Berenguer: “Con Mazzarri sono diventato più completo, farò di tutto per fare tanti gol”

16.07.2019 15:02 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Dall'inviata a Bormio Elena Rossin
Alex Berenguer
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Alex Berenguer

Nel ritiro del Torino a Bormio l’ala del Torino, Alejandro Berenguer, ha incontrato i giornalisti. Ecco tutto ciò che ha detto:

Vedendola giocare si è capito che preferisce giocare in attacco, anche se è stato utilizzato in diversi ruoli a centrocampo. La sua vocazione quella dell'attaccante?

 "Sì, da quando ero piccolo ho sempre giocato eterno e attaccante e, quindi, mi trovo meglio in quel ruolo, anche se posso giocare a centrocampo e da esterno, ma preferisco giocare esterno".

 Esterno alto?

"Sì".

 Con Mazzarri si sta completando?

"E' vero, Mazzarri mi ha messo esterno sinistro e anche destro, a centrocampo, in attacco, dietro a Belotti, quindi, sono un giocatore più completo".

Ha segnato un bellissimo gol al Milan, potrebbe farne 8-9 a stagione?

"Certo, quest'anno mi sento più forte dell'anno scorso perché il mister mi ha dato fiducia e quindi farò di tutto per fare tanti gol".

 Nell'ultima parte dell'altra stagione hai giocato di più, che cos'è cambiato?

"E' cambiato soprattutto il lavoro, Il mister ha visto che lavoravo intensamente ed è capitato che in una partita non ci fosse un attaccante, forse c'era qualcuno infortunato e così il mister mi ha detto che dovevo giocare. Ho fatto bene ed allora mi ha mandato in campo in tutte le partite".

 Il gol al Milan quanta fiducia le ha dato?

"E' un ricordo bellissimo. In quella partita abbiamo avuto la sensazione di poter arrivare in Europa".

 Forse dopo quel gol speravate persino nella Champions?

"Sì, forse ci abbiamo pensato persino troppo, ma per fortuna siamo riusciti andare in Europa League e adesso dobbiamo passare i turni di qualificazione".

Si ha la sensazione che lei sia molto maturato, i cambiamenti sono avvenuti dentro di lei o fuori?

"Quando se arriva il primo anno è un po' strano perché il calcio italiano è diverso da quello spagnolo e bisogna abituarsi, ma il secondo anno è stato molto meglio perché, soprattutto, ho raggiunto la maturità fuori dal campo. Mi sono fidanzato e questo mi ha dato serenità, la mia ragazza si chiama Sofia".

È italiana?

"No, è marocchina".

 L'ha conosciuta a Torino?

"Sì. Penso di essere maturato anche per questo poiché sono fidanzato e sono più tranquillo. La mia vita è un po' cambiata".

 Il nuovo modulo che state provando il 3-4-3 come lo vede?

"Più o meno il modulo con cui abbiamo giocato l'anno scorso".

 Per lei cambia qualcosa?

"No, non penso che cambi qualcosa. Il mister mi dice che devo muovermi dietro le linee e che devo andare un po' esterno. Quando è il momento di difendere, invece, devo stare al mio posto".

 Il mister le chiede la fase difensiva?

"Sì. Mi dice che ho gamba, velocità e resistenza per cui devo correre indietro".

 Ha ripensato al mancato gol a Parma?

"Queste cose succedono tante volte nelle partite, alle volte non si fa gol e si sbaglia. Il calcio è così".

 Pensa alla Nazionale?

"Certo, vorrei andarci, ma per ora è difficile andare in Nazionale con la Spagna. Ci sono giocatori troppo forti e quindi devo lavorare di più per poter arrivare lì".

Ha già giocato in Europa?

"No, mai".

 Come se l'immagina?

"Non lo so, non ho idea, è tutto da scoprire".

 Qual è il pericolo nell'affrontare adesso il Debreceni?

"Magari loro sono fisicamente un po' più forti di noi adesso perché hanno iniziato prima la preparazione, ma penso che sia importante la palla e noi giochiamo bene la palla, li faremo correre, quindi, penso che sarà una bella partita".

 La palla non suda.

"Esatto".

 Perché il calcio spagnolo è più forte di quello italiano?

"Questa è una domanda alla quale non so rispondere, non è più forte è di verso. La Premier League ad'esempio è più andata e ritorno, mentre il calcio spagnolo forse è più tecnico, si fa più correre la palla".

 Avete vinto l'Europeo Under 21 invece dell'Italia?

"Per quello dico che in Nazionale è difficile andare. Ci sono tanti ragazzi giovani e forti".

 Se lei fosse italiano sarebbe molto più facile.

"Non credo, ma comunque sono spagnolo".

 Magari le potrebbe servire una grande stagione in Italia e anche in Europa.

"Vedremo, ma devo fare bene per tutta la stagione. Sicuramente l'Europa è una vetrina importante".

 Che cosa vi è scattato nel girone di ritorno che siete andati così bene?

"Non lo so, penso che stavamo tutti bene grazie al lavoro dei preparatori e poi sembravamo quando dovevamo fare gol, anche se abbiamo sbagliato i tanti, però, in quel momento riuscivamo a segnare".

Con Falque che rapporto ha?

"Da quando sono arrivato mi ha trattato molto bene, è come un fratello. Ci capiamo molto bene".

 È stato fondamentale per lei?

"Sì, certo. Ho imparato tante cose da lui e in campo ci troviamo bene e capiamo dove deve andare l'uno e l'altro, quindi, ci troviamo bene".

Un altro con cui sembra che si capisca molto bene è Ansaldi, giusto?

“Sì, anche perché alla fine giochiamo tutti e due a sinistra e troviamo la giusta soluzione reciproca e dividiamo anche la camera in ritiro, quindi, tra noi c'è un rapporto molto buono".

 Che idea si è fatto del prossimo campionato? Prevede che sia ancora la Juventus la squadra da battere per lo scudetto?

"Anche l'anno scorso il campionato è stato equilibrato. Non so se la Juve sarà la squadra da battere, nel campionato italiano sono sempre la Juventus, l'Inter e il Napoli le squadre più forti, ma credo che sarà un campionato equilibrato".

 Quali sono i suoi margini di miglioramento?

"Nei contratti posso migliorare ancora e devo andare ancora in palestra per acquisire più forza e diventare un po' più grosso".

 Le statistiche dicono che lei è uno di quelli che vince più contrasti.

"Non lo sapevo".

 C'erano voci di un interessamento dell'Athletic Bilbao nei suoi confronti, le risulta?

"Non lo so, non ho idea. Chiedete al presidente e sentite che cosa vi dice".

 Le cresce il naso come a Pinocchio.

"Ancora di più (ride, ndr).

Si sente più responsabilizzato quest'anno? in una posizione diversa e di poter avere più spazio?

"Certo ogni anno mi sento meglio con la squadra. C'è un bel gruppo e già conosco tutti, anche il mister, quindi, ogni anno sto meglio. Ho più fiducia in me stesso e anche il mister ha più fiducia in me per cui sto molto meglio, ma è il mister a decidere chi gioca".

 In allenamento come punta centrale o c'è Belotti o Zaza, lei con chi si trova meglio?

"No, per me entrambi sono grandi giocatori e se gioca uno o l'altro è praticamente uguale".

 Il problema è quando giocano tutti e due perché ci sono meno posti.

"Sì, ma è una cosa che deve decidere il mister, non io".

Per lei forse è più facile perché può giocare in più ruoli.

"Sì".

 C'è un giocatore a livello mondiale al quale accosterebbe Belotti e un altro al quale accosterebbe Zaza?

"Bella domanda, risponderò la prossima volta".

Come vede Millico che può giocare anche nel suo ruolo? E' già pronto per passare dalla Primavera alla prima squadra?

"Lo vedo bene, in questi giorni ha fatto molto bene e penso che sia pronto per la prima squadra, non so se per fare il titolare ma entrare in qualche partita sì.Ha qualità e velocità, è ancora giovane ma penso che avrà un bel futuro".

 Considera la scelta fatta nel 2017 di venire in Italia una scommessa vinta?

"Sì, a parte il primo anno che mi sono dovuto abituare un po' al calcio italiano, alla lingua e a tutto dopo tutto è andato bene e mi trovo molto bene qui al Torino e penso solo di stare qui",

 Le piace la città?

"Sì, è molto bella. È un po' vecchia, però, mi piace. Mi trovo molto bene".