Inter-Toro, meneghini a ranghi (quasi) completi. Sarà dura, ma...
Quarta difesa del torneo, il Toro di Ivan Juric si opporrà, tra una sessantina di ore, a quell'Inter che, lungo gli ultimi quaranta giorni, ha saputo riprendersi la vetta della classifica, ai danni di un terzetto, composto da Milan, Napoli, e Atalanta, rivelatosi ampiamente deficitario in termini di competitività ad ampio raggio. L'avversario più temibile tra tutti, per chiudere un anno solare che il tecnico croato, dando un'identità forte alla squadra, ha saputo rendere fausto.
Contro i granata, Simone Inzaghi dovrà fare a meno soltanto di Correa e di Darmian, oltre che dello squalificato Barella, a fronte di un organico vasto e pingue di cui disporre, per tentare di chiudere il 2021 scudettato con l'ennesima vittoria. Trattandosi dell'ultima prima delle pausa, l'ex-tecnico della Lazio dovrebbe affidarsi alla coppia titolare Dzeko-Martinez, con Sanchez dalla panchina; Brozovic in cabina di regia, con Gagliardini partner sulla mediana (ma non è da escludere che Vidal, quanto meno a gara in corsa, possa trovare spazio), mentre toccherà al solito Calhanoglu sfruttare quelle falle difensive che i granata, anche contro il Verona, hanno occasionalmente mostrato di patire, specie nelle incursioni in diagonale a tagliare il limite d'area.
Al rientro dal 1' Skriniar, lo slovacco dovrebbe senz'altro affiancare De Vrij e Bastoni, mentre, sulle corsie laterali, Singo e Vojvoda saranno chiamati a contenere, rispettivamente, Perisic e Dumfries (e, naturalmente, viceversa), con Dimarco arma dalla panchina particolarmente temuta in casa Toro, anche per i suoi gloriosi trascorsi alla corte di Juric. Nondimeno, il Toro può certamente provarci: l'Inter, a tratti, soffre le ripartenze avversarie, e i corti circuiti tra mediana e retroguardia neroazzurre non sono così infrequenti.
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