ESCLUSIVA TG – Sasso (TC Cremona Granata): “Tutti devono contestare Cairo fino a quando non se ne va. Cremonese-Torino? Non sono molto fiducioso, dicono di essere già salvi”

ESCLUSIVA TG – Sasso (TC Cremona Granata): “Tutti devono contestare Cairo fino a quando non se ne va. Cremonese-Torino? Non sono molto fiducioso, dicono di essere già salvi”
Giampaolo Sasso
Oggi alle 08:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin

Giampaolo Sasso, portavoce del Toro Club Cremona Granata, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Con Sasso abbiamo parlato della partita di oggi all’ora di pranzo con la Cremonese e anche della contestazione dei tifosi verso il presidente Cairo e delle voci su una possibile cessione della società granata.

Il Torino è da considerarsi salvo, ma ci sono ancora la partita con la Cremonese e altre 5 dopo. L'anno scorso la squadra quando si è trovata in questa situazione ha mollato. Voi come Toro Club Cremona Granata cosa vi aspettate dalla partita di oggi?
“Personalmente non ho molta fiducia della partita di oggi, anche perché i giocatori hanno già annunciato di essere salvi e non vorrei che facessero come l'anno scorso, tanto più che la Cremonese è all'ultima spiaggia e se non fa punti con noi è praticamente retrocessa visto pure il calendario che si ritrova. Sinceramente vedo già persa la partita. Servirebbe un po' di testa, ma, secondo me, non abbiamo un allenatore che dia una carica tale da poter tenere la squadra sulla corda. Indubbiamente D’Aversa dal suo arrivo a messo a posto un po’ di cose soprattutto posizionando ne suolo naturale i giocatori, ma la rosa è quella che è. Non mi aspetto un grande risultato, magari ci scappa un pareggio e a noi per la classifica tutto sommato andrebbe bene. Per me è meglio dire che mancano ancora 5 partite per affermare che siamo salvi, a oggi non ci metterei ancora la firma se facciamo come l'anno scorso. La Fiorentina sta facendo un girone di ritorno molto importante, certo è chiaro che le ultime 3-4 sono parecchio indietro, però non dire gatto finché non ce l'hai nel sacco, come diceva il buon vecchio Trapattoni”.

Bisogna però dire che alla fine, anche se non con partite brillanti, contro Pisa e Verona sono arrivate due vittorie e più volte in passato con le cosiddette squadre alla portata il Torino non aveva fatto risultato, almeno questo è un passetto avanti?
“Con Pisa e Verona sono state partite molto fortunate direi, da un certo punto di vista, basta vedere i pali e le traverse prese dagli altri, i gol mangiati del Pisa in due contropiedi sbagliati, per questo dico che siamo stati molto fortunati a fare 6 punti”.

Quindi è anche per questo che non è così fiducioso?
“E’ dagli ultimi 20 anni che non sono più fiducioso, magari non proprio tutti e venti, ma di sicuro negli ultimi 15 da quando abbiamo cominciato a capire, almeno noi che ci siamo staccati dalla massa degli amici di Cairo, i Cairo Boys come li chiamiamo noi, e avevamo ragione come i fatti hanno, purtroppo, dimostrato. E poi una volta lo hanno capito un po’ tutti. Noi è da 15 anni che siamo contro questa proprietà, ma siamo un club piccolo e quindi non siamo considerati, nessuno ci ascolta, comunque va bene così. Non è mai stato dato valore alla società e alla squadra in questi ultimi 20 anni da parte di Cairo e infatti le cose sono andate sempre peggio, e questo forse è uno dei peggiori campionati che abbiamo fatto. Ora tutti si esaltano perché a sei giornate dalla fine ci siamo risollevati un po’, ma ci rendiamo conto che siamo al 12 esimo posto? Dal 2013 quando siamo tornati in Serie A, a parte un 16esimo, un 17esimo e un altro 12esimo posto siamo sempre oscillati fra il 7°, solo due volte, e l’11esimo, quindi dal 12esimo in giù non siamo andati molte volte ecco perché questo è uno dei peggiori campionati dell'era Cairo. Quindi dovrei avere fiducia in che cosa? Si ha fiducia se negli anni ci sono dei miglioramenti non se si finisce per fare peggio di quanto mediocremente già si fa”.

Da qualche settimana circolano nuovamente voci su un possibile cambio di proprietà, anche se l’intermediario-advisor Fassone ha già smentito che ci siano mai state trattative. Voi che idea vi siete fatti?
“Di voci ne abbiamo sentite tante, l'anno scorso si parlava di Red Bull poi è sembrato che dovessero arrivare gli arabi, gli americani, vari fondi, ma quando una persona ha comprato il Torino per una pipa da tabacco e lo vuole rivendere a 200 milioni perché deve pagare i debiti vedo grigetta la cosa, a meno che Cairo non si metta in testa che non è più ben voluto da tutta Torino e quindi decida di andarsene e venderci. Mi chiedo poi come il Torino possa avere debiti, anche l’ultimo bilancio relativo al 2025 è in rosso di 13,1 milioni di euro visto quanti soldi ha incassato con le plusvalenze vendendo i giocatori migliori e non ha mai reinvestito per sostituirli con altri che in campo valessero almeno altrettanto. Ed è per questo che la contestazione deve continuare e va fatta sempre e da tutti. Da 5 partite i gruppi della Maratona hanno deciso di non entrare allo stadio nelle gare in casa e allora anche molta gente li ha seguiti, ma bisognava non entrare già da molto tempo prima, non so quanti migliaia di abbonamenti abbia fatto per questa stagione il Torino, ma penso più o meno come l’anno precedente che erano circa 10.000, forse un po’ meno, dopodiché in questo campionato c'è una media di presenze forse inferiore a quella dell’anno scorso che si aggirava sui 23.000, ma allora bisogna essere diciamo sciocchini, per non dire di peggio, se si va a pagare il biglietto pieno e non si fa l'abbonamento e poi si pretende anche di contestare: c'è un'ipocrisia a Torino secondo me. Noi siamo contro anche alla massa, l'unica frangia per cui proviamo rispetto sono i Torino Hooligans gruppo della Curva Primavera, abbiamo ancora degli amici lì, che hanno avuto almeno l'orgoglio e l'onore di andare fin sotto la tribuna per contestare Cairo e la dirigenza, mentre altri gruppi e la Maratona hanno organizzato partitelle di calcetto fuori dallo stadio: questa non è contestazione. Si fanno le marce e poi si entra allo stadio: è una cosa un po' ipocrita, sinceramente non ci piace neanche più l'atteggiamento di molta gente a Torino ed è per questo che siamo molto demoralizzati, purtroppo”.

Molto chiara la vostra posizione e quindi anche per il derby, secondo voi, i tifosi del Toro dovrebbero non entrare seppur lo si giocherà in casa lasciando quindi lo stadio ai bianconeri?
“Mi hanno invitato degli amici. Mi piacerebbe venire a Torino per il derby, ma non tanto per guardare la partita bensì per mandare a quel paese i gobbi. Lo spettacolo sarà indecoroso e indegno, soprattutto se dovessimo essere già salvi e loro lottare ancora per un posto in Champions: sappiamo come andrebbe a finire e con tanto di risultato scontato”.

Avete qualche speranza per il futuro del Toro?
“Non voglio arrivare a dire, come qualcuno, che sarebbe meglio per il Torino finire in Serie B per sperare che così Cairo venda. Magari a lui farebbe pure comodo perché con i 30-40 milioni del paracadute appianerebbe un po’ di debiti, ma dipende anche chi eventualmente ci comprerebbe”. 

Il vostro club si è preparato per la partita di oggi?
“Hanno proibito l’ingresso allo stadio di chi risiede in provincia di Torino e alcuni amici e anche gruppi mi avevano chiesto se avremmo organizzato qualche cosa, nel 2022 facemmo un pranzo ed eravamo in 40-45 con varie persone che venivano da Torino e zone limitrofe. Ma quest’anno non si è potuto fare niente un po’ per le condizioni di salute del nostro Presidente, poi anche perché hanno messo l’orario della partita all’ora di pranzo”.

In generale seguite la squadra quando gioca in trasferta?
“Nella nostra zona di persone che tifano Toro ce ne sono, anche se siamo un po’ lontano da Torino. A Parma e a Mantova non ci sono più Toro Club, ma ogni tanto ci contattano per organizzare qualche trasferta, ma non ne facciamo molte. Quest’anno non siamo andati neppure a Sassuolo. A Torino, che per noi è come una trasferta, non vengo più perché ritengo di non dover dare ancora contributi economici a questa società”.

Immagino che questa non sia solo la sua personale posizione, ma anche quella degli altri iscritti al club, è così?
“Noi siamo tutti, soci e Presidente, del Toro Club Cremona Granata perfettamente allineati anche perché non siamo in tanti attivi e se c'è da andare a vedere qualche partita ci andiamo in 5-6, compreso mio padre che ha 91 anni”.

Tirando le somme su quanto detto prima, non vi aspettate un cambio di proprietà a breve?
“Adesso c’è la questione dello stadio Grande Torino, mi sembra che il Comune di Torino vorrebbe venderlo, ma non si capisce quanto costa e se Cairo lo voglia comprare. Non si può andare avanti a proroghe dell’affitto o a manne dal cielo. Per me Cairo non ha voglia di comprare lo stadio, anche se probabilmente i soldi li ha, e poi anche allestire la squadra per il prossimo campionato e visto anche il rosso nel bilancio del 2025 prenderà giocatori in prestito. Per cui la speranza è che qualcuno voglia lo stadio e anche il Torino.
Non ci aspettiamo novità, sarebbe un manna che speriamo tutti perché non vediamo l’ora che Cairo se ne vada. Però c’è anche il timore che arrivi qualcuno che faccia come lui oppure peggio. Mi auguro che non venga in mente a nessuno di fare cordate astruse che poi dopo poco finiscono chissà come. Quelli che hanno la mia età, e anche più anni, e che hanno visto il Torino degli anni ‘70, ‘80 e anche in parte degli anni ’90 si augurano non dico di tornare a giocare la Champions, ma almeno per la Conference League. Ci vuole un po’ di dignità, ma ormai ci si accontenta, ma noi del Toro non ci accontentiamo della mediocrità, oramai sono 20 anni che viviamo di mediocrità e non se ne può più. Per fortuna mio figlio con me ha visto l'unico derby vinto nel 2015, quella volta eravamo lì in una ventina di persone, e con la partita del San Mamés, quando in Europa League battemmo l’Atletico Bilbao, sono state le uniche due soddisfazioni che abbiamo avuto nell’era Cairo. Ma anche lì come la volta successiva in Europa ci siamo andati perché Parma e Milan non erano stati ammessi e noi non avevamo squadra attrezzata per cercare di arrivare in fondo alla competizione perché questa dirigenza non ha mai avuto la volontà di arrivare davvero da nessuna parte. Comunque non possiamo continuare a consolarci pensando al derby vinto nel 2015 oppure alla vittoria, unica squadra italiana a riuscirci, al San Mamés, peccato che quella volta non sono potuto andare ma degli amici di Cremona ci andarono. Però dopo questo non c'è stato assolutamente più nulla.
Comunque, detto ciò, la speranza è l'ultima a morire, anche perché siamo del Toro e ne abbiamo viste di tutti i colori, per cui non saremo né i primi e né gli unici che si abbattono. Per noi il Toro è nella mente e nel cuore, non sarà Cairo a non farci più tifare per il Torino, anche se dovessimo sparire dalla logica del calcio. Non siamo persone che dicono “vado a tifare per un'altra squadra” se il Torino non ci dovesse essere più, per noi il Torino non morirà mai. Ed è lecito sperare e augurarci che torni ai fasti di una volta. Io ho 57 anni, come ho detto anche a mio figlio, spero non dico di vincere lo Scudetto, ma almeno di andare a giocare una coppa europea per merito, qualsiasi coppa sia, anche la Conference che è la meno importante. E non ho detto vincerla, ma almeno giocarla con onore, nel senso che arriviamo a disputarla con i nostri mezzi e le nostre forze e poi ce la giochiamo. Questo per rispetto soprattutto delle centinaia di migliaia di tifosi, non siamo in più di un milione come una volta, che il Toro ha ancora sparsi in tutta Italia e anche all’estero. Noi del Toro siamo ancora tanti”.