Cairo: “Vincere il derby è il coronamento di un percorso ben fatto”

26.04.2015 23:59 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Cairo: “Vincere il derby è il coronamento di un percorso ben fatto”
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il presidente del Torno Urbano Cairo ha commentato la vittoria sulla Juventus. Queste le sue dichiarazioni:

 

Dopo vent’anni il Torino è tornato a battere la Juventus, è finito un ciclo oppure è una tappa di un nuovo ciclo?

“Direi che più che la fine di un ciclo mi sembra il coronamento di un percorso fatto bene in questi quattro anni. Dico quattro anni pensando a quando abbiamo ricominciato con la promozione, il primo della serie A dopo il ritorno e poi i due ultimi, questo e quello precedente in cui si è fatto benissimo lo scorso ottenendo il settimo posto e cinquantasette punti e la qualificazione successiva all’Europa League e in questo dove siamo un pochino più avanti rispetto alla stessa epoca della scorsa stagione, abbiamo anche vinto il derby e prima a Milano con l’Inter e in casa con il Napoli, per citare tre vittorie importanti. Se non ricordo male abbiamo fatto una striscia positiva di quattro vittorie importanti, cosa che non accadeva da vent’anni. Si è fatto un percorso in Europa League eccellente e fino a quando non siamo usciti siamo stati la venticinquesima società a livello europeo. Per cui direi molto bene con vittorie importanti come quella in casa con lo Zenit, che purtroppo non è bastata per qualificarci ai quarti di finale. A Bilbao abbiamo espugnato uno stadio con un’impresa mai riuscita a nessun’altra squadra italiana e tante altre vittorie. Insomma abbiamo rifatto vedere un Toro in Europa con un livello certamente di buonissima qualità e con ottimi giocatori, ne abbiamo dodici nelle varie nazionali. Direi che tutto quanto funziona e questa vittoria nel derby è, se vogliamo, il frutto di tutto il lavoro fatto e nel quale si è vinto meritatamente”.

 

I due gol sono stati uno di Darmian, in granata da quattro anni che al Torino ha dato tanto e ricevuto tanto fino a giungere in Nazionale, e l’altro di Quagliarella, cresciuto nelle giovanili e poi quest’anno è ritornato. Due alti motivi di soddisfazione?

“Sì. Posto che tutti meritano perché Glik ha realizzato sette gol quest’anno, ma non ne cito uno in particolare perché dovrei parlare di tutti da Moretti a Vives, a Pedelli, a Gazzi, abbiamo una squadra di ragazzi eccezionali. Detto questo, la firma dei gol nel derby di Quagliarella e Darmian e gli assist mi fanno particolarmente piacere. Quagliarella è arrivato al tredicesimo gol in campionato e ha raggiunto il suo record stagionale personale e spero che lo batta, ma ha fatto tanti gol anche in Europa League, quindi direi che sta disputando una stagione molto importante e ha rimpiazzato benissimo, a pieno titolo, chi c’era prima di lui. Questo per dire che a volte tutti sono utili e nessuno è indispensabile e nello specifico mi è anche spiaciuto che siano andati via Cerci e Immobile, però fortunatamente Quagliarella, Martinez e Maxi Lopez li hanno rimpiazzati benissimo e anzi stanno facendo non dico meglio, ma sicuramente altrettanto bene”.

 

Un derby con un crescendo di emozioni: prima il gol di Pirlo, poi quello di Darmian e a seguire il vantaggio di Quagliarella e un secondo tempo con un finale combattuto che ricordava i derby di una volta dove entrambe le squadre lottavano su ogni pallone.

“E’ vero, in settimana avevo visto una compilation di derby giocati negli anni dai settanta ai novanta, compilation bella che ho registrato, e giustamente questo mi è sembrato un derby che in qualche modo ricordava quegli anni. Un derby con alternanza di emozioni, prima la Juve in gol poi noi e ancora noi, occasioni, un gol annullato (fuorigioco di Martinez, ndr), pali e quant’altro: un derby molto emozionante”.

 

Già prima della partita la vittoria era nell’aria e averla centrata senza vederla sfumare ha un sapore unico, vero?

“Era nell’aria perché da parte nostra c’era la voglia di riuscire ad ottenere questo risultato, l’abbiamo voluto fortissimamente e devo dire che mi è piaciuto vedere una squadra che è maturata. L’esperienza di quest’anno, la vittoria al San Mamés, la vittoria con lo Zenit, le altre vittorie in Europa, quella in campionato con il Napoli e quella con l’Inter, cioè tutte situazioni che danno autostima e fanno crescere nella fiducia in se stessi che poi si esprime in partite come questa dove non si ha il braccino e si gioca fino in fondo con quella voglia di vincere che è la cosa fondamentale proprio per riuscire a vincere”.

 

Questa è la risposta del Torino al twitt del presidente della Juventus Andrea Agnelli nel derby d’andata?

“Ma no, devo dire che Agnelli evidentemente scherzava e sottolineava il fatto che non segnavamo da dodici anni e non solo che non vincevamo, ma poi fortunatamente questo ci ha anche un po’ portato fortuna, quindi lo ringrazio da questo punto di vista perché da allora abbiamo segnato tre gol e vinto un derby e perso quello d0andata in maniera veramente immeritata. Agnelli ci porta fortuna”.

 

Il lato brutto e negativo della giornata la bomba carta contro i tifosi del Toro e il lancio di sassi e bottiglie contro il pullman della Juventus, com’è possibile che avvengano ancora episodi di questo tipo?

“Effettivamente sono cose non belle. Devo dire che purtroppo c’è una storia, mi ricordo che uno o due derby fa vidi allo Juventus Stadium uno striscione veramente brutto e che mancava di rispetto ai nostri caduti a Superga, non che questo voglia giustificare nulla, ma si deve fare un punto e a capo altrimenti succedono avvenimenti come quelli di oggi il pullman e la bomba carta, nove feriti fra i tifosi del Toro in ospedale. Tutte cose che non fanno piacere, che non sono belle e non è la ragione per cui uno si mette nel calcio”.

 

E’ più emozionante vincere un derby oppure una partita d’Europa League?

“Il derby sicuramente ha qualche cosa di speciale, però non nego che avere vinto a Bilbao ed essendo andati lì dopo il due a due dell’andata e con una partita da giocare che era veramente molto in salita fu una grandissima emozione anche quella. Vincere il derby comunque è molto speciale visto che non avveniva da vent’anni e mai da quando sono presidente, quindi sicuramente un qualche cosa di unico. Per la verità unico spero di no, diciamo unico per il momento”.

 

Adesso ci sono sei partite e il sesto posto è lì, l’Europa League non è distante, anche se non è vicinissima. E’ un traguardo?

“Ieri sera ha vinto l’Inter all’ultimo e ci aveva superato però poi quello che conta è quello che fai tu allora mi sono detto domani (oggi, ndr) dobbiamo fare una partita, com’era ovvio che facessimo, in cui l’obiettivo era uno solo vale a dire la vittoria per mantenere il vantaggio sull’Inter. Quello che conta adesso è disputare sei partite con lo stesso livello di concentrazione, di attenzione e di voglia di vincere che avevamo oggi con la Juventus e poi tutto è possibile”.

 

Si ipotizza che la gara con l’Empoli possa essere spostata per la concomitante partita di Champions League della Juventus, al Torino starebbe bene giocare mercoledì sei maggio?

“Vediamo, dipende dalla Questura, dal Ministero degli Interni, dalla Lega Serie A. Da parte nostra c’è la disponibilità a trovare una data che vada bene”.

 

Ovviamente il Torino non è disposto a giocare con l’Empoli lunedì 4 maggio.

“Il 4 maggio ci mancherebbe altro, ormai quella data è fuori discussione. Va bene un’alta data a meno che non rimanga la stessa che è già stata fissata”.

 

Per non creare equivoci, stando alle attuali disposizioni quando si gioca Torino-Empoli?

“Martedì 5 maggio alle ore 18,30”.

 

Si è parlato di vittoria nel derby come ciliegina sulla torta ora come altro slogan si può dire che è solo l’inizio?

“Più che parlare di slogan si deve lavorare bene come si è fatto fino ad oggi cercando giocatori di qualità giovani e di prospettiva, cosa che stiamo facendo e poi tutto è una conseguenza. Le vittorie come quella di oggi non avvengono per caso, c’è stato un percorso che può venire oppure no, ma sicuramente si è verificato perché c’è stato un percorso di un certo tipo che ci ha portato ad avere una squadra con determinate caratteristiche e giocatori e anche un certo tipo di voglia di vincere le partite”.