Briatore, Moggi e Giraudo ci riprovano: vogliono il Toro

26.03.2009 17:48 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: www.cronacaqui.it
Briatore, Moggi e Giraudo ci riprovano: vogliono il Toro
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Un Toro da Formula Uno che, se scamperà alle sabbie mobili della retrocessione, potrà correre spedito verso l’Europa. Un sogno? O un obiettivo di quella che potrebbe essere la nuova proprietà granata. Già perché quando il Toro attraversa una crisi, immancabilmente avanza l’ipotesi di un cambio di proprietà, con nuovi imprenditori pronti a rilevare la società da Urbano Cairo. E per far correre il Toro come una monoposto di Formula Uno ecco avanzare la cordata Giraudo-Briatore con il sostegno competente di Lucianone Moggi.

La notizia circola da tempo, ormai, negli ambienti dei tifosi. E ha già creato non poco sgomento. Negli ultimi giorni poi, in concomitanza con la clamorosa contestazione della Maratona al presidente Cairo, questa alleanza per acquisire la squadra granata ha trovato cittadinanza anche in ambienti molto vicini alla società e tra personaggi che, in passato, erano stati molto legati alla squadra.

Dopo lo show e le promesse milionarie di Raffaele Ciuccariello da Lucera, passato dalle case Atc a una eredità da mille e una notte, e l’ipotesi di Ernesto Bertarelli (patron di Alinghi) circolata negli ultimi giorni, ecco un assalto portato avanti in prima linea da Antonio Giraudo, fin da bambino tifoso del Toro, ex amministratore delegato della Juventus, e da Flavio Briatore, il geometra di Verzuolo che è diventato famoso - e naturalmente ricco - grazie alla Formula 1.

Per Giraudo si tratterebbe di un matrimonio con quello che - nonostante il suo passato bianconero - rimane il suo vecchio amore di sempre, il Toro. Un amore contrastato ma mai spento, nemmeno dal suo ruolo nella Juventus prima dell’epurazione voluta dalla nuova dirigenza. Ma per Giraudo sarebbe anche una dolce rivincita per la sua uscita di scena dal calcio italiano dopo le vicende di Calciopoli.

Per Flavio Briatore invece si tratterebbe dell’ingresso ufficiale nel calcio italiano. Proprio lui, figlio di genitori insegnanti alle scuole elementari, è riuscito a costituire un patrimonio immenso grazie ai successi conquistati in Formula 1, che al mondo del calcio si è affacciato finora solo nella sua seconda patria, l’Inghilterra, con l’acquisizione del Queens Park Rangers che gioca in seconda divisione. Ma il blasone del Toro, nella serie A italiana, sarebbero tutto un altro affare.

Ora la situazione sembra matura al punto giusto, e qualcosa pare muoversi, complice il momento delicato della squadra. La mossa di Cairo, vale a dire l’avere ingaggiato Giancarlo Camolese, potrebbe essere l’ultima decisione presa “da presidente” dall’editore. E l’avvicendamento potrebbe essere anche agevolato dall’eventuale retrocessione: a quel punto la nuova cordata potrebbe acquistare a un prezzo inferiore e poi lavorare, e investire, per riportare i granata in alto.