La parabola di crescita di Singo raccontata da Coppitelli

31.07.2020 19:05 di M. V.   Vedi letture
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La parabola di crescita di Singo raccontata da Coppitelli

Quando Singo arrivò in Italia, aveva solo diciotto anni, il suo agente, Maxime Mana, lo stesso di Nkoulou, convinse il presidente ad utilizzare uno slot di extracomunitario pur di ingaggiarlo. Lui arrivava dal calcio locale, in Costa d'Avorio, e Federico Coppitelli gli diede subito fiducia, convincendo Walter Mazzarri a portarlo sempre in prima squadra per gli allenamenti: "Quando è arrivato faceva il centrale, perché nel suo paese giocava in quella posizione - ha detto Coppitelli a Gianlucadimarzio.com - poi Mazzarri lo portava ad allenarsi con la prima squadra e io lo vedevo giusto un paio di volte la settimana, oltre che in partita. Mi sono accorto che come terzino era perfetto per le sue caratteristiche. Quando lo vidi la prima volta non conosceva l'italiano, girava con un foglio di carta in tasca con scritto l'indirizzo di casa, così faceva sapere dove andare a chi lo accompagnava. Ricordo nella finale di Coppa Italia contro la Fiorentina, commise un'ingenuità facendo fallo da rigore su Vlahovic che ci punì, da li decisi di metterlo sulla fascia". Una crescita importante, ed ora la gratifica dell'esordio da titolare con tanto di gol.