LIVE Cairo: " Vendita del Torino? Sono disponibile. Stadio? Valutiamo, ma troveremo un accordo col Comune. Museo? La Fondazione ha soldi in cassa, ma … Apprezzo D’Aversa"

LIVE Cairo: " Vendita del Torino? Sono disponibile. Stadio? Valutiamo, ma troveremo un accordo col Comune. Museo? La Fondazione ha soldi in cassa, ma … Apprezzo D’Aversa"
Cairo e D'Aversa
© foto di Elena Rossin
martedì 24 febbraio 2026, 13:13Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin

Fra poco il nuovo allenatore del Torino Roberto D’Aversa sarà presentato ufficialmente alla stampa. Allo stadio Grande Torino Olimpico, per l’evento, sarà presente anche il presidente Urbano Cairo.

Prende la parola il presidente Urbano Cairo: "Buongiorno a tutti, volevo dire che siamo felici, ma non lo siamo di ritornare dopo due mesi e mezzo dall’aver presentato Petrachi, anche se sono contento perché Roberto D’Aversa è una vecchia conoscenza ed è un mister che ho sempre molto apprezzato,. Ho seguito il percorso che ha fatto al Parma, in particolare le due promozioni e i due campionati in Serie A di alto livello.  Era un mister che seguivo con molta attenzione e apprezzamento e da questo punto di vista è un piacere. Ma non lo è quando, come in questo caso, si è qui ad annunciare, lo abbiamo fatto ieri, l’esonero di un mister. E quello di Marco Baroni non è un piacere, ma un dispiacere ed è una cosa che ti lascia molto rammarico perché quando accade un esonero è chiaro che tutti sono responsabili e non solo mister Baroni, che ho avuto modo di apprezzare molto come persona dedicata, come uomo determinato. Tra l’altro, secondo me, rispetto all’immagine che a volte ha nelle interviste è molto diverso ed è molto più determinato, concreto, voglioso di fare bene, ma purtroppo le cose non sono andate bene come avremmo voluto, complici varie situazioni. Il tema di oggi è invece presentare il nostro nuovo mister Roberto D'Aversa e quindi la faccio corta e lascio spazio alle domande che gli vorrete fare e anche a quelle che vorrete fare a me e a tutti quanti visto che Petrachi è qui in prima fila".

Iniziano le domande dei giornalisti presenti a Cairo.

Ci fa un bilancio della situazione e su come è maturata la scelta di D’Aversa?
"Per qual che riguarda il bilancio, ne abbiamo parlato già in parte la volta scorsa quando presentai Petrachi. Quando cominci un campionato e fai una campagna acquisti con un certo tipo d'idea di gioco e poi ti trovi in corso d’opera a pochi giorni prima della chiusura del mercato e ti accorgi che mancano giocatori per quel tipo di gioco e quindi poi considerando i giocatori che hai cambi in corsa modulo e poi fai altre scelte per avere giocatori che non avevi comprato ovviamente è una partenza già zavorrata e tutto questo si porta dietro dei problemi. Per altro dopo l’inizio horror a San Siro siamo riusciti a fare meglio perché abbiamo vinto a Roma, giocando anche bene. Abbiamo cambiato modulo mettendoci a tre anziché a quattro, poi di nuovo siamo incespicati e ancora un buon filotto di sei partite con buoni risultati la vittoria col Napoli, quella mancata con la Lazio, ma con una partita eccellente in cui meritavamo in casa loro, bene anche a Bologna e con la Juve in casa loro, la vittoria col Genoa, il pareggio col Pisa. Insomma direi un buon filotto. Dopo la sosta siamo ripartiti malissimo con il Como e male a Lecce, sbagliando un rigore alla fine, contro il Milan eravamo andati benissimo fino al 2-0 e poi ci hanno rimontato. Poi Cremonese, a Sassuolo un’ottima gara e vittoria meritatissima. E di nuovo siamo incespicati col Cagliati e abbiamo avuto di nuovo un up and down non buono, con poca continuità e alcune fiammate importanti come solo un mese e mezzo fa facemmo una grande gara a Roma in Coppa Italia in cui vincemmo rimontati due volte. Il bilancio è di una partenza falsa con correzione, ripartenza e poi di nuovo male: troppi alti e bassi".

Quanto la situazione ambientale difficile può aver inciso sul rendimento della squadra? E come pensa di riavvicinare i tifosi?
"L'ambiente non è dei più favorevoli per la squadra. Ma, secondo me, la squadra deve trovare al suo interno forza e motivazioni per cambiare le cose e ribaltare la situazione ambientale per farsi appoggiare dai tifosi che lo hanno fatto tanto in passato. Il nostro tifo è pazzesco, mi ricordo bene quando vincemmo in casa 3 a 1 contro il Mantova e tornammo in Serie A con quella cavalcata incredibile. Andammo a Borgaro agli allenamento il sabato pomeriggio - arrivavamo dalla sconfitta col Mantova 4-2 e le cose non si erano messe bene pur avendo il vantaggio della posizione in classifica visto che noi eravamo terzi e loro quarti – e c’erano 2500 tifosi e hanno dato una spinta alla squadra in allenamento che fu incredibile, pazzesca e poi durante in 60000 hanno fatto cose pazzesche. Un po’ come hanno fatto quelli del Genoa con la loro squadra domenica: c’erano 30mila tifosi scatenati e indiavolati e per altro il Genoa era sotto di noi in classifica. Certamente il pubblico può darti una mano incredibile, mi spiace che questo non avvenga e dobbiamo essere noi adesso a cercare di ribaltare le cose e dare un cambiamento. Spero si possa fare".

Il progetto fatica a decollare e il Torino non ha mai fatto il salto di qualità. La contestazione nei suoi confronti è sempre più forte per cui ha voglia di continuare oppure pensa di cedere la società?
“La contestazione la vedo e la sento. Oggi per quel che mi riguarda è fare le cose con responsabilità. Quando sei presidente di una società importante come il Toro devi fare le cose con responsabilità e passare in mezzo alle fiamme quando ci sono e cercare di spegnerle. E' la cosa che penso e che devo fare. Tutto il resto è relativo, quando verrà e se avverrà. Io nelle difficoltà sono abituato a trovare in me tutte le possibili risorse che ho e che posso produrre. Non è una cosa che mi dà scoramento o altro, ma maggiore determinazione e voglia di fare bene. Poi ripeto, ho una responsabilità importante di fronte a un milione, un milione e mezzo di tifosi che tifano, amano e hanno simpatie per il Toro. Questo per me è fondamentale. Devo onorare questo impegno quando le cose vanno male come ho fatto quando andavano bene. Ricordo che nei tre anni con Juric per due volte ci siamo giocati l'Europa fino all’ultima partita, è successo solo tre anni fa. Non buttiamo tutto in maniera poco costruttiva perché non aiuta".

Non si era mai visto l’esonero di un direttore sportivo e di un allenatore segno di un fallimento sportivo e progettuale. Parlando di responsabilità, da parte sua c’è la volontà di scusarsi di fronte a quel milione di tifosi che per il momento hanno deciso di non vedere più il Torino?
"Il fatto di essere qui a presentare un nuovo mister, è segno di un percorso che non è andato come avremmo voluto e in questo ci sono già delle scuse implicite. Sono massimamente dispiaciuto per com'è andata per il momento la stagione. Si era partiti con altri obiettivi e prospettive e comunque avevo fatto investimenti non piccoli su giocatori che, purtroppo, ad oggi non ci hanno ancora dato ciò che avremmo sperato. Forse perché ci sono giocatori che vanno bene in certe squadre e meno in altre e dipende anche da come li metti nelle condizioni di giocare. E’ evidente che sono dispiaciuto ed è chiaro che mi scuso con i tifosi del Toro verso i quali nutro un grande rispetto: accetto le critiche e le contestazioni, quando ti esponi pubblicamente e sei presidente di una squadra di calcio devi sapere che ci possono essere applausi e contestazioni. Ma da parte mia c'è la volontà di invertire la rotta e la responsabilità di fare le cose al meglio, cercando di correggere, anche in corsa, gli errori fatti e la volontà di fare le cose nel miglior modo possibile. Mancano 12 gare, quindi tutti concentrati per correggere e fare ovviamente meglio . La responsabilità per me è fondamentale e me l'assumo tutta".

Ha qualche novità sulla vicenda stadio?
"Stiamo lavorando. Non ci sono ancora annunci da fare, ma c’è un lavoro sotto traccia che stiamo facendo. Me ne occupo direttamente, ma ho anche incaricato Paolo Bellino, che è il nostro consigliere e che ha seguito i lavori al Robaldo (centro sportivo per le giovanili, ndr), che è praticamente ultimato e manca semplicemente il completamento degli interni della palazzina che è finita. Per altro i campi sono operativi da giugno e le squadre dall’Under 12 alla 16 si sono lì nel ritiro estivo e stanno disputando i rispettivi campionati. Il Robaldo ha avuto dei ritardi iniziali, ma da quando abbiamo cominciato un paio d’anni fa, anche se ci sono stati altri intoppi legati a condizioni del terreno particolari, ma ormai siamo veramente in dirittura d’arrivo e quindi Paolo Bellino mi sta coadiuvando nella valutazione e poi nel fare ciò che servirà per passare dalla valutazione all’offerta per vedere se riusciamo ad arrivare a un punto d’intesa con il Comune”.  

Ha parlato di offerta per lo stadio Grande Torino Olimpico, sta pensando di comprarlo?
“Stiamo valutando la situazione dello stadio e a quello che può essere l’impianto così com’è, le manutenzioni straordinarie che vanno fatte e che probabilmente sono anche tante, Il progetto che eventualmente potremmo avere in relazione a come cambieremmo lo stadio, tutto ciò che è connesso. E' una valutazione complessiva per addivenire evidentemente a un'offerta. Poi si tratterà di capire quali potrebbero essere le forme e le formule per eventuale acquisto, i 99 anni piuttosto che altro tipo di cose. Stiamo lavorando per conoscere lo stadio in tutti i suoi aspetti e valutare tutto l'investimento da fare nel momento in cui avessimo lo stadio e come vorremmo farlo diventare. Quello che potrebbe essere dal punto di vista del Comune anche un aspetto commerciale che va insieme allo stadio come è stato per è stato il Delle Alpi per la Juventus. Ovviamente tutto questo va considerato e valutato e poi arriveremo a un'offerta e parleremo con il Comune".

Il Comune aveva chiesto alla Praxi di fare una valutazione oggettiva del valore dell’impianto. Lei conosce la cifra oppure non le è stata comunicata?
"La cifra non la conosco. Intanto facciamo una valutazione noi sul valore dell'impianto. Intanto facciamo noi una valutazione di quello che potrebbe essere il valore dell’impianto. Ho visto altre situazioni in altre città come Udine e Bergamo, so i valori a cui sono stati venduti quegli stadi: Udine a 4,8 milioni e Bergamo a poco più di 8. Questi sono i valori di riferimento. Poi si tratta di capire quali interventi straorinari vanno fatti qui al Grande Torino e ce ne sono molti. Ricevo messaggi di tifosi che mi dicono che gli sta piovendo in testa. Sono manutenzioni straordinarie che dovrebbe fare il Comune e che per il momento non ha ancora fatto e nel momento in cui prendessimo lo stadio ovviamente dovremmo fare noi. Va considerato tutto insieme e anche il tema sulla metratura commerciale, come accade in tutte le città e anche qui a Torino per il Delle Alpi. Tutto questo va considerato e valutato, poi saremo nelle condizioni di fare un'offerta".

In questa valutazione, pur trattandosi di un altro edificio, rientrerebbe anche un “aiuto” per portare il Museo del Toro al Filadelfia?
"Il Filadelfia è una cosa differente perché c'è una Fondazione che possiede il Filadelfia, cui noi partecipiamo, abbiamo dato un contributo come Fondazione intitolata a mia mamma e abbiamo fatto mille altre migliorie per i Filadelfia. Per quanto riguarda il resto, so che la Fondazione ha risorse in cassa e potrebbe procedere e fare tutto o parte di ciò che manca al Filadelfia: non so perché non lo facciano, ma certamente c’è una Fondazione che ha un titolo, che ha in mano il Fila ed è lei che deve operare completandolo con il Museo e quant’altro. Sul Museo, se eventualmente acquistassimo il Grande Torino, potremmo anche pensare, qualora non si andasse avanti con il Museo al Filadelfia, di farlo qui come accade in tanti stadi dal Bernabeu a tanti altri che hanno il Museo all’interno dello stadio. Nel momento in cui procedessimo con lo stadio e riuscissimo a completare e a concludere un’operazione d’acquisto questa è un'ipotesi alla quale sto pensando qualora non si facesse il Museo al Filadelfia. Non c’è nulla che impedisce di fare il Museo al Filadelfia: la Fondazione ha soldi, può farlo".

Il Sindaco diceva che entro giugno bisognava risolvere la questione stadio, anche perché il Torino dovrà comunicare alla Lega dove giocherà la prossima stagione e l’affitto dell’impianto è stato prolungato fino a dicembre 2026 e non a giugno 2027. Il Torino allora andrà a giocare a Novara? Quindi non è tardi arrivare a fine febbraio e dover ancora valutare quanto potrebbe costare lo stadio sapendo anche da tempo quali sono gli interventi straorinari da fare? Come si può pensare che questa sia una programmazione lungimirante, seria, avveduta? C’è un Cairo che passa da un successo imprenditoriale all’altro e c’è un Cairo presidente del Torino che ha sommato solo record negativi, ma a quale Cairo bisogna credere?
"Grazie per la domanda. Forse non segui le vicende perché il Comune è stato in grado di poter dire di essere disponibile a vendere lo stadio solo a gennaio, perché prima c'erano le ipoteche”.

Mi scusi se la interrompo, ma le ipoteche sono state tolte a luglio
“No, no le hanno tolte adesso”,

Lo aveva detto il Sindaco in estate, quindi sta dicendo che il Sindaco ha detto una bugia?
“No, le ipoteche sono una cosa recente”.

Le ipoteche sono state tolte la scorsa estate, altrimenti vuole dire che il Sindaco, l’Assessore allo Sport e l’Agenzia delle Entrate hanno tutti raccontato delle bugie.
“Comunque sia, lo stadio non era disponibile per la vendita in quanto gravato da ipoteche che sono state tolte e lo stadio oggi è disponibile per la vendita. Dopodiché ci siamo incontrati con il Sindaco ed è iniziato un rapporto per vedere quali sono e valutazioni. E c’è anche un tema di perizia dello stadio (quello fatto dalla Praxi, ndr)  che non c’era ed è stata fatta più di recente. E' tutto un discorso in fieri, non è dipeso solo da noi. Conosciamo lo stadio, è evidente siamo qui ogni due settimane e anche di più, ma non si sapeva la perizia e non so ancora il valore della perizia, lo dovremmo sapere a breve, e le ipoteche era un macigno che gravava sullo stadio ed  era impossibile ipotizzare una vendita. Questo è quanto".

Nella prossima stagione si vede ancora presidente del Torino? Ha dato un mandato di vendita? E’ disposto a vedere il Torino? Continuano a non esserci acquirenti come dice lei? Se non ci sono acquirenti è perché chiede troppo? L’acufene era peggiore quando c’erano 25000 persone dentro lo stadio che la contestavano o è peggiore avere uno stadio con sole 5000 presenti in silenzio o che fischiano come nelle ultime due partite in casa? Bambini e nonni non hanno più voglia di seguire il Torino perché soffrono e non si riconoscono più. Ha cambiato 22 allenatori in 21 anni.  
"Per quel che riguarda gli allenatori se si considera dal 2011 ad oggi, Ventura ha fatto cinque anni, Juric tre e Mazzarri due quindi sono sono tre allenatori in 10 anni. Poi a volte purtroppo i cambi vanno fatti. Io presidente del Toro da qui a un anno? Ho detto, più di un anno fa in un incontro a Roma, che ero disponibilissimo a vendere se ci fosse stato qualcuno più bravo e disponibile di me per fare investimenti milionari o altro. Ad oggi, non ho avuto offerte. In questo momento ho dato pubblicamente la disponibilità, ma nessuno è arrivato con un'offerta. Più che dire pubblicamente che ero e sono disponibile a considerare una vendita, non so come fare".

Forse dare un mandato.
“Non lo sai se c’è o non c’è. Sono cose anche riservate”.

E’ diritto chiedere e anche rispondere.
“Ci mancherebbe”.

E sulla contestazione dei tifosi?
“Ho detto prima, qual è la domanda?”.

Il progetto Cairo sta facendo disamorare i tifosi.
"Quando ho preso il Toro era fallito. Nei 10 anni prima di me aveva fatto sei anni di B non consecutivi, ma sei anni retrocesso più volte e in quattro anni di A tre retrocessioni. Questa è la realtà. Noi abbiamo cominciato e in nove mesi siamo tornati in Serie A rimanendoci tre anni e poi siamo retrocessi e poi di nuovo siamo ritornati ed è quattordici anni che ci siamo fatto con 8 dei quattordici dalla parte sinistra della classifica e due volte in Europa. Qualcuno dice solo per il Parma e il Milan che non ci sono potuti andare, ma ci sono anche delle regole che vanno rispettate, no? Vale in tutti i settori e anche nel calcio e se non rispetti le regole e hai troppi debiti ricevi sanzioni. Il fatto che uno sia arrivato settimo e l’altro sesto, ma aveva vantaggi potendo spendere molto di più invece di fare une gestione virtuosa e per questo non è andato in Europa. Negli ultimi 14 anni abbiamo fatto 2 volte l'Europa, 2 settimi posti, 4 noni posti, 2 decimi posti 1 undicesimo e 1 dodicesimo. Negli ultimi 14 anni ci siamo trovati in situazioni nelle quali ci siamo guardati alle spalle il primo anno quando eravamo neopromossi, come molte volte accade per una neo promossa, e poi durante il Covid, ci salvammo a tre giornate dalla fine, e nell'anno successivo in cui ci salvammo una giornata prima della conclusione. Quest'anno siamo in una situazione in cui le cose non vanno come avremmo voluto e abbiamo fatto dei cambiamenti, però tutto questo disfattismo sinceramente ... Io non ho preso il Toro degli anni Settanta o il Grande Torino, ma era un Toro ben diverso. La gente non se lo ricorda più, ma era un Toro iper contestato e con problemi enormi".

Ancora sullo stadio, se dopo la valutazione il gioco non valesse la candela, pioggia e l’allagamento degli spogliatoi un mese fa per la rottura di un tubo, e non fosse conveniente comprarlo cosa succederebbe? Si sta vagliando anche un piano alternativo se questo non fosse più lo stadio del Torino?
"Spero invece che sia possibile fare un accordo con il Comune che sia proficuo per entrambi. Siamo molto legati a questo stadio, è intitolato al Grande Torino ed è uno stadio storico. Siamo ben felici di trovare una soluzione positiva. Non dico che non vogliamo questo stadio. Non l’ho minimamente detto, anzi. Lavoriamo per fare un'offerta che possa essere accettabile dal Comune e che tenga conto anche degli investimenti che vanno fatti e le valutazioni degli stadi in giro per l’Italia. L'obiettivo nostro è trovare un accordo con il Comune, assolutamente sì".