L'Iran risponde a Infantino e Trump: "Non parteciperemo ai Mondiali". Ora tocca alla FIFA
L’Iran si ritira dai Mondiali. Ad annunciarlo, riportato dalla FAZ, è Ahmad Donjamali , ministro dello Sport di Teheran: “Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali”. Il riferimento è, ovviamente, al governo degli Stati Uniti, dopo l’attacco congiunto con Israele: la rassegna iridata, in estate, si giocherà proprio in USA (peraltro tutte le gare dell’Iran si dovrebbero disputare su suolo statunitense), oltre che in Messico e Canada. La notizia era nell’aria da tempo, e peraltro al momento non si può - vista l’instabilità politica del Paese - ufficiale, ma arriva a poche ore dalle dichiarazioni di Gianni Infantino. Il presidente della FIFA aveva ringraziato pubblicamente Donald Trump, presidente degli USA a cui è legato da un rapporto sempre più stretto, per le rassicurazioni in merito all’accoglienza americana nei confronti dei calciatori dell’Iran. Si attendono sviluppi.
In caso di forfait definitivo, la scelta sulla nazionale subentrante spetterebbe alla FIFA. Le regole del Mondiale lasciano totale discrezionalità a Zurigo, ma è probabile che si seguirebbe un criterio geografico e di merito: difficile pensare a un ripescaggio dell’Italia, che peraltro si spera possa non essere necessario. Tra i candidati c’è l’Iraq, che negli ultimi giorni ha chiesto il rinvio dello spareggio intercontinentale per motivi logistici, come pure gli Emirati Arabi Uniti. Se l’Iran dovesse davvero salutare i Mondiali, non sarebbe la prima volta che la guerra cambia la geografia di una grande manifestazione calcistica internazionale.
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