Derby, decidono i rigori non dati

29.04.2013 08:58 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Flavio Bacile per TorinoGranata
Derby, decidono i rigori non dati
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La Juve vince il derby più brutto di questi ultimi anni, poche emozioni, poco gioco offensivo, troppa attenzione difensiva, e come sempre, ormai nel derby è cosa da mettere in preventivo, con due sviste clamorose di arbitro, segnalinee, e giudici di porta. Qualcuno poi un giorno deve spiegarmi a cosa servono tutti questi giudici di gara, se non vedono cose visibili da casa senza bisogno dell’ausilio della moviola. Un voto all’arbitro? Il peggiore in campo, su questo non ho il minimo dubbio, anche per una conduzione di gara che proprio non mi ha convinto.


Comincio dalla fine. Mancano nove minuti al termine del match, Cerci s’invola sulla fascia destra e, giunto al limite dell’area di rigore, mette dentro un pallone velenoso, Jonathas, che ha sostituito Meggiorini, sembra arrivare su quel pallone senza nessun problema, invece, sul più bello, si arena sul campo, a causa di una sontuosa trattenuta di Bonucci, che non solo gli sfila la maglia, ma anche la sottomaglia bianca. Da regolamento sarebbe rigore ed espulsione del giocatore bianconero. Invece arbitro e giudice di porta, ma anche il segnalinee era in buona posizione, fanno finta di nulla. Ora ripeto un concetto che ho espresso varie volte, se non hanno visto significa unicamente che non sono capaci, e se non sono capaci, non dovrebbero neanche mettere piede su un campo di calcio, in modo particolare nella massima serie. Altrettanto si può dire dell’abbraccio di Chiellini a Glik nel primo tempo, poiché si disinteressa completamente del pallone ed impedisce al granata di poter colpire la palla. Insomma se non hanno visto neanche questo, vuol proprio significare che non sono adatti alla massima serie. Tralascio l’abbraccio di Lichtsteiner a Santana che ripartiva in contropiede, anche questa era ammonizione da regolamento, un gomito alto dello stesso giocatore sempre su Santana, la gamba tesa di Pirlo su Bianchi.


Quanto alla partita il Toro ha fatto il suo senza però incantare, senza quel carattere che dovrebbe avere nel derby, con sacrificio ed impegno, questo è certo, ma senza quel qualcosa che il Toro deve mettere nel derby. Vero è che il divario tecnico tra le due squadre era evidente, altrettanto vero che abbiamo giocato derby migliori contro una Juve più blasonata di quella odierna. Insomma alla fine la sconfitta è troppo pesante per gli uomini di Ventura, forse il pareggio era più giusto, fermo restando che al Toro non sono stati concessi due rigori evidenti. È mancato Cerci, anche se l’unica azione degna di questo nome porta proprio la sua firma, l’attacco è stato praticamente assente con Meggiorini sacrificato come mediano su Pirlo e Bianchi tra le grinfie di Chiellini, Bonucci e Barzagli, mentre il centrocampo ha retto l’urto, pur denunziando nuovamente un’inadeguatezza più o meno latente nel costruire il gioco. Buona la partita dei due centrali, ottima quella di Santana, pienamente deficitaria quella di Masiello, messo in crisi da un Pogba evidentemente superiore come passo, tecnica e fosforo.

Ora il Milan, poi il Genoa. Se in queste due partite il Toro non porta almeno tre punti a casa, la lotta salvezza si riapre maledettamente per i granata. Certo che bisognerà andare a San Siro con l’intenzione di fare qualcosa di importante, per intenderci meglio, non basterà fare una buona partita, ma sarà conveniente portare a casa dei punti, perché i complimenti fanno meno piacere quando le altre vincono partite che sulla carta sono difficile quanto quelle del Toro.