al cambio di marcia i granata pressavano di più e Zappacosta con un pregevole cross pescava Belotti in mezzo all’area, il “Gallo” di testa, pur marcato, colpiva in modo impeccabile e mandava la palla nell’angolino basso, dove Rafael non poteva arrivare (39’). Gol numero ventiquattro per Belotti che così mantiene la testa della classifica marcatori insieme a Dzeco, andato anche lui in gol nella trasferta della Roma a Bologna. Ribaltato il risultato il Torino poteva andare all’intervallo più rilassato.

Nella ripresa Mihajlovic ha dovuto sostituire Molinaro che accusava un problema al ginocchio e così ha mandato in campo Barreca. Come aveva chiuso il primo tempo nello stesso modo si è riproposto il Torino ormai padrone della partita e ha ribadito la voglia di vittoria con la rete di Acquah. Baselli dopo aver recuperato palla serviva Falque che entrava in area e non trovando lo spazio né per il tiro né per un passaggio in mezzo decideva di mandare la palla indietro ad Acquah che dal limite di prima intenzione la spediva sotto la traversa (54’). Rastelli allora decideva di togliere lo spento Padoin e inseriva Farias, ma anche questa mossa non mutava l’andamento della partita perché il Torino continuava a macinare gioco provando a ricercare il quarto gol e difendendosi con ordine. Al 65’ Carlão lasciava il campo ad Ajeti, il brasiliano non ha ancora i novanta minuti, ma la sua prestazione è stata positiva. Ha dimostrato di sapersi ben posizionare e di essere attento (tranne che in occasione del rigore quando si è fatto sorprendere in ritardo sulla marcatura) a chiudere in anticipo sull’avversario in modo da far ripartire subito la squadra, indubbiamente è capace di leggere le situazioni e spesso è intervenuto scegliendo la soluzione migliore e facendo vedere di saper cogliere l’attimo giusto quando doveva andare in contrasto sull’avversario o respingere. Il Cagliari alla ricerca del gol che potesse riaprire il match continuava a puntare più sulle iniziative dei singoli che sulle giocate corali e questo non bastava, come ultima mossa Rastelli inseriva Han al posto di Sau, ma era ancora il Torino a farsi pericoloso prima con Belotti che colpiva il palo (86’) e poi con Falque che centrava la traversa (94’). Nel frattempo Acquah rimediava una seconda ammonizione e veniva espulso (91’). Però la mossa di mandare in campo Han finiva, anche se troppo tardi, per dare i suoi frutti e il nordcoreano entrava negli annali come il primo a realizzare un gol nel campionato italiano, nell’occasione la difesa del Torino non è stata impeccabile perché ha lasciato il giocatore del Cagliari tutto solo in area e così sfruttando un preciso cross di Farias con un colpo di testa superava Hart (95’).

Il Torino ha superato la prova Cagliari e anche il cambio di modulo sembra una mossa vincente, almeno fino a quando non sarà testato con squadre decisamente più forti e con difese più solide. Già sabato prossimo in casa contro il Crotone si vedrà se sarà risposto, tenuto conto che Acquah non potrà giocare perché squalificato e quindi in mediana dovrebbe rientrare Benassi che ha una fisicità e caratteristiche differenti dal ghanese, così come Lukic e Valdifiori. Che Ljajic avesse i numeri per fare la differenza lo sapevano tutti, deve, però, sempre prendere per mano la squadra e guidarla alla vittoria come ha fatto oggi con il Cagliari.