Dentro o fuori l’Europa League: questa sera il primo verdetto

Contro i croati la coppia d’attacco sarà formata quasi certamente da Quagliarella e Barreto. Possibile ballottaggio fra Maksimovic e Bovo. Anche questa volta non è stato convocato Cerci.
28.08.2014 13:15 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Dentro o fuori l’Europa League: questa sera il primo verdetto
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Da una parte uno zero a zero rimediato all’andata non può lasciare del tutto tranquilli e obbliga inevitabilmente a schierare la miglior formazione possibile e a disputare una partita senza sbavature, dall’altra però l’adrenalina che dà il dentro o fuori al termine della partita è una sensazione forte. Molti tifosi sicuramente avrebbero preferito chiudere il discorso a Spalato come avvenne a Stoccolma, ma gli errori di mira sottoporta una settimana fa hanno di fatto rimandato tutto a questa sera. Non c’è motivo di apprensione poiché il Torino qualitativamente è più forte del Rnk Split, però l’imprevedibilità di qualunque partita obbliga alla massima attenzione e a non pensare che domenica sera ci sarà la prima di campionato contro l’Inter e sarebbe stato meglio se i granata avessero potuto risparmiare qualche forza per la gara con i nerazzurri.

 

Ventura quindi dovrà mandare in campo una formazione che dia garanzie di passare il turno e di accedere alla vera e propria competizione internazionale che inizia di fatto con la fase a gironi, alla luce delle assenze per infortuni di Larrondo e Ruben Perez e alla lista dei giocatori consegnata alla Uefa ci sono pochi dubbi su chi verrà schierato dall’inizio. Possibile ballottaggio fra Maksimovic e Bovo, per il resto difficile pensare che il mister non schieri chi ha più esperienza se sta bene. Padelli, Maksimovic o Bovo, Glik, Moretti, Darmian, Nocerino, Vives, El Kaddouri, Molinaro, Quagliarella, Barreto. Buone probabilità che nel secondo tempo Benassi e Martinez possano avere spazio per far vedere di che pasta sono fatti.

 

E’ chiaro che il rinunciare a Cerci vuol dire che oramai è da considerarsi un ex, anche se di fatto non è ancora stato ceduto, altrimenti che senso avrebbe averlo inserito nella Lista Uefa, ma non convocarlo? Quella di questa sera è una partita da dentro o fuori e quindi chi mai farebbe a meno se non al migliore a uno dei calciatori più forti che ci sono in rosa? Cerci fosse anche solo al cinquanta per cento della condizione sarebbe comunque da mandare in campo, anche perché si tratta di un giocatore professionista e per giunta non un ragazzino alle prime armi che sa benissimo dosare le forze e semmai chiedere il cambio nell’intervallo o nel corso della ripresa. Se invece il problema è che è distratto dalle voci di mercato a ventisette anni compiuti e con alle spalle sei campionati di serie  A (Atalanta, Roma, Fiorentina e Torino) ha sicuramente imparato che più si sale di livello e più nel periodo del calciomercato si è nel vortice del ciclone. Quindi meglio sfruttare le qualità di Cerci anche solo per un tempo che privarsene a priori del tutto. Magari il Torino può anche fare a meno di Cerci per battere senza problemi lo Spalato, però preservarlo per il futuro, anche nel caso rimanesse, quanto avrebbe senso se questo finisse per comportare l’eliminazione dall’Europa League con la conseguente perdita dai 5 ai 7 milioni di euro più gli incassi ai botteghini?

 

Cerci o non Cerci il Torino questa sera deve vincere, non può fallire il traguardo più importante degli ultimi vent’anni sarebbe una pugnalata al cuore dei tifosi che hanno appena iniziato a riassaporare che cosa significa lottare per un obiettivo che ha valore e che non vogliono più dover pensare in piccolo a salvarsi o al massimo a sopravvivere nell’anonimato. Quei tifosi che hanno quasi riempito l’Olimpico con il Brommapojkarna il 7 agosto e che faranno lo stesso questa sera, che si sono sobbarcati la trasferta a Stoccolma e a Spalato e hanno gridato a squarciagola per incitare i propri beniamini e farli sentire a casa nonostante giocassero in trasferta. Prima di tutto il Torino deve vincere per loro, poi per tutto il resto.