Juric e i tifosi del Toro con la differente visione dello spirito granata si crea distanza e invece sarebbe potuto essere un punto di forza

05.02.2024 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric
© foto di Cristiano Mazzi/Image Sport www.imagepho

Vedere le cose nello stesso modo è impossibile. Ognuno ha la sua sensibilità, il proprio background culturale e tutti sono più o meno influenzati dalla posizione che ricoprono per cui la percezione della realtà è differente. Ieri, e non era la prima volta, fra l’allenatore del Torino, Ivan Juric, e i tifosi granata è andato in scena una nuova puntata del cos’è essere del Toro. Ed è accaduto dopo una partita pareggiata 0 a 0 e mal giocata contro l’ultima in classifica, la Salernitana, che a inizio girone di ritorno ha già un piede in Serie B, prima del match col Torino aveva 12 punti racimolati in 22 gare frutto di una media di 2 gol subiti a partita e di sole 19 reti realizzate, in più la squadra di Inzaghi aveva defezioni importanti soprattutto nel reparto difensivo, non per nulla è stato mandato in campo Jerome Boateng che da mesi non giocava perché svincolato, e in attacco aveva appena recuperato Dia. Una partita che il Torino, decimo in classifica, avrebbe dovuto vincere senza se e senza ma  e invece si è scontrato contro il muro eretto dagli avversari e, soprattutto nel primo tempo, non è quasi mai riuscito a sfondarlo (sebbene abbia fin dall’inizio attaccato e condotto il gioco per quasi tutto il match) e anche quando lo ha fatto, a parte un tiro indirizzato in porta da Linetty e parato da Ochoa, gli altri dodici (due a testa di Ricci, Lazaro e Zapata e uno di Bellanova, Linetty, Sanabria, Masina, Lovato e Pellegri) sono tutti finiti fuori. In più all’81esimo Dia per poco non segnava se Milnkovic-Savic non ci avesse messo una pezza, sarebbe stata l’apoteosi della beffa visto che il Torino ha sprecato un’altra occasione importante per fare un passo avanti in direzione del provare a salire sul treno che porta in Europa.

Il tutto è avvenuto davanti a una cornice di pubblico importante 24.461 spettatori in uno stadio che ne contiene 28.177 e per onor del vero va detto che il settore ospiti, occupato dai tifosi della Salernitana, era praticamente pieno e ve ne erano anche altri sparsi qua e là in altre parti dello stadio, ma si notavano poco perché sia il Torino sia la squadra campana hanno i colori granata. Comunque i sostenitori del Toro non hanno fatto mancare il loro supporto alla squadra, come già accaduto tantissime volte in passato, anche se la prestazione è stata decisamente deludente. Juric nel post partita ha riconosciuto che la sua squadra avrebbe potuto fare di più e per questo era rammaricato, ma ha anche, sollecitato dai giornalisti che seguono i granata e che sono anche tifosi del Toro, ribadito che tante volte si sono giocate partite con lo stadio mezzo vuoto e che questo per lui è segno di mancanza di attaccamento e di riconoscimento per gli sforzi che vengono fatti sia da lui sia dalla squadra. L’allenatore ha anche citato un’intervista del cantante di fede granata Willie Peyote che appunto sottolineava come in altri stadi, dove giocano squadre che non hanno chissà quali posizioni in classifica, l’entusiasmo dei tifosi sia contagiante e che questo lo fa soffrire pensando al fatto che i tifosi del Toro non sempre vanno allo stadio e spesso criticano facilmente perché hanno un palato troppo fine che però non è giustificato dai risultati degli ultimi trent’anni. Peyote ritiene che i tifosi del Toro dovrebbero essere più equilibrati e supportare di più la squadra andando sempre allo stadio in modo da dare un’immagine diversa del Toro senza vivere di soli ricordi, ma mantenendo il racconto mitico della Maratona e dei tifosi del Toro. E in questa sensazione provata dal cantante Juric si ritrova appieno.

Da tempo fra i sostenitori del Toro ci sono due visioni di essere tifosi: da una parte c’è chi ritiene che la dirigenza stia smantellando giorno dopo giorno lo spirito granata, che non instauri un buon rapporto con i tifosi e che faccia troppo poco per riportare la squadra in una posizione di classifica degna della storia che il Torino incarna e per questo fino a quando non cambierà la dirigenza allo stadio non ci andranno, pur continuando anche da casa a sostenere i colori granata. Dall’altra parte c’è chi pur consapevole che i risultati siano mediocri e che la dirigenza potrebbe essere più attenta alle esigenze dei tifosi e potrebbe fare di più per garantire risultati più consoni allo stadio ci va comunque e a prescindere. Nessuna delle due parti può prendersi la palma di essere il vero e unico tifoso perché semplicemente ci sono due visioni differenti ugualmente valide e che denotano entrambe attaccamento sincero e profondo. Di certo nel tempo è stata alimentata ad arte la diversa visione di vedute che invece compensandosi e integrandosi potrebbe essere un punto di forza per conservare ed alimentare lo spirito Toro e spingere la squadra più in alto.

Juric, anche perché è uno straniero seppur viva da tanti anni in Italia, non sempre si esprime al meglio e ha la sua sensibilità e le sue idee, forse più per sentito dire conosce la Storia del Toro (come la maggior parte di quelli che sono passati negli ultimi decenni al Torino), ma di certo non gli si può negare che fin dal suo primo giorno al Torino non si sia battuto per migliorare il Filadelfia, considerato come struttura inadeguato anche da molti calciatori, e che si sia sforzato di fare al meglio delle sue capacità per risollevare la squadra, presa dopo due stagioni nelle quali si era salvata per il ritto della cuffia. Come quasi tutti gli allenatori non ama gli allenamenti a porte aperte e su questo si può aprire un dibattito. Il mister ha anche lottato e tante volte sbattuto i  pugni per ottenere una rosa di maggiore qualità, il più delle volte ha avuto la squadra smantellata e ha visto cedere i giocatori migliori, tranne quest’anno, e chi è arrivato il più delle volte era una scommessa, anche se di tanto in tanto è stato accontentato e ha ricevuto qualche calciatore che voleva sempre senza chiedere la luna. Ha il suo carattere e non sempre è entrato in sintonia con tutti i giocatori, ma ha sempre dato più di un’occasione e solo dopo che non ha visto atteggiamenti del tutto professionali e voglia di migliorarsi lavorando sodo da parte di alcuni calciatori li ha messi a margine. Di certo Juric è alquanto rigido nel concetto di gioco, ma spinto dalla società lo ha comunque cambiato derogando dai due trequartisti e da un'unica punta. Di sicuro potrebbe provare a inventarsi qualche cosa di più per migliorare la fase offensiva, alle volte potrebbe essere più tempestivo nei cambi, ma è comunque riuscito a risollevare la squadra dalla zona retrocessione a metà classifica. Ultimamente ha cambiato atteggiamento ed è meno battagliero, forse si è un po’ disamorato perché ha sempre una squadra incompleta e allestita all’ultimo, ma non smesso di provare a fare meglio. Magari proprio per tutto quello che ha fatto o cercato di fare avrebbe voluto sentire qualche critica in meno e può essere che abbia percepito alcune critiche, legittime, come rivolte a lui anche se erano soprattutto nei confronti della dirigenza.

Difficile pensare che a questo punto il rapporto tra Juric e i tifosi del Toro non sia incrinato e che sia quasi impossibile ricucirlo, ma tutto questo è un vantaggio per chi?