ESCLUSIVA TG – Gamba (TC Bergamo Granata): “Speriamo che con l’Atalanta la squadra faccia una prestazione degna, da Toro”. Samperisi: “In passato ho goduto e pianto di gioia, con Cairo mai”
Paolo Gamba e Sergio Samperisi, presidente e vice presidente e anche fondatore del Toro Club Bergamo Granata, sono stati intervistati da TorinoGranata.it. Con Gamba e Samperisi abbiamo parlato della prima parte di questa stagione del Torino, del momento della squadra che questa sera affronterà l’Atalanta a Bergamo e del mercato.
Gamba, cosa pensa del Torino dopo un’altra sconfitta in casa con l’Udinese, magari questa sera andrà meglio visto che gioca in trasferta?
“Nell’ultima partita la squadra non ci è piaciuta per l’atteggiamento, mentre a Verona, e come Club eravamo presenti al Bentegodi, si era vista la voglia di fare risultato. Anche con il Cagliari era mancata quella grinta che ci avrebbe permesso con poco di portare a casa una bella vittoria utile per arrivare almeno al solito 10° posto. Quest’anno siamo troppo altalenanti e speriamo che questa sera la squadra faccia una prestazione degna, da Toro mettendoci cuore e grinta per andare oltre l’ostacolo dovuto alle difficoltà che abbiamo in questo momento. Spero di vedere una bella partita, anche se l’Atalanta in questo momento è in ripresa e sarà una doppia soddisfazione se faremo risultato”.
Samperisi, il vostro è un Toro Club abbastanza giovane che cosa vi ha spinto a fondarlo?
“Sì, è accaduto nel 2019-‘20 insieme ad altri due ragazzi, uno come me viveva a Torino prima di trasferirsi a Bergamo e l’altro con il quale avevo fatto conoscenza su Facebook scoprendo che anche lui era tifoso del Toro e poi abbiamo iniziato a chiedere sui social se c’erano altri che vivevano a Bergamo e dintorni ed erano tifosi granata e così poco alla volta il club è cresciuto. Da poco ho anche trovato una sede a Brusaporto in un centro sportivo, che ci permette di avere un luogo di ritrovo pagando una piccola quota. Io sono nato in Colombia a Santiago de Cali e poi sono venuto in Italia a Torino prima di trasferirmi a Bergamo nel 1988 e quando da noi è arrivato Zapata, che già conoscevo dai tempi dell’Atalanta, sono stato contentissimo perché è una bella persona e un giocatore molto forte, purtroppo poi ha avuto l’infortunio e questo lo sta condizionando perché quando accade a vent’anni è una cosa molto differente da quando succede a 34 e si ha come Duvan un fisico possente, ma lui almeno, a differenza del povero Schuurs, è tornato a giocare.
Tornando alla fondazione del Club, siamo partiti con grande entusiasmo, io ho 63 anni e ho vissuto il Toro del ‘76 e poi degli anni ‘80 ed ero un Ultras della Maratona vicino a Margaro, Polifemo e Robertone e di partite ne abbiamo viste, anche in trasferta, e quante cose abbiamo fatto, alle volte anche dondole e prendendole … eravamo giovani, ma ora sono un allenatore, al Bagnatica Calcio e alleno i 2010-‘11 e in precedenza sono stato tra le altre all’Alzano e al Palazzolo e ho collaborato con Teodoro Coppola che era nelle scuole calcio del Torino, e ai miei giocatori cerco di dare indicazioni su come si deve essere giocatore e anche tifoso cercando di trasmettere i principi granata e qualcuno sono riuscito a farlo diventare simpatizzante del Toro, anche perché il Toro sta simpatico un po’ a tutti. Ma più passano gli anni e più è difficile fare nuovi proseliti, io ho un nipote che era del Toro, ma suo padre nonché mio figlio aveva giocato nel Milan e il bambino vedendo che il Milan vince mentre il Toro no ha finito per tifare per i rossoneri. Purtroppo con le vicende che noi granata abbiamo vissuto, in particolare negli ultimi venti anni, le persone si sono un po’ stancate almeno qui in zona. Quando vivevo a Torino non c’erano i telefonini e i social e si era tifosi di cuore, ci trovavamo di persona e si andava insieme allo stadio, mentre ora si tifa soprattutto sui social e alle volte vedendo ciò che si scrive sulle chat anche io ho perso un po’ l’entusiasmo. Faccio un esempio, una settimana un tal giocatore è un fenomeno e poi quella successiva è un bidone e queste sono le cose che mi fanno stare male. Parlando del Torino attuale in generale penso che sia una squadra tirata su alla bene e meglio senza programmazione e anche il settore giovanile non sforna più giocatori per la prima squadra come faceva ai tempi di Vatta e ancor prima infatti oggi nella lista degli over 22 non abbiamo 25 posti, ma solo 21 proprio perché non ci sono più in prima squadra giocatori provenienti dal nostro vivaio e questo dimostra che anche a livello delle giovanili non c’è stata programmazione e lungimiranza. Io da ragazzino giocavo nel Meroni Cascine Vica e Vatta mi fece fare un provino, allora c’erano i Benedetti, i Cravero, i Francini, i Comi, e poi fui mandato a giocare nel Lascaris a Pianezza , che era un po’ una succursale della Juventus”.
Gamba, ma cosa vi ha più deluso finora di questa prima parte della stagione?
“Ci aspettavamo un livello superiore, ma già alla prima di campionato ci fu la prima batosta con l’Inter con quel 5 a 0 che i nerazzurri ci rifilarono senza che i nostri reagissero. Poi sembrava che ci fossimo ripresi e che Baroni fosse riuscito a prendere un po’ in mano la squadra e invece altre brutte prestazioni e conseguenti sconfitte fanno pensare che sia i giocatori sia l’allenatore siano un po’ in confusione, forse anche perché troppo spesso la formazione viene cambiata, e così non si ottiene mai la continuità. A noi tifosi basterebbe davvero poco da parte della squadra per far accendere quella fiamma che abbiamo dentro per spingere ancora di più il nostro Toro. Ma prestazioni in casa come quelle con il Cagliari e l’Udinese, solo per citare le ultime senza dimenticare quella col Como, fanno male e ci vorrebbe più grinta ed entusiasmo pure da parte dei giocatori a rispetto anche della storia del Toro”.
Samperisi, questa sera come Toro Club Bergamo Granata sarete allo stadio?
“Sì ci saranno circa una ventina di noi, personalmente io no perché vedrò la partita a casa mia con amici, e speriamo che ci facciano mettere lo striscione allo stadio. Finora siamo sempre stati abbastanza rispettati e siamo un Club di persone tranquille che non danno problemi o insultano, anche perché a Bergamo ci viviamo. Una volta c’era una rivalità molto più accesa, ma adesso si è affievolita anche perché il Torino non sta sulle p… a nessuno a differenza della squadra dell’altra sponda. Una volta eravamo una tifoseria molto calda e molto tosta ed eravamo rispettati e temuti dappertutto, ma oggi le cose sono molto cambiate e non sono più i tempi di Borsano, persona sulla quale si può dire di tutto, ma con lui come presidente ho goduto e pianto di gioia, mentre adesso con Cairo non ho mai pianto di gioia o di piacere”.
Gamba, chi fra gli attuali giocatori, secondo voi, incarna uno spirito un po’ più da Toro?
“Sì, qualcuno c’è. Ad esempio, Vlasic che ha qualità e potenziale, ma anche lui è discontinuo. Infatti se si spegne lui anche il Toro si spegne. Lo era stato Zapata al primo anno, però ormai dopo l’infortunio è un po’ fuori dai giochi. A me personalmente piace Tameze, che ha cuore e si sacrifica a giocare in ruoli diversi, e Maripán, ma anche lui a livello di prestazioni ha alti e bassi, come tutto il resto della squadra. Simeone è un altro che ha lo spirito da Toro, anche se è appena arrivato si vede che ci tiene, ma alle volte pure lui è condizionato dalla prestazione della squadra”.
Gamba, chi invece vi ha deluso di più?
“Ce n’è più di uno. Il portiere Israel, per fortuna che c’è Paleari che sarebbe dovuto essere il suo sostituto e che incarna un po’ lo spirito Toro nell’atteggiamento. Quindi Israel è una scommessa persa. Coco è molto discontinuo. Pedersen e Lazaro sulle fasce potrebbero fare molti di più in fase offensiva. Da Casadei mi aspettavo molto di più, anche se nelle ultime due partite e stato quello più in forma e pure entrando a partita in corso col Verona mi è sembrato in crescita. L’allenatore Baroni alle volte, secondo noi, sbaglia un po’ la formazione. E’ vero che siamo un po’ tutti allenatori fuori dal campo, però si sperava che avrebbe dato maggiore continuità puntando sui giocatori che riteneva migliori e invece cambia sempre formazione. Anche Ngonge niente di che”.
Gamba, quindi cosa vi aspettate questa sera dal Torino?
“Noi siamo di Bergamo quindi è una partita particolare e allo stadio saremo presenti con un bel numero della Bergamo granata. Quindi ci aspettiamo una reazione alle’ultime prestazione affinché Verona non sia solo un episodio positivo. Per cui vogliamo vedere una partita tutta cuore e grinta poi per il risultato si vedrà, ma la prestazione deve essere come quella col Verona che ci è piaciuta soprattutto per l’atteggiamento, anche perché non abbiamo chissà quali giocatori con qualità eccelse per cui serve l’atteggiamento giusto per dare tutto”.
Gamba, ma dal mercato cosa vi aspettate visto che per il momento non ci sono state né uscite né entrate?
“Eh, ci vorrebbe un buon difensore centrale, un attaccante se dovesse andare via Zapata, come si vocifera. E a centrocampo servirebbe un giocatore con maggiore sostanza e qualità per dare una mano a Valsic. Magari pure un esterno, ma sappiamo benissimo che dipende da quanti giocatori saranno ceduti e se non uscisse nessuno non sappiamo quanti potranno arrivare. E’ sempre questo il problema perché non c’è una continuità nella programmazione da parte del presidente Cairo. Se ogni anno si tenesse anche solo un giocatore buono senza sempre sacrificarne due o tre, si sarebbe messo un tassello per volta e adesso la squadra sarebbe tutt’altra cosa, ma soprattutto non si ricomincerebbe ogni stagione da zero e anche per l’allenatore è difficile costruire una squadra partendo sempre dal provare a gettare le fondamenta. E invece anziché incrementare il livello della rosa lo si indebolisce sempre perché si prendono giocatori dei quali non si conosce il reale valore rispetto a quello di chi è stato mandato via per fare cassa. Pensiamo al portiere, hanno preso Israel per sostituire Vanja Milinkovic-Savic che all’inizio non aveva fatto bene però negli ultimi due anni ci aveva dato sicurezze ed era stato all’altezza. Di esempi ne potremmo fare a bizzeffe, purtroppo, a cominciare da Buongiorno e Bellanova”.
Gamba, qual è la posizione del vostro Club nei confronti del presidente Cairo?
“Anche noi, come tanti altri, vorremmo che vedesse e se ne andasse così potrebbe finalmente esserci un cambio di rotta. E questo è il pensiero della maggior parte dei nostri tesserati. Negli anni abbiamo sempre sperato che Cairo facesse qualche cosa di buono, ma in vent’anni non è mai successo e, come dicevo prima all’arrivo di ogni estate i più forti vengono venduti e poi non sostituiti adeguatamente. E’ vero che con il cambio di rotta non si sa chi potrebbe arrivare, ma a questo punto tanto vale scommettere su questo. Anche i derby con solo uno vinto in vent’anni, anche i miei figli che sono granata hanno visto solo quello. Nel club abbiamo anche ragazzi giovani che meriterebbero di avere soddisfazioni come abbiamo avuto noi con Mondonico e Ventura. Ma anche ai tempi di Ventura, secondo me il miglior Torino degli ultimi vent’anni, giocatori buoni, come Cerci e Immobile, sono stati venduti a persino a poco prezzo e si è dovuti ripartire da zero. Anche con Mihajlovic e Juric sono sempre stati venduti i migliori e così non si fa mai, come vorremmo noi tifosi, quello step in più per riportare la squadra in quelle posizioni che contano e lottare almeno per la Conference League. E invece si resta, quando va bene, sempre al 10° posto e a febbraio il nostro campionato è già finito: noi vorremmo fare qualche trasferta all’estero e non solo per seguire qualche amichevole estiva”.
Per finire Gamba, qual è il vostro pronostico per questa sera?
“Uno a uno”.
Gamba, basterebbe quindi un pareggio?
“Sì, visto come siamo adesso e che l’Atalanta è in crescita direi proprio di sì: il pareggio sarebbe un ottimo risultato”.
E lei Samperisi, cosa dice?
“Parlando in modo coerente e da sportivo nel rispetto della nostra maglia dico 2 a 1 per l’Atalanta perché a livello di squadre non c’è paragone. Con l’Atalanta che ho visto giocare a Bologna per noi non c’è partita dalla preparazione atletica alla corsa, dall’organizzazione del gioco al modulo e al modo di giocare, per l’atteggiamento in campo e per la qualità tecnica”.
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