Abate lancia l’allarme al Torino: “Mi aspetto tanti rinforzi”. Cairo ascolti il suo allenatore
Il nuovo allenatore del Torino Ignazio Abate non si nasconde dopo il successo in Coppa Italia contro la Carrarese: la rosa ha limiti strutturali e servono innesti prima dell’esordio in Serie A con il Milan.
Ignazio Abate non alza la voce, non batte i pugni sul tavolo e non pretende. Ma il suo messaggio è chiarissimo: il Torino ha bisogno di rinforzi. E a una settimana dall’esordio in Serie A contro il Milan, il nuovo allenatore granata ha tutto il diritto di aspettarseli.
Abate è una persona per bene, misura le parole e non cerca alibi. Proprio per questo il suo grido d’allarme merita di essere ascoltato da Urbano Cairo e dalla società. Il tecnico ha individuato quelli che definisce senza giri di parole “limiti strutturali” e ha chiesto di aumentare il livello tecnico e la competitività interna.
Abate è stato chiarissimo: “Mi aspetto tanto”
Dopo il sofferto successo per 1-0 contro la Carrarese nei trentaduesimi di Coppa Italia, Abate ha affrontato direttamente il tema del mercato.
“Rinforzi? Sì, me li aspetto perché abbiamo bisogno di aumentare il livello di competitività interna, il tasso tecnico, abbiamo alcuni limiti strutturali e quindi mi aspetto tanto in queste due settimane”.
Poche parole, ma pesanti. Non una polemica nei confronti della società e nemmeno una richiesta fuori misura. È la fotografia della situazione attuale del Torino fatta dal suo stesso allenatore.
Una rosa ancora incompleta e tanti nodi da sciogliere
A sette giorni dall'inizio del campionato, il Torino non ha ancora una rosa definita. Ci sono giocatori il cui futuro resta incerto, come Cacciamani, Gineitis e Ilkhan, mentre Njie sembra vicino al trasferimento al Salisburgo.
Contemporaneamente, la società deve trovare una sistemazione agli elementi considerati in uscita o comunque non centrali nel progetto: Anjorin, Ilic, Israel, Pellegri, Bianay Balcot e Ciammaglichella.
Il problema è evidente: prima di completare la squadra, il Torino deve anche liberare spazio e alleggerire una rosa che presenta diversi esuberi.
Il bilancio pesa: il Torino perde circa 20 milioni
Il direttore sportivo granata, prima della partita con la Carrarese, ha spiegato a Mediaset le difficoltà economiche che condizionano il mercato.
“Quest'anno la società perde intorno ai venti milioni e non riusciamo a piazzare alcuni giocatori in esubero, per varie ragioni”, ha spiegato il dirigente, sottolineando comunque la volontà di costruire una squadra adatta al nuovo allenatore.
Il riferimento a Cacciamani è altrettanto significativo: il Torino vorrebbe trattenerlo, ma davanti a determinate cifre deve inevitabilmente fare delle valutazioni.
Il conto è semplice: servono cessioni per far quadrare i bilanci, ma servono anche acquisti per rendere competitiva la squadra.
La Carrarese ha evidenziato i problemi del Torino
Il successo contro la Carrarese non deve essere sottovalutato, ma nemmeno utilizzato per nascondere le difficoltà emerse. La squadra di Gabriele Cioffi è ancora un cantiere aperto, con giocatori da inserire e assenze importanti, eppure il Torino ha faticato parecchio per avere ragione dei toscani.
Un gol è bastato per passare il turno, ma la prestazione ha confermato che il lavoro di Abate è ancora molto lungo.
Lo stesso allenatore ha riconosciuto la necessità di migliorare diversi aspetti: dalla lettura delle situazioni di gioco alla gestione dei momenti della partita, dalla capacità di scegliere quando aggredire alto a quella di ricompattarsi, fino alla gestione dei ritmi.
Il Torino, a un certo punto, avrebbe dovuto aumentare i giri per chiudere la partita. Invece ha rallentato, lasciando aperta una gara che avrebbe dovuto mettere in cassaforte.
Abate sta cambiando il Torino, ma gli servono giocatori
Un altro elemento non secondario è il cambiamento tattico introdotto proprio a ridosso delle partite ufficiali. Contro la Carrarese il Torino ha modificato per la prima volta la propria struttura, passando dal 3-4-2-1 di base a una soluzione capace di trasformarsi in 4-4-2 nella fase offensiva.
Abate ha spiegato di aver lavorato soltanto due giorni sulla nuova struttura, pensata per attaccare meglio il blocco basso della Carrarese e garantire maggiore ampiezza.
Il tecnico sta quindi cercando soluzioni, sta lavorando sui principi di gioco e sta chiedendo ai suoi giocatori di assimilare rapidamente concetti nuovi. Ma la tattica può arrivare fino a un certo punto: per alzare il livello servono anche calciatori di qualità.
Coco piace, ma Abate pretende ancora di più
In difesa Abate sembra aver individuato in Coco un punto di riferimento. Il tecnico ne apprezza soprattutto velocità, solidità e capacità di difendere anche in campo aperto.
Ma anche in questo caso non mancano le richieste di miglioramento.
Coco deve crescere nella gestione del pallone e soprattutto non deve perdere di vista la sua priorità: difendere. Abate ha utilizzato un'immagine molto forte, chiedendo ai suoi tre difensori di essere “animali nella testa”.
Il messaggio è chiaro: prima viene la fase difensiva, poi tutto il resto.
Ora arriva il Milan: il rischio è scherzare con il fuoco
Ed è proprio questo il punto. Il Torino ha davanti una settimana per completare un percorso che, inevitabilmente, non può essere terminato in pochi giorni.
Il Milan rappresenta però un test di tutt'altro livello rispetto agli avversari affrontati nel precampionato e alla stessa Carrarese. I granata hanno incontrato Pinzolo-Valrendena, Alcione Milano, Cittadella, Burnley, Vado, Avellino e infine la Carrarese, mostrando in più occasioni difficoltà nel trovare continuità e qualità.
Il Milan, anche se è a sua volta alle prese con un nuovo progetto tecnico, ha una rosa e ambizioni decisamente superiori.
Per questo il calendario non concede tempo.
Cairo ascolti Abate: i rinforzi non sono un capriccio
Abate ha accettato il Torino per confrontarsi con la Serie A e dare una svolta alla propria giovane carriera. Non ha paura di mettersi in gioco e lo ha detto chiaramente fin dal giorno della presentazione.
Non è presunzione. È consapevolezza.
Proprio per questo le sue parole sul mercato vanno prese sul serio. Non sta chiedendo una rivoluzione, sta chiedendo gli strumenti per poter competere.
Cairo e la società dovranno dunque trovare il giusto equilibrio tra esigenze di bilancio, cessioni e acquisti. Ma una cosa appare evidente: ignorare l'allarme lanciato da Abate sarebbe un rischio enorme.
Il nuovo allenatore ha già individuato i problemi. Adesso tocca alla società trovare le soluzioni.
Perché se il Torino vuole evitare di cominciare la stagione con il freno a mano tirato, i rinforzi non possono più essere soltanto una promessa di mercato: devono diventare una priorità.
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