Al Torino servono rinforzi per l’immediato non giocatori di prospettiva

Sfoltire la rosa, ma prima vendendo e poi eventualmente comprando: questa era e resta la strategia per l’attuale sessione di mercato del club granata.
15.01.2020 17:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Al Torino servono rinforzi per l’immediato non giocatori di prospettiva

La classifica ha iniziato a sorridere e a maggior ragione la squadra va rinforzata perché tra i tanti infortuni, alcuni giocatori che stanno da tempo rendendo sotto le aspettative e altri che Mazzarri vede poco o niente l’attuale rosa rischia, seppur sia numericamente più che sufficiente, di non essere del tutto adeguata alle esigenze. A gennaio poi non c’è il tempo per inserirsi come accade d’estate con il ritiro per cui gli eventuali nuovi giocatori si calano in un contesto di preparazione di partite, ma devono apprendere l’idea di gioco dell’allenatore e schemi che permettano loro di interagire al meglio con i compagni. E’ quindi più complesso integrarsi e lo è ancor di più in caso di giocatori giovani e/o provenienti dall’estero, per quanto bravi e volonterosi possano essere.

Il girone d’andata si è chiuso per il Torino con l’ottavo posto e ventisette punti, ma soprattutto conta che il sesto, appannaggio del Cagliari, dista solo due lunghezze e che in mezzo c’è un’unica squadra, il Parma. E’ vero che il Verona deve recuperare la partita con la Lazio e in caso di vittoria scavalcherebbe il Torino, ma intanto dovrebbe vincere con la lanciatissima Lazio e poi accadrà il 5 febbraio per cui conta relativamente adesso. Bisogna anche mettere in conto che il Cagliari, fino a poco tempo fa rivelazione del campionato, sta attraversando un periodo di flessione e, infatti, in campionato ha perso le ultime quattro gare (Lazio, Udinese, Juventus e Milan) ed è stato eliminato agli ottavi in Coppa Italia dall’Inter ieri sera, sconfitta per quattro a uno. Gli otto punti che separano il Torino dal quinto, Roma, ma anche dal quarto posto, Atalanta, sono parecchi, ma pur sempre sulla carta un divario colmabile in diciannove partite. Per tutte queste ragioni il Torino va rinforzato altrimenti se non accadrà o se arriveranno solo ragazzotti di prospettiva il rischio che a fine stagione i granata si trovino a un passo dall’Europa League senza però accedervi è alto. Milan e Napoli stanno faticando e sono alle spalle della squadra di Mazzarri, hanno rispettivamente due e tre punti in meno, ma potrebbero riprendersi e risalire la china e di conseguenza se anche Cagliari e Parma dovessero perdere colpi semplicemente ne prenderebbero il posto li davanti. Senza scordare che c’è anche il Verona che ha due lunghezze in meno e che quando ha affrontato il Torino pur in svantaggio di tre gol è riuscito a rimontare finendo per pareggiare.

Alle due vittorie nelle ultime due gare in campionato e al passaggio ai quarti in Coppa Italia eliminando il Genoa va data continuità e sabato alle 18 la truppa di Mazzarri affronterà in Emilia il Sassuolo, altra squadra in crisi che ha perso le precedenti tre partite (Napoli, Genoa e Udinese) ed è al quindicesimo posto insieme alla Sampdoria con diciannove punti all’attivo. Ammettendo pure che il Torino vinca poi il turno successivo dovrà affrontare l’Atalanta e sarà tutt’atra cosa rispetto a quando la batté alla seconda di campionato. Ecco che si ritorno, quindi, ai necessari rinforzi. Almeno un centrocampista, Meïté ormai da metà del girone di ritorno dello scorso campionato delude, Lukic ha qualità, ma deve ancora crescere e Baselli è un’eterna promessa, per cui ne consegue che tutto grava sulle spalle di Rincon. Serve magari un attaccante che aiuti Belotti ad incrementare il numero dei gol, finora le reti granata sono state 25 per cui il Torino è undicesimo in questa particolare graduatoria e tanto per dire il Sassuolo, che di reti ne ha realizzate 30 è settimo e il Napoli insieme al Parma sono ottavi con 28.  Il rientro di Falque dagli infortuni che lo tormentano dal 25 luglio non dà grandi garanzie fino a quando non lo si vedrà all’opera con continuità, anche se riaverlo a disposizione è molto, ma molto positivo, e poi quando Mazzarri lo utilizzerà? Così com’è positivo il buon momento di Berenguer, cinque i suoi gol in campionato. I progressi di Verdi fanno ben sperare, però, non ha ancora segnato da quando è al Torino. Zaza ha finora accumulato 834 minuti e realizzato tre gol e Millico il campo l’ha calpestato per 20’, Edera per 21’ e Parigini mai. Ecco perché si sostiene che il Torino abbia bisogno anche di un attaccante che segni. Servirebbero però anche un esterno stante l’involuzione di Aina e l’infortunio di Ansaldi e un difensore, Djidji non ha sfoderato prestazioni convincenti, Lyanco è infortunato seppur sulla strada verso il rientro e per Bonifazi parlano i 268 minuti di utilizzo nel girone d’andata e dicono che Mazzarri non lo vede. Per fortuna Izzo e Nkoulou sembrano essersi ripresi, ma restano i ventisei gol incassati in diciannove partite, nonostante le tante e salvifiche parate di Sirigu.
Mazzarri vuole che la rosa sia sfoltita, possibili partenti Parigini, Bonifazi, Zaza, Millico e forse anche Djidji, Meïté e Falque, e Cairo vuole prima vendere e poi semmai comprare, circolano i nomi di Fofana, Duncan, su di lui però forti Fiorentina e Milan, Okaka, Wagué, Younes e Poveda, e intanto il tempo passa e nel frattempo si può solo sperare che il Torino non commetta più dabbenaggini che gli fanno gettare via punti che lo porterebbero in Europa.