Torino, il problema non è perdere contro il Frosinone: è l'atteggiamento. E Abate deve essere più obiettivo

Torino, il problema non è perdere contro il Frosinone: è l'atteggiamento. E Abate deve essere più obiettivoTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 07:00Notizie
di M. V.

La sconfitta per 2-0 contro il Frosinone non è, di per sé, il problema più grande per il Torino. La squadra di Alvini sta attraversando un momento di grande forma, gioca con intensità, aggredisce gli avversari e ha dimostrato di poter stare tranquillamente nella parte alta della classifica. Perdere allo Stirpe, dunque, ci può stare. Quello che invece lascia parecchi interrogativi è il modo in cui è maturata la sconfitta e, soprattutto, l'atteggiamento mostrato dai granata.

C'è una sensazione che comincia a diventare difficile da ignorare: quando il Torino incontra una squadra che appare più in palla, più aggressiva e più convinta dei propri mezzi, sembra quasi intimidirsi. Invece di provare a imporre il proprio gioco, cerca innanzitutto di contenere l'avversario, arretra, si preoccupa di non concedere spazi e finisce per perdere progressivamente fiducia. È come se la partita venisse affrontata con la paura di subire, piuttosto che con la volontà di fare male.

Contro il Frosinone questa impressione è stata particolarmente evidente. I ciociari hanno preso in mano la gara, hanno messo pressione, vinto duelli e seconde palle, mostrando una brillantezza atletica e una convinzione che al Torino sono mancate. Dopo il vantaggio di Ghedjemis, arrivato a inizio ripresa, ci si sarebbe aspettati una reazione più decisa. Invece i granata hanno faticato a trovare le contromisure, lasciando agli avversari la possibilità di gestire e ripartire. Le occasioni di Vlasic e Simeone non sono bastate a cambiare l'inerzia della partita, mentre Calò ha chiuso i conti nel recupero.

Non si tratta di pretendere che il Torino domini ogni avversario o vinca tutte le partite, ci mancherebbe. Si tratta di chiedere una squadra che, anche quando si trova in difficoltà, abbia il coraggio di provare a cambiare le cose. Una squadra che non si accontenti di limitare i danni e che non rinunci troppo facilmente a giocarsela.

Abate e quella tendenza a vedere sempre qualcosa di positivo

Un altro aspetto che merita una riflessione riguarda le dichiarazioni di Ignazio Abate nel dopo partita. L'allenatore ha parlato di un "buonissimo primo tempo", sottolineando la personalità e la voglia di aggredire il Frosinone. Ha poi riconosciuto le difficoltà della ripresa, spiegando come la squadra sia finita per seguire l'inerzia della gara e abbia perso equilibrio.

Tutto legittimo, ma viene spontaneo chiedersi se questa lettura sia davvero aderente a quanto visto in campo. Anche nel primo tempo, infatti, il Frosinone aveva creato diverse situazioni pericolose e mostrato una maggiore capacità di condurre la partita. Il Torino aveva avuto qualche opportunità in ripartenza, ma da qui a parlare di una frazione di gioco particolarmente positiva ce ne passa.

Il problema non è difendere i propri giocatori, un allenatore deve farlo e deve anche trasmettere fiducia al gruppo. Ma c'è una differenza tra proteggere la squadra e cercare sempre un aspetto positivo anche quando la prestazione offre ben pochi appigli. Non è la prima volta che le analisi di Abate dopo una partita lasciano questa sensazione. E alla lunga il rischio è che si finisca per raccontare una realtà diversa da quella che vedono i tifosi.

Non servono processi, né dichiarazioni clamorose. Serve però maggiore lucidità nell'individuare quello che non funziona. Perché se il Torino continua a mostrare difficoltà contro le squadre che alzano il ritmo, non basta parlare di episodi, seconde palle o transizioni. Bisogna chiedersi perché la squadra faccia così tanta fatica a reagire e perché, quando l'avversario prende il sopravvento, sembri smarrire le proprie certezze.

Il Lecce diventa già un banco di prova

Adesso c'è il Lecce, un'occasione per interrompere la serie negativa e ritrovare una vittoria che servirebbe soprattutto a restituire fiducia. Ma non basterà guardare al risultato. Sarà importante capire quale atteggiamento avrà il Torino, se saprà prendere l'iniziativa e se riuscirà a non farsi condizionare dalle difficoltà.

Il percorso di Abate può richiedere tempo, nessuno lo mette in discussione. Ma il tempo non deve diventare un alibi. Il Torino deve crescere, certo, ma deve anche dimostrare di avere una propria identità e di non smarrirla appena si trova davanti un avversario più brillante.

Perché perdere contro un Frosinone in grande forma può succedere. Uscire dal campo dando l'impressione di aver avuto più paura di giocare che voglia di vincere, invece, è un problema decisamente più serio.