La partecipazione popolare nel calcio e nello sport è andata ai tempi supplementari, ma non è ancora morta
Nessuna votazione c’è stata ancora, e va sottolineato l’avverbio ancora, da parte del Senato della Repubblica sulla proposta di legge relativa alla partecipazione popolare nel calcio e nello sport. In pratica si è andati ai tempi supplementari.
Il rallentamento è avvenuto tre giorni fa. Clamoroso non al Cibali ma al Senato. La proposta di legge fatta dalle associazioni ToroMio-Noif doveva essere votata in Aula martedì scorso, dopo il voto in precedenza favorevole e unanime della Camera e della commissione cultura e sport del Senato. Il senatore Lotito, proprietario e presidente della Lazio, già prima dell’inizio della seduta si era mosso con i colleghi per raccogliere firme che si sono rivelate utili per ottenere un'inversione dell'Ordine del giorno, se non già ad un rinvio della discussione. A seguire c’è stata una richiesta del senatore Gasparri al Presidente La Russa per votare l’inversione dell’ordine del giorno che veniva approvato dalla maggioranza. Mentre si teneva la discussione dell'altra proposta all'OdG, l'Aula si svuotava dei capigruppo, dei senatori Adriano Galliani e Claudio Lotito e dello stesso Presidente del Senato. Terminate positivamente le operazioni di voto sulla proposta di legge riguardante "I cammini d'Italia" si è passati alle operazioni concernenti la proposta sulla partecipazione popolare nel calcio e nello sport. Il senatore Gasparri ha quindi chiesto il rinvio del voto. L'opposizione se n’è lamentata, avendo sostenuto anch'essa la proposta, e sottolineava le varie approvazioni già effettuate a favore del testo. Nessuna argomentazione invece veniva portata dal senatore Gasparri o da altri a sostegno del rinvio, ma al voto sul rinvio la maggioranza ha votato compatta ottenendo quindi il rinvio del voto per l’approvazione della proposta di legge.
Quella accaduta al Senato, a livello parlamentare, è davvero cosa rarissima. In sintesi si potrebbe dire che perdono i tifosi e vince Lotito, da sempre oppositore della partecipazione popolare nel calcio e nello sport. Ma i tifosi sono tanti cittadini mentre Lotito è solo uno di essi. La partecipazione dei tifosi all’interno dei club hanno sempre sostenuto ToroMio e il Noif è un’idea bella e buona per sviluppare i Club, ma anche, e soprattutto, idonea a far crescere i tifosi come energia positiva del sistema sport.
La proposta di legge sulla partecipazione popolare nel calcio e nello sport che si è sviluppata intorno al testo di legge a prima firma Riccardo Molinari, Capogruppo della Lega alla Camera, è un testo che negli ultimi anni ha portato all'attenzione della politica questo tema. Da una prima originaria versione presentata alla Camera dei Deputati e contenente una serie di incentivi per i Club sportivi, da accordarsi solo in caso di ingresso dei tifosi in società, si era giunti a votare in Aula un testo sfrondato e molto calmierato per l’intervento del ministro Abodi. Comunque erano rimasti, nel testo, un importante riconoscimento dell'importanza culturale e sociale del tema e anche un'indicazione su come eventualmente sviluppare, in maniera virtuosa, una partnership tra Club e tifosi. In particolare i tifosi vengono invitati a organizzarsi in "enti di partecipazione popolare", miranti a coinvolgere necessariamente una gran parte degli appassionati di un Club (e quindi molto rappresentativi), ma altrettanto necessariamente trasparenti, democratici e no profit. Tutto ciò senza imporre alcun vincolo od obbligo ai Club di adeguarsi al modello suggerito dalla legge, ma in pratica cercando di creare le condizioni per lo sviluppo di un binomio virtuoso.
Anche se blando, il testo è stato considerato positivamente e il 23 aprile 2024 era stato approvato dalla Camera dei Deputati, con voto sostanzialmente unanime e trasversale. Alla prima firma dell'Onorevole Molinari sul medesimo testo si era infatti poi aggiunta a supporto anche quella del deputato Mauro Berruto, responsabile sport PD.
Forte di tale pieno voto di approvazione del primo ramo del Parlamento il testo è approdato al Senato, dopo oltre un anno di lavori di commissione, la scorsa settimana ha ottenuto l'approvazione unanime, con nuovo benestare anche da parte del ministro Abodi.
Il disegno di legge non nasce direttamente dalla politica, ma dalla base stessa dei tifosi ed è stato portato avanti dal Comitato "Nelle origini il futuro" o NOIF del quale fa parte anche l’Associazione ToroMio.
Sul piano istituzionale dopo tante approvazioni divenire legge dello stato è normalmente una formalità, ma per il momento così non è stato. Un peccato trapela da chi ha fortemente voluto il disegno di legge perché si sarebbe almeno ottenuto il riconoscimento dell'importanza della partecipazione popolare nello sport e della cornice la cui tela, poi, Club e tifosi avrebbero dovuto dipingere per avviare una nuova cultura del calcio e dello sport in Italia. Per ora Claudio Lotito ha ottenuto che l’iter subisse un rallentamento grazie al rinvio votato dalla maggioranza. Di fatto è stato sconfessato il lavoro della Camera dei Deputati, del Ministro Abodi e di due commissioni parlamentari. Per usare una metafora calcistica si è quindi andati ai tempi supplementari nei quali Lotito pensa di ribaltare la partita o di sospenderla per sempre.
A osteggiare la proposta di legge sono essenzialmente i pregiudizi di alcuni perché la proposta suggerisce una direzione buona, virtuosa e costruttiva per Club e tifosi e la sua applicazione è poi lasciata alla sostanziale libertà e buona volontà dei protagonisti. Allora perché osteggiare e avere paura di un testo così?
Pare, da recenti notizie Ansa, che i tempi supplementari si svolgeranno attraverso un incontro di maggioranza mercoledì 18 febbraio. Ma affinché non sia il canto del cigno non dovranno ripetersi situazioni come quelle avvenute martedì 10, che secondo chi ha voluto il disegno di legge rappresentano una grave ferita alla credibilità delle stesse istituzioni e per tanto pregano che il goal decisivo sia dei tifosi.
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