Un gol e un assist: il mercato ha regalato 3 punti al Torino. Mandragora, Belghali e Bragança hanno cambiano la partita

Un gol e un assist: il mercato ha regalato 3 punti al Torino. Mandragora, Belghali e Bragança hanno cambiano la partitaTUTTOmercatoWEB.com
Adams, Vlasic e Patterson
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 14:00Notizie
di Elena Rossin
fonte Tuttosport
Il Torino ha rimontato sabato pomeriggio la Fiorentina al Franchi grazie ai nuovi acquisti: Mandragora segna, Belghali serve l’assist decisivo e Bragança convince al debutto.

La vittoria del Torino al Franchi contro la Fiorentina porta anche la firma del mercato. Anzi, quella dei rinforzi arrivati proprio nell’ultimo giorno di trattative. Rolando Mandragora ha segnato il gol dell’1-1, Rafik Belghali ha confezionato l’assist per il sorpasso di Ché Adams e Daniel Bragança, entrato nella ripresa, ha mostrato qualità e personalità nonostante i pochissimi allenamenti con i nuovi compagni.

Una rimonta, quella di sabato pomeriggio, costruita anche attraverso le giocate dei nuovi arrivati. Un segnale importante per Ivan Abate, che a Firenze ha potuto contare su una rosa più profonda rispetto alle prime uscite stagionali.

Mandragora, subito decisivo: il gol dell’1-1

Se Fiorentina-Torino si fosse giocata alla seconda giornata di campionato anziché alla terza, il risultato finale sarebbe probabilmente stato diverso. Di certo sarebbe cambiato il tabellino dei marcatori.

Una settimana fa, infatti, Rolando Mandragora era ancora un centrocampista della Fiorentina. Il suo trasferimento al Torino è stato definito soltanto nel pomeriggio di martedì, proprio nell’ultimo giorno utile per completare le operazioni di mercato, fatta eccezione naturalmente per gli svincolati.

E l’ex viola ha impiegato pochissimo per lasciare il segno. Mandragora ha firmato il pareggio con una potente conclusione di sinistro che ha piegato le mani a De Gea, riaprendo la partita e dando il via alla rimonta granata.

Nell’azione dell’1-1 c’è anche un altro volto nuovo: Eray Cömert, arrivato a Torino già a fine luglio dopo aver terminato le vacanze post Mondiale con la Svizzera, è stato infatti a servire il pallone al centrocampista.

Belghali, assist e personalità: il mercato ribalta la Fiorentina

Ancora più evidente è stata l’impronta di Rafik Belghali. Anche l’esterno è arrivato al Torino nell’ultimo giorno di trattative, dal Verona, e al Franchi ha subito dimostrato di poter essere un’arma importante per Abate.

Il suo ingresso nella partita ha cambiato il volto dell’attacco granata. Belghali ha recuperato il pallone dopo l’errore di Valdepeñas e ha poi servito un pallone perfetto al centro dell’area per Ché Adams. L’attaccante scozzese, con una spettacolare conclusione acrobatica, ha spedito il pallone alle spalle di De Gea per il definitivo 2-1.

Un gol nato dalla qualità e dalla determinazione di un giocatore arrivato poche ore prima della chiusura del mercato. Un assist che vale tre punti e che può rappresentare un primo indizio sulle potenzialità del nuovo Torino.

Bragança sorprende: pochi allenamenti, subito nel vivo del gioco

Tra i rinforzi dell’ultimo giorno c’era anche Daniel Bragança. Abate lo ha mandato in campo nella ripresa e il portoghese, pur avendo alle spalle appena pochi allenamenti con i nuovi compagni, è riuscito immediatamente a entrare nel vivo del gioco.

Qualità tecnica, personalità e capacità di giocare il pallone senza paura: Bragança è stato una delle sorprese più positive della trasferta di Firenze.

Non ha segnato e non ha fornito l'assist decisivo, ma la sua prestazione ha lasciato intravedere caratteristiche che possono diventare preziose per il Torino nel corso della stagione.

Il mercato ha infine cambiato il Torino

Nella vittoria del Franchi si può quindi leggere anche la firma dei rinforzi arrivati dal mercato. È presto, prestissimo, per dare giudizi definitivi: una sola partita non può bastare per stabilire se le operazioni estive siano state realmente azzeccate.

Firenze, però, ha lasciato un'impressione precisa. Il Torino ha aggiunto alla propria rosa giocatori capaci di incidere immediatamente e, soprattutto, ha acquisito maggiore profondità.

La domanda sorge allora spontanea: come sarebbero andate le partite contro Milan, Sassuolo e Monza se questa squadra fosse stata assemblata prima? E quanto avrebbe potuto incidere la possibilità di lavorare più a lungo con Abate?

Una risposta non ci sarà mai. È però evidente che le difficoltà incontrate in estate da Petrachi nelle trattative abbiano condizionato l'avvio di stagione del Torino.

Le operazioni in uscita non erano semplici da completare: cedere giocatori come Ilic o Anjorin prima di acquistare i nuovi elementi non era scontato e, di conseguenza, non è stato semplice per il direttore sportivo riuscire a incassare in tempi rapidi le risorse da reinvestire sul mercato.

Le operazioni in uscita non erano semplici da completare. Cedere prima giocatori come Ilic o Anjorin, per esempio, non era affatto scontato. E questo ha inevitabilmente complicato il lavoro di Petrachi, costretto a muoversi sul mercato con tempi più stretti e margini di manovra condizionati dalle cessioni.

Le difficoltà incontrate in estate hanno quindi finito per pesare anche sulla costruzione della squadra e, di conseguenza, sull'avvio di stagione del Torino. Abate ha dovuto lavorare con una rosa ancora in evoluzione, aspettando rinforzi che sono arrivati soltanto negli ultimi giorni disponibili.

Abate ora deve integrare i nuovi acquisti

Adesso il compito dell'allenatore è fare in modo che i nuovi arrivati raggiungano rapidamente la migliore condizione fisica e, soprattutto, riescano a integrarsi nel suo sistema di gioco.

La vittoria di Firenze ha però dato ad Abate una consapevolezza importante: rispetto a quanto visto sul campo del Sassuolo, ora il Torino ha una rosa più lunga e può contare su giocatori capaci di incidere anche entrando a partita in corso.

È esattamente quello che è successo con Belghali. Il pallone recuperato dopo l'errore di Valdepeñas, la progressione e il servizio al centro dell'area per Adams hanno prodotto l'azione che ha deciso la partita. Un contributo immediato e pesante, arrivato da un giocatore appena arrivato dal Verona.

Anche Bragança ha lasciato una buona impressione. Il portoghese aveva alle spalle soltanto pochi allenamenti con i compagni, ma non ha mostrato timori. È entrato nel vivo della manovra, ha giocato con personalità e ha fatto vedere qualità tecniche che possono diventare importanti nel corso della stagione.

Il mercato dà ragione al Torino: ma ora serve continuità

Naturalmente una sola partita non può bastare per emettere sentenze. Il Torino dovrà confermare nelle prossime settimane quanto di buono mostrato al Franchi e capire se i nuovi acquisti saranno davvero in grado di alzare il livello della squadra.

Firenze, però, ha rappresentato un primo segnale incoraggiante. Mandragora ha trovato subito il gol, Belghali ha confezionato l'assist decisivo e Bragança ha mostrato personalità. Tre giocatori arrivati sul finire del mercato e già capaci di lasciare il segno, in modi differenti, nella prima vittoria esterna della stagione.

Per Abate cambia anche la gestione delle partite. Avere più alternative significa poter modificare l'assetto durante i novanta minuti, aumentare la qualità dalla panchina e avere più possibilità di sfruttare stanchezza ed errori degli avversari.

La rimonta contro la Fiorentina è stata quindi molto più di una semplice vittoria. È stata una prima dimostrazione concreta dell'impatto che i nuovi acquisti possono avere sul Torino.

Ora bisognerà capire quanto tempo servirà per portarli tutti al cento per cento. Ma una cosa è già evidente: il mercato, seppur tardivamente, ha consegnato ad Abate una squadra più profonda e con nuove armi per cambiare le partite.

A Firenze sono arrivati tre punti pesanti. E, insieme ai tre punti, anche una certezza: il Torino può finalmente contare sull'apporto dei suoi nuovi rinforzi.