Calcio, siamo al paradosso. La volontà è riprendere, ma come?

06.05.2020 12:04 di M. V.   vedi letture
Calcio, siamo al paradosso. La volontà è riprendere, ma come?
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Il Covid-19 ha di certo sollevato un bel polverone, andando a colpire senza discriminazione anche i settori maggiormente redditizi, tra cui il calcio. In altri paesi, nonostante gli interessi economici non siano inferiori, si è optato per lo stop, privilegiando i valori umani a quelli meramente finanziari. In Italia no, qui la volontà è terminare la stagione, non importa come e quando e non importa se ciò comprometterà quella successiva. Ora si attende il protocollo per riprendere, decisioni che saranno studiate ad hoc per questo sport, certamente in pieno contrasto con quanto ordinato al resto della popolazione, a cominciare dagli allenamenti di gruppo e soprattutto dalle partite. Una situazione già vissuta con i tamponi, in quantità industriale per i calciatori, praticamente assenti o centellinati per gli operatori sanitari, disposti in prima linea nella lotta al virus.

Si vuole riprendere, è vero, ma non si capisce come sia possibile farlo, soprattutto alla luce di quanto sta accadendo negli altri paesi, con tanti contagiati appena spuntati dai nuovi controlli che minano a loro volta la ripresa o l'eventuale proseguo, con partite calendarizzate ogni tre giorni e, dunque, impossibili da rinviare. Senza scordarsi, poi, le dichiarazioni di alcuni giocatori fra cui cresce il partito di coloro che non sono disposti all'isolamento solo per poter disputare gare di calcio, con tutte le eventuali conseguenze psichiche al momento di scendere in campo, relative a concentrazione e impegno che saranno irrimediabilmente compromessi e che renderanno totalmente irregolare lo svolgimento della parte restante del torneo. Tutto questo in nome del denaro, ne vale davvero la pena?