LIVE Baroni: "Maripán e Asllani giocheranno. Settimana di lavoro intenso e credo che siamo pronti per affrontare la Fiorentina. I tifosi danno tutto, ma conta quello che daremo noi"

LIVE Baroni: "Maripán e Asllani giocheranno. Settimana di lavoro intenso e credo che siamo pronti per affrontare la Fiorentina. I tifosi danno tutto, ma conta quello che daremo noi"
Marco Baroni
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 14:55Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin

Il Torino reduce dalla pesante sconfitta per 5 a 0 inflittagli dall’Inter nella prima gara di campionato proverà a riscattarsi davanti al suo pubblico con la Fiorentina che arriva dal pareggio con il Cagliari per 1 a 1 e dalla qualificazione alla fase a gironi della Conference League. 
L’allenatore del Torino, Marco Baroni, fra poco in conferenza stampa presenterà la partita con la Fiorentina in programma domani alle ore 18,30 allo stadio Grande Torino Olimpico.

Alla luce della sconfitta con l’Inter ha in animo di cambiare qualcosa nella disposizione della squadra e nell'atteggiamento del gioco?
“C’è da cambiare tipo di partita che dovrà esser aggressiva e con vigore, con grande attenzione e dedizione. Nella costruzione del gioco della squadra è chiaro che c'è anche quello della gestione della palla, ma la palla va gestita in zone di campo diverse e non perdendola dove l'abbiamo persa con l’Inter. Però sicuramente nell'atteggiamento ci deve essere un altro Torino, assolutamente”.

A proposito dei cambiamenti in difesa, vedremo Maripán dal primo minuto e ci spiega i motivi dell’esclusione dle giocatore in Coppa Italia e poi anche con l’Inter?
“E’ stata una scelta tecnica. Perdonatemi, ma sono abituato a vedere la partita in con 16 giocatori, non con 11. Tra l'altro quelli che subentrano storicamente e statisticamente vanno in campo nel momento più importante della partita e sono ancora quasi più importanti di quelli che escono. Quindi è chiaro che poi non ci sono stati i presupposti, però come ho detto, Guillermo per noi è un giocatore importante e sarà in campo”.

Domani sarà una grande occasione per andare oltre. In questa curva del campionato, della stagione prima ancora della strategia e della tattica o di altre componenti di una partita in settimana ha avuto modo di parlare con la squadra, che cosa ha posto in cima alle richieste?
“Non è un porre. Come ho detto prima, nella costruzione dell’essere squadra non vuol dire essere squadra a sprazzi bensì sempre, dall'inizio alla fine della partita, dalla prima palla all'ultima palla. Noi dobbiamo stare lì dentro con dedizione, con sacrificio, con aggressività, con determinazione, pallone su pallone. Abbiamo fatto una partita pulita, troppo pulita e commettendo degli errori. E' chiaro che contro una squadra che forse 70 giorni fa ha giocato la seconda finale di Champions in tre anni e di quella formazione lunedì c'erano dieci undicesimi non puoi assolutamente permetterti quello che ho detto”.

In questo inizio di stagione ci siamo abituati alla staffetta per il gol tra Adams e Simeone. E' questa la gestione che ha in mente per questi due attaccanti durante tutta la stagione?
“No, assolutamente. I giocatori bravi li vogliamo avere e io sono abituato a vedere una rosa di titolari. Non penso agli undici, ma a una rosa allargata di giocatori che poi possono dare un contributo importante. In questo momento ci sono delle priorità per trovare solidità e compattezza. Non vorrei nemmeno parlare di sacrifici perché magari uno parte e uno entra e poi non è detto che non possano giocare insieme, specialmente una volta trovato quelle cose che ho appena detto, quelle componenti che sono fondamentali e basilari”.

In settimana e soprattutto negli ultimi giorni ha notato se la squadra ha metabolizzato la sconfitta con l’Inter?
“Queste sconfitte non vanno metabolizzate, vanno sentite e ricordate. Bisogna lavorare sugli errori che abbiamo commesso e lo abbiamo fatto, su quello che non dobbiamo riperdere e su quello che dobbiamo portare dentro. È stata una settimana di lavoro intenso, fatto con grande attenzione e determinazione. Questo è un processo di crescita, specialmente quando si passa da una sconfitta così, ma ci deve essere subito la voglia, l’energia e la determinazione per rimettersi a lavorare tenendo dentro quello che ho appena detto perché è un dispiacere per i tifosi e per tutti, ma anche per gli stessi giocatori. Deve essere poi una molla che ti porta a non ripetere certe situazioni”.

Studiando la Fiorentina ha pensato a qualcosa di particolare, dal punto di vista difensivo e offensivo, che dovrebbe fare la sua squadra per arrivare a un risultato positivo?
“Certo che abbiamo fatto questo. La Fiorentina è una squadra che ha un collettivo importante che sa palleggiare e ha un allenatore bravo e ha esperienza. Ma è importante quello che dobbiamo fare domani in campo. Questo lo sappiamo e lo abbiamo preparato. Credo che la squadra sia pronta”.

Dopo la sconfitta con l’Inter c’è stato un confronto con la dirigenza? Magari ha avanzato richieste sul mercato per ovviare alle lacune?
“Il confronto è quotidiano, non solo dopo questa sconfitta però è chiaro che abbiamo fatto un’analisi come io l’ho fatta con il mio staff. E l’analisi deve essere feroce quando la si fa perché bisogna guardare con grande attenzione, ferocia e con grande senso di spirito critico politico per capire dove si sbagliato e da questo siamo ripartiti”.

Dopo una sconfitta così ci si aspettava un intervento rapido da parte della società sul mercato e invece non si è mosso nulla. Non è un pericoloso restare così visto che ci sono delle lacune evidenti oppure lei è tranquillo?
“Io sono concentrato sul lavoro e sulla squadra. E’ la squadra che insieme a me deve trovare soluzioni, io sono quello che devo trovare soluzioni. E  con il lavoro che si esce da queste situazioni e non con un singolo giocatore che può arrivare dal mercato. In questo momento la mia attenzione è rivolta solo ed esclusivamente al lavoro di squadra e alla crescita. Da questo punto di vista l'attenzione mia e del mio staff è lì. La società segue le situazioni di mercato ed è eventualmente pronta se ci saranno delle possibilità”.

Sappiamo che dovrà arrivare un terzino sinistro, visto che c'è solamente Biraghi, Ha ricevuto rassicurazioni in tal senso? Masina è l’unico centrale di piede sinistro. Servirebbe, anche per la costruzione del gioco, un altro centrale con queste caratteristiche?
“Guardate, tutte queste analisi le abbiamo fatte. All'interno di questo ci sono delle opportunità che spesso il mercato offre e spesso non offre. Quindi io non voglio parlare di mercato, perché in questo momento io devo pensare insieme alla squadra alla partita che ci sarà domani. In settimana e ci siamo preparati per questa partita e non per parlare del mercato”.

Due cose, la squadra secondo lei è competitiva? A San Siro ci eravamo lasciati con le braccia cadenti e rivedendo in tv la gara le braccia sono cadute ancor di più. E’ stato così Anche per lei? Guardando in tv la partita ha notato motivi ulteriori di preoccupazione? Lei si aspettava che la squadra potesse essere così in ritardo?
“Come ho già detto, durante la settimana il dolore per la partita deve lasciare il posto al lavoro, mantenendo però il dolore perché per me è una spinta motivazionale che aiuta a crescere e a dare ancora di più. C’è la responsabilità verso i tifosi e noi sicuramente siamo in debito con loro. La prima cosa che voglio fare con la squadra è lavorare duro per fare in modo che poi anche i nostri tifosi possano essere orgogliosi di noi. E’ chiaro che in questo momento siamo in debito, ma vogliamo lavorare fortemente.
Per quanto riguarda la competitività della squadra, se non credessi in questo non sarei qua, quindi io ci credo ferventemente e fortemente”.

Tra i giocatori più rappresentativi di questa squadra c'è Vlasic, come l'ha visto in questa settimana? Potrà essere un uomo chiave domani?
“Vlasic è un giocatore forte, un giocatore che tra l'altro lunedì era uscito perché aveva un risentimento ed è stato fermo due giorni. Ma come altri non è il singolo bensì è la squadra, è l'insieme che deve lavorare, e lo faremo, con quell’aggressività e determinazione che occorre, specialmente in questo momento di costruzione. Quello non può prescindere. Qualcosa dopo 50 allenamenti può mancare, ma quello non può prescindere”.

Dopo una settimana di lavoro con voi Asllani potrà essere in campo domani? Oltre a Vlsic ci sono latri giocatori che hanno avuto problemi?
“Anche Gineitis ha avuto un affaticamento, m con un giorno di recupero è tornato a disposizione.
Per quanto riguarda Asllani, sta bene. E’ venuto qui e ha fortemente voluto essere con noi per questa annata, quindi oggi lo valuterò nell'ultimo allenamento, però molto probabilmente sarà della partita”.

Domani che accoglienza vi aspettate dai tifosi?
“L’ho detto, noi siamo in debito e dobbiamo fare di tutto per fare in modo che i nostri tifosi possano essere orgogliosi della squadra. So che loro daranno tutto, ma è importante quello che daremo noi e non quello che faranno i tifosi. Ma so benissimo che apporto daranno alla squadra. Ma la cosa più importante è quello che deve fare la squadra”.

Anjorin durante il ritiro è stato gestito. Come sta? Possiamo aspettarci di vederlo con maggiore continuità rispetto a queste prima partite?
“Sì, assolutamente. Anjorin sta sempre meglio e sta lavorando per trovare l condizione. Era previsto un percorso graduale per il suo inserimento chiaramente era previsto. Anche lui sta crescendo sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico, quindi sarà una della partita”.