Le granitiche certezze di Ventura contro le variazioni di Garcia

Il Torino punta sulle sue conoscenze, mentre la Roma sulla potenzialità derivante dalla qualità. In caso di sconfitta hanno più da perdere i giallorossi. Vincendo i granata si rilancerebbero definitivamente.
04.12.2015 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it
Le granitiche certezze di Ventura contro le variazioni di Garcia
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Il Torino ha una fisionomia ben precisa e un gioco collaudato. Ventura schiera il Torino con il 3-5-2 e vuole che l’azione parta dalle retrovie senza che si butti mai via la palla. Gli infortuni hanno condizionato alcune volte le scelte del mister su chi mandare in campo, ma solo per assoluta necessità un calciatore è utilizzato in un ruolo che non sia il suo e chi gioca deve conoscere bene schemi e movimenti altrimenti se non li ha ancora appresi a sufficienza sta in panchina. Sono pochissimi i giocatori che appena arrivati al Torino sono stati utilizzati, per tutti c’è sempre un periodo più o meno lungo d’apprendistato. I granata hanno avuto un periodo di difficoltà che sembra superato, però questo non ha compromesso più di tanto la classifica e l’attuale ottavo posto in coabitazione con l’Atalanta a tre punti di distanza dalla Juventus che è quinta dimostra che la squadra si mantiene in scia al gruppetto di testa che occupa i posti utili per disputare le coppe europee. Qualche gol di troppo la difesa del Torino in questa stagione l’ha subito, in tutto sono 18, ma nelle ultime due gare di campionato la porta di Padelli è restata inviolata e se gli attaccanti non segnano tanto sopperiscono centrocampisti e difensori e le 20 reti all’attivo sono un bottino tutto sommato non male, calcolando che è identico a quello della Juventus e anche, per onor del vero, della Sampdoria.   

La Roma è l’opposto del Torino, ha cambiato diciotto formazioni in diciannove partite e anche il modulo è ondivago, infatti, varia dal 4-3-3 al 4-3-1-2 al 4-1-4-1 al 4-4-2 e al 4-2-3-1. Indubbiamente tutte queste mutazioni denotano che, al di là degli infortuni e/o delle squalifiche, la quadra non è stata ancora trovata e dopo quattordici giornate di campionato e cinque partite in Champions League il tempo non è mancato per assemblare il gruppo, pur tenendo conto che in estate c’erano state parecchie variazioni nella rosa fra cessioni e nuovi arrivi. I critici puntano il dito contro Garcia per non aver dato una fisionomia alla squadra e soprattutto perché spesso cambia il ruolo ai giocatori, però nonostante tutto la squadra è quarta in classifica a quattro punti dal Napoli primo e in Champions League può ancora qualificarsi per la fase a eliminazione diretta, se mercoledì almeno pareggerà con il Bate Borisov. Il punto di forza dei giallorossi in campionato sono i gol che segnano finora ne hanno realizzati 29 con una media di 2,07 gol a partita, il punto debole è che subiscono un po’ troppe reti per una squadra che è fra le candidate per aggiudicarsi lo scudetto, 17 in quattordici gare vuole dire 1,21 di media a match.

La partita di domani pomeriggio, fischio d’inizio alle 15, fra Torino e Roma è aperta qualsiasi risultato. Il Torino potrà contare sulla spinta del suo pubblico, che serve sempre, ma dovrà sfoderare una grandissima prestazione per provare a conquistare punti. La Roma dal canto suo ha le potenzialità e la qualità per fare risultato pieno, ma deve dominare prima di tutto se stessa. Sicuramente chi ha più da perdere in caso di sconfitta sono i giallorossi, per i granata anche il pareggio teoricamente sarebbe un risultato tutto sommato positivo, però la vittoria chiuderebbe definitivamente il discorso sul periodo negativo archiviandolo come superato e magari permetterebbe di fare un altro passettino in avanti in classifica soprattutto se qualche concorrente incappasse in un passo falso, questa sera c’è Lazio-Juventus, domenica alle quindici Atalanta-Palermo, alle diciotto Sampdoria-Sassuolo e alle 20,45 Carpi-Milan. Chissà …, ma il Torino deve battere la Roma.