Al "Mulin da Coi" striscioni di contestazione a Cairo e comunicato dei tifosi granata della provincia di Bolzano

15.07.2021 22:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Striscioni dei tifosi
Striscioni dei tifosi
© foto di Elena Rossin

Sia ieri sia oggi al campo di allenamento del Torino a Santa Cristina di Val Gardena, il "Mulin da Coi", sono comparsi striscioni, che non sono stati fatti rimuovere, che contestano il presidente Urbano Cairo e i tifosi granata della provincia di Bolzano, del Toro Club intitolato alla memoria di Claudio Casolino cuore granata e giornalista, hanno anche fatto pervenire un comunicato che pubblichiamo di seguito:   

“Dopo 16 anni di umiliazioni, dopo aver assistito impotenti allo scempio ininterrotto di ogni valore, di ogni nostro principio, dopo infinite menzogne, vane promesse e persino dolorosi esperimenti sociali la misura è colma, adesso basta: game over!

E sia chiaro che non sono solo gli ignominiosi fallimenti sportivi, gli enormi capitali umani ed economici dilapidati, l’insensibilità, l’interesse personale e la pubblicità a gratis della quale qualcuno ha goduto, non è solo questo.

Il Torino, rilevato dal signor Urbano Cairo nel 2005 per ben 10.000 euro, è il nostro più grande amore, la seconda squadra di milioni di italiani, una sacra leggenda sportiva, Valentino, Gigi, Giorgio e tutti gli altri nostri angeli in cielo, il Torino per noi è soprattutto un ideale, un ideale che nessuno ha il diritto di calpestare.

Come tutti i veri tifosi granata, come tantissimi altri clubs in tutta Italia, chiediamo per l’ennesima volta che la società sia ufficialmente messa in vendita dando mandato a intermediari internazionali.

E soprattutto, con previo rifiuto e chiara condanna di ogni violenza, illegalità o insulto, gandhianamente, come tifosi granata della provincia di Bolzano, siamo costretti a dirle, signor Urbano Cairo, che lei in Alto Adige Suedtirol non è persona gradita nonostante la squadra vi soggiorni per il ritiro.

Per favore resti a casa”.

Striscioni tifosi a Santa Caterina
© foto di Elena Rossin