Belotti tra rinnovo con il Torino, altrove in Italia o all’estero: c’è da fare un po’ di chiarezza

17.04.2021 10:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Belotti e Cairo
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Belotti e Cairo
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Le voci dell’addio di Andrea Belotti al Torino ciclicamente diventano più insistenti e adesso che si avvicina la scadenza del suo contratto, 30 giugno 2022, e che sempre più il “Gallo” è un elemento fondamentale della Nazionale a fronte del persistere del Torino nelle zone basse della classifica o al più nelle annate di grazia a ridosso della zona che porta all’Europa League, nel 2014 e nel 2019 solo le esclusioni di Parma e Milan furono la chiave d’accesso, i rumor sulle possibili destinazioni inevitabilmente crescono.

Di deciso non c’è assolutamente nulla e si tratta solo ed esclusivamente di ipotesi e su questo i tifosi del Toro non devono farsi ingannare da chi le spara più grosse. E allora è giusto fare un po’ di chiarezza. Belotti, ma anche Cairo attendono l’Europeo perché più il “Gallo” farà bene e l’Italia andrà avanti e più il valore del suo cartellino salirà e questo darà ad entrambi maggiore forza nelle contrattazioni. Ad Andrea sia per eventualmente ottenere un rinnovo, che sia chiaro non esclude la successiva cessione, con ingaggio adeguato al suo livello e soprattutto con garanzie sul potenziamento reale del Torino sia per un poter andare via senza paletti che ne limitino la destinazione. Al presidente che in caso di cessione può guadagnare più soldi.

Capitolo potenziali pretendenti. Tra ritenere Belotti un giocatore adatto alla propria squadra e prenderlo c’è di mezzo non il mare, ma l’oceano. Prima di tutto se sarà cessione Cairo cercherà di indirizzarlo verso un club estero, è più facile far ingoiare ai tifosi l’addio del capitano e del giocatore simbolo se non lo si avrà come avversario e poi si sa che all’estero le società hanno più soldi che quelle italiane. Altro fattore dirimente, però, è se Belotti e la moglie Giorgia Duro gradiscono espatriare e nel caso dove, Inghilterra, Spagna, Francia o Germania. Infatti, altri che lui e la consorte ben conoscono, Immobile e Cerci tanto per fare sue nomi e non a caso, hanno avuto esperienze negative varcando i patri confini.
Se il capitano non volesse andare all’estero, in Italia non sono tante le squadre che possono permettersi di sedersi al tavolo delle trattative. Se non solo club che disputano regolarmente le coppe europee difficilmente otterranno il gradimento del giocatore perché allora tanto varrebbe che restasse al Torino. Per cui la Fiorentina non ha grandi chance visto che di certo nella prossima stagione non giocherà in Europa. La Lazio tenuto conto dei rapporti non idilliaci fra Cairo e Lotito non è una destinazione molto probabile. E altrettanto e persino molto di più non lo è la Juventus: il “Gallo” non farebbe mai un simile affronto ai suoi tifosi e Cairo non si azzarderebbe a cederlo ai rivali di sempre perché se già adesso è contestato figuriamoci dovesse mai fare una cosa del genere. L’Atalanta ha una sua fisionomia e non sembra alla ricerca di un giocatore come Belotti e comunque non è società che spende facilmente cifre dai 35-40 milioni in su per prendere un giocatore. Roma e Napoli quasi sicuramente cambieranno allenatore e fino a quando non avranno scelto il nuovo mister difficilmente decideranno gli acquisti più importanti. Per quel che riguarda l’Inter oltre a non avere bisogno di attaccanti di primo piano, a meno che non vengano venduti Lukaku e Lautaro, vanno capiti che sviluppi ci saranno a livello societario e il presidente Zhang dovrà fare chiarezza su questione finanziaria, stadio, main sponsor, progetto sportivo e mister Conte. Infine il Milan, di cui Belotti era tifoso da bambino, quale disponibilità finanziaria per la campagna acquisti estiva ha e di conseguenza troverà un accordo con Cairo sul costo del cartellino?

Intanto il campionato deve finire e Belotti portare il Toro alla salvezza, poi ci sarà l’Europeo e solo dopo allora entrerà nel vivo la questione Belotti con scenari ben più delineati sia per quel che riguarda gli altri club sia per quel che riguarda le intenzioni di Andrea e di Cairo. E fino ad allora tante chiacchiere da bar sport.