La vittoria sul Verona allontana le nubi dal Torino in attesa di uscite e rinforzi dal mercato
Resta una domanda grande come un grattacielo: ma il Torino è quello visto ieri col Verona e in precedenza anche con il Napoli e la Roma oppure quello che fa e disfa come con il Cagliari e in tante altre partite o che proprio non fa o non riesce del tutto a fare? Mah, resta un mistero. Con gli scaligeri infatti è stata riscattata la brutta sconfitta che aveva fatto chiudere male l’anno 2025, per giunta davanti al proprio pubblico. Approccio giusto pur con squadra rivoluzionata in parte dalle assenze: Masina, impegnato in Coppa d’Africa, Pedersen, per un problema al ginocchio, Ilic, per il persistere della lombosciatalgia, Ngonge e Nkounkou, entrambi per sindrome influenzale. E in parte da scelte tecniche che hanno relegato in panchina alcuni elementi come Asllani e Biraghi, entrambi sul mercato. Gol sblocca risultato di Simeone (10’), quando segna lui guarda caso il Torino non perde (in precedenza vittorie con Roma, Napoli e pareggi con Lazio e Pisa) e come se non bastasse le sue reti hanno sempre un grande peso specifico: hanno portato 11 dei 23 punti finora fatti. Nessuna amnesia difensiva a vanificare quanto di buono la squadra stava facendo, o comunque se qualcuno ha commesso qualche errore i compagni hanno rimediato. E di conseguenza nessun gol subito pur rimanendo il paradosso di 8 gare senza subire reti, ma avendo con 28 gol al passivo in 18 giornate la penultima difesa della Serie A con Fiorentina, Verona (deve recuperare la gara con Bologna) e Genoa, peggio ha fatto solo l’Udinese con 29 che sarà la prossima avversaria. Giocatori poco utilizzati e chiacchierati in chiave mercato redivivi: Aboukhlal titolare, Casadei e Njie da subentrati hanno segnato i gol (87’ e 91’) che hanno messo al sicuro il risultato, Alieu anche autore dell’assist a Cesare. Ben tre gol segnati, in questa stagione era accaduto solo con la Lazio. Possesso palla non sterile. E atteggiamento consono con attenzione, ferocia e determinazione mantenute per tutto l’arco della partita.
Non si può dire che sia stata una partita perfetta perché il risultato è rimasto in bilico per quasi tutto il match dal 10, gol di Simeone, fino all’87, rete di Casadei, però concreta seppur molto facilitata dalle difficoltà del Verona che si è presentato in campo molle, confusionario, pasticcione e con troppi errori anche nella ripresa quando è stato maggiormente determinato e pressante. La sfida adesso del Torino è non fare altri passi indietro già a partire dalla prossima partita con l’Udinese, che ha un solo punto in meno. La classifica è divenuta più tranquilla: 10° posto in coabitazione col Sassuolo e terzultimo distanziato di 11 lunghezze, pur tenendo conto che il Verona ha una partita da recuperare.
Ora però devono arrivare i rinforzi dal mercato: Petrachi ha promesso un difensore centrale, un esterno e un centrocampista. Il direttore sportivo è stato molto chiaro nel pre partita ai microfoni di Dazn e Sky come sintetizza La Repubblica: “C’è da cambiare qualcosa, da mandare via qualcuno che è a fine corsa e far arrivare chi ha nuove motivazioni, provando a fare qualcosa in più, ma senza dimenticare i trenta giocatori che sono a libro paga, di cui tre fuori lista. Le priorità? Un centrale, un esterno e un centrocampista; e bisogna anche capire cosa succederà con Schuurs (è fuori per infortunio dal 21/10/2023, ndr). Non dimentichiamoci che il mercato di gennaio non è mai semplice; io però vivo giorno e notte per cercare di portare qualche miglioria al Torino”. In uscita ci sono, citati in ordine alfabetico, Aboukhlal, Anjorin, Asllani, Biraghi, Dembélé, Ilic, Ilkhan, Israel, Lazaro, Masina, Ngonge, Njie, Nkounkou, Savva e Sazonov, mentre meno probabili Casadei e Zapata. E per chi è in prestito, su tutti Asllani, Ngonge e Nkounkou, dipende tanto dai club che detengono i cartellini se hanno voglia di riprendersi i giocatori e se riescono a piazzarli altrove. E in tal senso relativamente ad Asllani anche il presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato dell’Inter, Giuseppe Marotta, lo ha confermato: “Su Asllani non abbiamo ancora parlato con il Torino, dobbiamo come minimo cercare di rispettare il valore del giocatore ed eventualmente cercare una nuova sistemazione". Petrachi ha quindi ragione sulle difficoltà del mercato e le sue non sono parole per mettere le mani avanti, ma una realtà oggettiva complicata dall’avere la lista dei 25 over 22 ridotta a 21 posti poiché al Torino non ci sono giocatori con più di 22 anni provenienti dal vivaio. E poi c’è sempre la questione di quanti soldi è intenzionato a spendere Cairo.
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