Il centrocampo del Torino ha bisogno di maggiore qualità

Gli uomini a disposizione di Mazzarri nel complesso non sono le figure più idonee a formare una mediana che supporti al meglio la squadra.
13.11.2019 06:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il centrocampo del Torino ha bisogno di maggiore qualità

Il centrocampo è il fulcro di ogni squadra e se non è formato da giocatori che uniscano qualità a quantità e che abbiano fisicità pur a fronte di una buona difesa e di un attacco prolifico costituisce il punto vulnerabile che in parte può annullare il buono degli altri reparti.

Il Torino sotto questi aspetti è un po’ deficitario pur avendo elementi non scarsi. Rincon è un giocatore con tanta grinta e il suo lo fa in fase difensiva ma per quel che riguarda la fase offensiva non è l’elemento più adatto a impostare una ripartenza. Baselli è un’eterna promessa, recupera palloni, ha piedi discreti e una certa qualità nello sviluppare il gioco, ma gli manca un po’ di personalità e di continuità. Lukic ha visione del gioco e la capacità di creare geometrie, ma i suoi ventitré anni in certi frangenti lo rendono ancora un po’ acerbo e potrebbe fare di più se fosse inserito in un contesto qualitativamente superiore. Meïté ha un grande fisico, ma si fa prendere dalla frenesia di voler spaccare il mondo e pecca di discontinuità. Per quel che riguarda le fasce, Ansaldi sa fare bene sia la fase difensiva sia quella offensiva e sa anche cosa fare quando ha la palla fra i piedi, ma ha un fisico che è un po’ fragile e che ne ha condizionato la carriera. De Silvestri non si risparmia nella corsa ed ha grinta, ma non ha piedi sopraffini. Aina anche lui ha un grande fisico, però, alterna troppo giocate anche buone ad altre che lasciano perplessi soprattutto quando non salta l’uomo o non spinge abbastanza pur potendolo fare. Laxalt è una via di mezzo fra De Silvestri e Aina, meno grinta del primo e più capace di spingere del secondo, però, in carriera ha dimostrato un po’ di discontinuità e forse non sfrutta appieno dei piedi tutto sommato più che discreti.
Ci sono poi Berenguer, Edera e Parigini che agiscono tra il centrocampo e l’attacco. Sono esterni e soprattutto i primi due possono fare anche i trequartisti o le seconde punte. Lo spagnolo da Mazzarri è tenuto in considerazione perché è capace di buone giocate, ma ha un fisico non proprio imponente e questo lo penalizza un po’ e non sempre riesce ad agre in modo del tutto efficace. Gli altri due, invece, non hanno mai convinto l’allenatore.

E’ evidente, quindi, che al Torino in mezzo al campo manchi un giocatore di qualità superiore e con i piedi buoni, per intendersi uno che faccia la differenza come la sta facendo Nainggolan al Cagliari, e che sulle fasce avrebbe bisogno di due Ansaldi che siano sempre in ottima forma fisica.