Con un gol su rigore di Belotti il Bologna è stato mandato ko
Terza vittoria consecutiva per il Torino dopo quelle con Inter e Atalanta, i tre punti arrivano anche con il Bologna, mentre per la squadra di Donadoni si allunga a otto il filotto senza vittorie. I granata con quarantadue punti possono archiviare definitivamente il discorso salvezza a cinque giornate dalla fine del campionato, per quel che riguarda i rossoblù i trentasette punti fin qui accumulati li tengono a distanza di sicurezza dalla lotta per non retrocedere pur avendo giocato in anticipo rispetto alle altre squadre. Va subito detto che la partita è stata nel complesso avara di emozioni e con pochi spunti tecnici e le iniziative troppo spesso sono state dei singoli che però non hanno avuto il più delle volte l’adeguato sostegno dei compagni, a tutto questo va aggiunto che solo i primi venticinque minuti sono stati giocati con un ritmo discreto. Ventura ha da gioire per la vittoria, ma deve rammaricarsi per i troppi errori in fase d’impostazione dei suoi, Donadoni oltre che insoddisfatto per la sconfitta deve pretendere maggiori movimenti da parte dei giocatori senza palla e trovare una soluzione per far sì che la squadra segni di più, indubbiamente le assenze di Destro e Mounier si fanno sentire, ma non bastano a giustificare le sole due reti realizzate nelle ultime otto gare. Il Torino va applaudito per aver finito la partita in attacco, ma non si può essere contenti in assoluto perché anche oggi le palle perse e i contrasti uno contro uno non vinti sono stati ancora troppi. Al Bologna va rimproverato che in fase difensiva l’attenzione non è sempre ai massimi livelli e che la spinta propulsiva appare troppo debole.
In tarda mattinata Ventura aveva “perso” Benassi a causa di un affaticamento muscolare al quadricipite della coscia destra e così, stante anche all’assenza di Acquah neppure convocato per un sovraccarico funzionale al bicipite femorale della coscia destra, ha deciso di schierare Baselli come mezzala destra e Obi a sinistra. L’attacco febbrile che a colpito Maxi Lopez ha invece spianato l’accesso al campo fin dal primo minuto a Martinez al fianco di Belotti, mentre Bovo è stato preferito a Maksimovic. Donadoni si è affidato a Rizzo, Giaccherini e Floccari in attacco con Brienza nel ruolo d’interno sinistro e Taider a destra.
Primo tempo con un’unica occasione da gol: Martinez dal limite ha tirato di destro e Mirante ha respinto, poi Oikonomou in scivolata ha sventato il tentativo di tap-in di Bruno Peres (3’). Episodio contestato sugli sviluppi di un calcio d’angolo quando Rossettini ha trattenuto prolungatamente Glik per la maglia in area, ma per l’arbitro non era rigore e a nulla sono servite le proteste del capitano granata (39’). Nella ripresa la mossa di Donadoni d’inserire Zuniga per Rizzo non ha sortito particolari effetti. Le difficoltà in fase offensiva del Bologna sono comprovate dal fatto che il primo tiro nello specchio della porta del Torino è giunto al 56’ per opera di Zuniga che però ha calciato in maniera debole e finendo per recapitare la palla nelle mani di Padelli. Un minuto dopo, però, i padroni di casa sono andati vicinissimi al gol con Giaccherini che su lancio di Taider ha controllato di destro e con un diagonale di sinistro ha colpito il palo con Padelli ormai battuto. Anche l’ingresso di Masina per Costant (60’) non ha cambiato la sostanza e la partita è restata noiosa e incanalata verso lo zero a zero con il Bologna che faceva girare la palla lentamente e il Torino che attendeva nella sua metà campo. Pensando al turno infrasettimanale con la Roma nella capitale Ventura ha mandato in campo Gazzi al posto di Vives (70’) e poi Farnerud per Obi (80’), la risposta di Donadoni è stata il cambio di Taider con Brighi. Le squadre però sembravano accontentarsi del pareggio a reti inviolate e, infatti, il Torino lentamente faceva girare la palla. Un’accelerazione improvvisa di Martinez, che ha superato in velocità Rossettini, ha rianimato la gara, ma il venezuelano una volta entrato in area non è stato chirurgico e il suo diagonale ha mandato la palla oltre il palo, seppur di pochissimo (90’). L’arbitro Abisso ha decretato quattro minuti di recupero e al 92’ un filtrante di Peres per Belotti ha indotto Rossettini a intervenire in area sul granata che si è così guadagnato il rigore, decretato dal direttore di gara senza esitazione. Per il Torino è il decimo rigore stagionale a favore e per Belotti il decimo gol in granata, il “Gallo” con il suo solito modo al rallentatore di prendere la rincorsa ha spiazzato Mirante e regalato la vittoria al Torino.
La vittoria con il Bologna arrivata al novantatreesimo su rigore non può far dimenticare che senza Immobile e Maxi Lopez la potenza di fuoco del Torino è poca cosa perché la coppia d’attacco formata da Belotti e Martinez, anche quando i due s’impegnano, finisce per non essere sufficientemente incisiva non riuscendo i due a far salire la squadra e tenere il baricentro più spostato in avanti. Non è questione che Belotti e Martinez non siano abbastanza bravi, semplicemente hanno bisogno di avere al loro fianco compagni di reparto capaci ed esperti che li mettano nella condizione di rendere al massimo. Per il futuro Cairo, Petrachi e Ventura non potranno non tenere conto di questo, oltre al già preso Lucas Boyé in estate l’attacco dovrà essere implementato con giocatori non solo di prospettiva che inevitabilmente non possono dare sufficienti garanzie, ma anche con calciatori che siano di comprovata qualità e che segnino con continuità altrimenti sarà impossibile alzare l’asticella e puntare a posizioni che riportino il Torino in Europa.
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