Davide Rosato: "Per la A bisogna crederci ancora"

18.03.2011 08:50 di Marina Beccuti   vedi letture
Davide Rosato: "Per la A bisogna crederci ancora"
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Nell'estate 2010 il Torino perdeva uno dei suoi migliori figli: Roberto Rosato, uno dei grandi campioni non solo della storia granata ma dell'Italia intera, avendo fatto parte "faccia d'angelo" anche della Nazionale Italiana e di quel Milan che praticamente vinse tutto. Radio Beckwith, in collaborazione con TorinoGranata, ha sentito il figlio Davide, l'unico sfegatato tifoso del Toro in famiglia, in quanto il resto dei congiunti ha il cuore rossonero. "Ricordare mio padre mi crea sempre molta emozione, anche perchè, oltre ad essere stato un grande campione, è stato soprattutto un grande uomo e padre, che non ha mai fatto mancare niente alla famiglia, nonostante fosse spesso assente per lunghi periodi". Chieri, la città natale di Rosato, che si trova alle porte di Torino, ha in serbo sempre molte iniziative su di lui, presto gli dedicherà un centro sportivo e a fine aprile ci sarà un memorial a lui intitolato, un torneo giovanile dove vi parteciperanno le squadre in cui ha militato, dal Torino al Milan, per passare al Genoa (dove il difensore granata ne fu anche capitano). Durante il torneo giovanile si svolgerà anche una partita tra gli ex compagni di squadra, tra cui ci sarà il grande amico Natalino Fossati, più tanti altri come Scala e Trapattoni, contro i figli degli ex granata, dallo stesso Davide ai figli di Sattolo e Ferrini.

A Davide Rosato non possiamo non chiedere un parere sulla difficile situazione granata e cosa ne pensa della contestazione di lunedì, dove è stato preso di mira anche Bianchi, un giocatore molto vicino al Toro Club Chieri Roberto Rosato, nato proprio per ricordare il giocatore scomparso recentemente: "Per principio sono contrario alle contestazioni, anche se il Torino ha raggiunto il picco più basso in questo periodo. Sono controproducenti, soprattutto se fatte ai singoli come Bianchi, che non merita di essere messo in discussione. Più diplomaticamente si può dire che le colpe, nel caso, si possono dividere tra le varie componenti. Resto ancora ottimista perchè credo nel lavoro di Papadopulo".

Si parla spesso di eccessiva pressione dell'ambiente, compresi i media, ma anche all'epoca di Rosato certi giornalisti erano così "cattivi" nei confronti del Torino? "Mio padre aveva l'abitudine di parlare con loro per cercare spiegazioni possibili ad eventuali critiche. Devo dire, da quanto mi ha raccontato, che anche all'epoca c'era questa pressione, ma quello era un Toro che stava ad alti livelli". In sintesi Rosato crede ancora nella promozione? "Fino all'ultimo sì, bisogna farlo perchè niente è ancora perduto".