LIVE D’Aversa: "In settimana non sono stati tirati i remi in barca: sono orgoglioso. Zapata potrebbe partire dall'inizio. Testa solo al Cagliari poi penseremo al derby"

LIVE D’Aversa: "In settimana non sono stati tirati i remi in barca: sono orgoglioso. Zapata potrebbe partire dall'inizio. Testa solo al Cagliari poi penseremo al derby"
Roberto D'Aversa
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 12:40Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin

Il Torino, a due partite dalla fine del campionato e senza obiettivi da poter raggiungere, dopo la vittoria in rimonta sul Sassuolo ha la possibilità a Cagliari di dare continuità ai tre punti ottenuti e prepararsi così al meglio al derby che chiuderà questa stagione altalenante sia sul piano dei risultati sia su quello delle prestazioni. L’allenatore del Torino, Roberto D’Aversa fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con il Cagliari.

Com'è stata la settimana? Ci fa il punto sugli infortunati?
"I ragazzi si sono comportati bene durante la settimana e questo mi rende molto orgoglioso perché vuol dire che non abbiamo tirato i remi in barca e con l’obiettivo di  andare a fare una partita contro una squadra che deve ancora raggiungere l'obiettivo e, soprattutto, da parte nostra ci deve essere la volontà di cancellare la prestazione fatta sotto tono a Udine. Giocheremo in trasferta e deve essere una partita molto importante. Non ci saranno Ismajli e Anjorin che sono ancora alle pese con infortuni, Gineitis è squalificato e poi non farà parte dei convocati Tameze".

Le tante interviste di questi giorni ai giocatori che hanno vinto lo Scudetto nel 1976 vi hanno un po’ avvicinato al derby della prossima settimana?
"Dobbiamo pensare al Cagliari, bello ricordare oggi quest’evento importante dello Scudetto del '76 con i giocatori hanno reso orgogliosi questo club e questi tifosi. Da parte nostra va a questi Campioni un pensiero, ma noi non dobbiamo avere distrazioni né per questi festeggiamenti né per la partita successiva e dobbiamo pensare solo ed esclusivamente alla partita col Cagliari. C’è da rispettare il Cagliari che ha ancora un obiettivo da ottenere e sapendo anche delle difficoltà perché giocheremo in un campo dove il pubblico spinge molto. A Cagliari non si gioca solo contro una squadra, ma contro una regione quindi dovremo essere pronti sotto tutti i punti di vista: sotto l’aspetto fisico, sotto quello mentale e anche sotto quello dell’atteggiamento perché, ripeto, il Cagliari deve ancora raggiungere un obiettivo". 

La ricorrenza dei cinquant’anni dall’ultimo scudetto in questi giorni ha quasi totalmente distolto l’attenzione dalla sua squadra, questo vi ha tolto o messo pressione in vista della gara di domani col Cagliari e poi del derby?
"Continua a ripetere che dobbiamo ragionare solo ed esclusivamante sulla partita di domani sera e poi penseremo alla successiva. Le pressioni sono le solite: ripeto andiamo ad affrontare una squadra che non ha ancora raggiunto l’obiettivo. Le pressioni sono queste, non ce ne sono altre. Tutto quello che sta accadendo, tutte queste manifestazioni ben vengano, ma noi non possiamo farci distrarre da altre situazioni se non pensare solo ed esclusivamente all’ultima trasferta che abbiamo fatto a Udine e dove ci ha visto fare una prestazione sotto tono e quindi non dobbiamo ripetere lo stesso errore e dare valore all'ultima trasferta di questo campionato per poi pensare alla partita successiva".

Mancheranno ancora Ismajli e Anjorin, è squalificato Gineitis, non ci sarà Tameze e sono diffidati Maripán e Lazaro, lei non è solito sbottonarsi su chi giocherà o no, però siamo alla penultima di campionato e la squadra è da un po’ di tempo salva per cui ci svela per una volta la formazione? Domani c’è il Cagliari mica il derby.
"Evidentemente non mi esprimo bene, ho già detto che la partita di domani è importantissima, è fondamentale. Spesso e volentieri ho dato suggerimenti e si poteva capire chi partiva dall’inizio e chi no. Devo dire che avete quasi sempre indovinato la formazione. Detto questo, massimo rispetto per il Cagliari e quando  deciderò la formazione la comunicherò ai ragazzi perché veramente credo che l’unica forma di rispetto nei confronti dei ragazzi è valutare tutto compresa anche la rifinitura di domani mattina che faremo a Cagliari per poi decidere gli 11 della partita di Cagliari. Ragionando anche sul fatto che chi subentra può determinare alla stesso modo di chi parte dall’inizio”.

Cosa ci dice di Simeone?
"Anche Zapata e Adams sono importanti. Il Cholito sta facendo molto bene e mi fa piacere, faccio un appunto: quando ho letto i nomi nella lista della Nazionale argentina, sono rimasto stupito di non vederlo. Non faccio polemica, ma me lo aspettavo in quella lista. Ho avuto Gervinho, Kulusevski, Cornelius e Inglese, anche loro hanno fatto grandi cose. Ma Simeone è tra i più bravi che ho allenato, lui ha tanta fame di fare bene e segnare. Fa sempre la scelta giusta, è un premio al suo modo di interpretare ogni singolo allenamento: faccio fatica a risparmiargli qualche minuto di allenamento, come Vlasic. Sta ottenendo tutto questo grazie al lavoro settimanale"

Uno tra Zapata e Adams può partire titolare?
"Più Duvan, per percorso e condizioni. Njie ha saltato un allenamento"

La società ha chiesto a lei un parere per i giocatori in prestito?
"Ho il focus su quest'ultima trasferta, ragiono solo sul campo e non sulle condizioni contrattuali dei giocatori. Chi mi dimostra che vuol fare parte della gara, non ragione su questi aspetti. Ci sono tanti giocatori in prestito o in scadenza, io ragiono sempre su chi ho a disposizione. Credo che l'allenatore debba fare questo, poi sul mercato ci penserà la società con i dirigenti"

Prati affronta da ex il Cagliari: può essere la partita?
"Sì, ma per quanto mi riguarda non deve dimostrare. Deve dimostrare a se stesso di essere da Toro: quando l'ho chiamato in causa, si è sempre fatto trovare pronto. Nell'ultima gara ha fatto bene, l'ho sostituito per il giallo e anche perché pure Ilkhan meritava di giocare. Prati deve andare in campo con personalità: è bravo e dà equilibrio, deve fare uno step in più"

Ha approfondito la storia del Toro? Cosa le sta rimanendo addosso di questa esperienza?
"Non vedo altri club in Italia che possono avere manifestazioni del genere. Il 4 maggio è come una tragedia, ma che a distanza di anni ci si riporta tanto affetto...è un po' come vederla. Nella tragedia si è persa una squadra, ma non verranno mai dimenticati. Parlare di fortuna per una tragedia anche no, ma il Toro può vantare di quella squadra e di quella che oggi calcherà il campo e che ha vinto lo scudetto 50 anni. Quando esco dallo spogliatoio ho la foto di Gigi Radice, me lo bacio sempre: è stato mio allenatore a Monza ed è stato un secondo padre, una persona squisito. Ricordo anche il figlio Ruggero e la sua famiglia, ho un bel ricordo non solo per il professionista ma anche per lo spesso umano. Che è la cosa più importante"