Razzismo in Spagna, il Valencia lascia il campo: Cala insulta Diakhaby

05.04.2021 09:00 di Emanuele Pastorella   vedi letture
Fonte: TuttoMercatoWeb
Razzismo in Spagna, il Valencia lascia il campo: Cala insulta Diakhaby
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Ieri sera, a Cadice, si è vissuta una brutta pagina di calcio. Era il 37', quando il Valencia ha deciso di lasciare il campo: il difensore Diakhaby protestava con l'arbitro per gli insulti razzisti ricevuti dall'avversario Cala, così tutta la squadra ha fatto rientro negli spogliatoi. Dopo l'interruzione di circa dieci minuti, la gara è ripresa con la sostituzione di Diakhaby e il Valencia ha perso 2-1. In serata, il lungo comunicato diramato dal club valenciano in dieci punti:

1. Diakhaby è diventato oggi un'altra vittima del razzismo nel calcio.
2. Dopo aver subito un intollerabile insulto razzista, ha comunque ricevuto il cartellino giallo per protesta.
3. Siamo orgogliosi del supporto che Diakhaby ha ricevuto dai suoi compagni di squadra e della decisione di lasciare il campo in blocco.
4. Confidiamo che questo episodio diventi oggetto di una indagine.
5. Con nostro disappunto, non è stata presa alcuna decisione.
6. In nessun momento il club ha esortato i giocatori a tornare in campo. L’arbitro ha comunicato ai giocatori le potenziali conseguenze del mancato rientro e la squadra, costretta a giocare con il rischio di una penalizzazione, ha deciso di rientrare.
7. Diakhaby ha chiesto ai suoi compagni di squadra di tornare in campo e combattere. I suoi colleghi hanno rispettato la sua volontà.
8. Quello che è successo oggi non dovrebbe mai più ripetersi nel calcio.
9. Il Valencia CF è contro il razzismo. Oggi è un giorno triste per il nostro sport.
10. Quella che abbiamo perso oggi non è una partita, oggi si è perso il rispetto e lo spirito del calcio e dello sport.

E anche il Cadice ha preso posizione: "Siamo contrari a qualsiasi forma di razzismo o xenofobia, chiunque sia l’autore, e lavoriamo per combatterlo. Gli autori di questi crimini, indipendentemente dal fatto che provengano o meno dalla nostra squadra, devono pagare. Non dubitiamo dell’onestà di tutti i componenti della nostra rosa, fermi difensori della lotta al razzismo, il cui atteggiamento è sempre stato esemplare. Chiediamo sempre un atteggiamento di rispetto e responsabilità nei confronti degli avversari. Lavoriamo e continueremo a farlo affinché nel nostro calcio non ci siano comportamenti xenofobi con un fortissimo ‘NO AL RAZZISMO".