Niente riscatto per Obrador, ma il Torino non lo ha mollato del tutto anche se valuta opzioni
Il Torino non ha ancora rinunciato definitivamente a Rafa Obrador, seppur a inizio giugno sia terminato il tempo utile per poterlo riscattare dal Benfica come da accordi presi in seguito al prestito Il club granata infatti continua ad avere contatti con l’entourage del giocatore, protagonista di una seconda parte di stagione positiva sotto la Mole.
L’esterno mancino classe 2004, arrivato a Torino il 19 gennaio scorso, ha collezionato 16 presenze complessive, 14 da titolare, mettendo a referto un gol e tre assist. Numeri che hanno convinto la dirigenza granata delle sue potenzialità. Secondo quanto filtra, lo stesso Obrador avrebbe espresso la volontà di proseguire la propria esperienza in granata anche nella prossima stagione.
Valutazioni differenti per il cartellino di Obrador fra Benfica e Torino
Il principale ostacolo resta però di natura economica. I 9 milioni di euro previsti dall’opzione di acquisto vengono considerati eccessivi dal Torino, che sta lavorando per trovare una formula alternativa. Il direttore sportivo Gianluca Petrachi starebbe infatti cercando di ottenere condizioni più favorevoli, valutando un nuovo prestito con obbligo di riscatto, una riduzione della valutazione complessiva oppure una dilazione del pagamento con gran parte dell’esborso, il 75%, rinviato al 2027, come si legge su Tuttosport.
Nell’operazione pesa anche la clausola che garantisce al Real Madrid una percentuale sulla rivendita del giocatore, stimata intorno ai 2 milioni di euro in caso di cessione a titolo definitivo.
Nel frattempo, a Lisbona, gli spazi per Obrador sembrano essersi ulteriormente ridotti. Il nuovo allenatore Marco Silva sarebbe orientato a puntare su Samuel Dahl e sul giovane José Neto per la corsia mancina. Anche la Roma avrebbe effettuato alcuni sondaggi esplorativi per Rafa, senza però avviare una vera trattativa.
L’alternativa a Obrador potrebbe essere Mrtin del Genoa
Parallelamente, il Torino continua a monitorare con attenzione Aaron Martin, esterno sinistro del Genoa. Il classe 1997 è reduce da una stagione positiva, chiusa con un gol e cinque assist in 33 presenze, 26 da titolare.
La sua situazione contrattuale potrebbe favorire una cessione. Dopo le tensioni emerse durante le trattative per il rinnovo, giudicate insoddisfacenti dal giocatore, il Genoa ha esercitato unilateralmente l’opzione per il prolungamento fino al 2027, mantenendo però invariato l’ingaggio. Una scelta che evita il rischio di perderlo a parametro zero, ma che potrebbe aprire la strada a offerte già in questa sessione di mercato.
La valutazione del cartellino si aggira intorno ai 3 milioni di euro. Inoltre, grazie ai benefici fiscali legati al Decreto Crescita, il costo lordo dell’attuale stipendio da 1 milione netto resta particolarmente sostenibile poiché sarebbe di 1,4 mln e non di 2. Un profilo esperto come Martin permetterebbe inoltre al tecnico Ignazio Abate di gestire con maggiore gradualità la crescita di Alessio Cacciamani, che il 29 giugno compirà 19 anni e sarà aggregato stabilmente alla prima squadra dopo l’ottima esperienza in Serie B con la Juve Stabia. Sul laterale spagnolo si registra infine anche l’interesse del Venezia.
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