Corsi e ricorsi storici

13.03.2009 12:35 di redazione TG   vedi letture

di Paolo d'Abramo

Nel corso della settimana si assiste al solito film in onda su mezzi di comunicazione contemporanei,sportivi e non. Un raffreddore diventa una grave influenza, la preparazione fuori dal gruppo è il sintomo dell'esclusione dai titolari, l'ostracismo del mister. L'atleta dato per assente certo il giorno prima, resuscita senza attendere 3 giorni.   E poi il discorso del presidente ( non solo al Toro, neh..), la voglia di riscatto e la curiosità dei tifosi. Un bell'elenco di passaggi obbligati, di fraseggi che conducono davanti alla porta della domenica o di quando si gioca.

Per i giornalisti vale la stessa musica: arrivare prima sulla notizia, produrre un pezzo illuminante, un sospiro dell'intervistato si trasforma nell'amarezza per l'esclusione. un sorriso a denti scoperti diventa la rabbiosa voglia di vincere. Nutriamoci pure, il piatto è sempre pieno, siamo tutti a metà strada tra la curiosità e la  bulimia per le notizie, vere, verosimili e  presunte, stiamo per arrivare alla partita contro l'Atalanta.

Novellino non cambierà molto, metterà Zanetti al posto di Corini, farà il solito "rombo elastico" , in qualche frangente schiacciato ai poli e rigonfio all'equatore, come la Terra.  In difesa tutto resta immobile, nel senso della formazione. Rivalta ? Sarebbe una sorpresa se Novellino facesse giocare un giocatore assente da un bel pò.

In attacco ci saranno - ed è qui l'unico dubbio - Bianchi e Stellone che ha superato l'influenza di cui abbiamo detto sopra: se WAN non ha fatto giocare palla a terra contro la difesa bianconera ( freddata mercoledì  un paio di volte sullo scatto) dubito che lo farà contro i bergamaschi, anche se non si può mai dire e probabilmente mi sbaglio. Aspettiamoci quindi i cross ed auguriamoci miglior sorte granata per i palloni colpiti in fronte, in nuca o spizzati.

Quanto ai tifosi, saranno in ordine sparso: i Torinisti lombardi ( e magari anche qualche piemontese) allo stadio di Bergamo, gli altri in poltrona, al bar, sulla spiaggia di marzo con la radiolina o al Filadelfia, la fede resta immutata.