Sorrentino: "Ho ancora forti ambizioni per il futuro"

04.02.2009 08:32 di Marina Beccuti   Vedi letture

Stefano Sorrentino sta facendo un’ottima stagione al Chievo, nonostante i clivensi siano nelle basse posizioni di classifica. L’estremo difensore dei veronesi è uno dei tanti ex granata che domenica all’Olimpico affronteranno il Torino in una partita spareggio per la salvezza. TorinoGranata ha sentito il portiere dei veronesi in vista del match di domenica.


Quella di domenica si può definire già una partita decisiva per la salvezza?

Manca ancora molto alla fine del campionato, ma quando si gioca contro una diretta rivale diventa importantissimo il risultato, considerando che, se ci sarà un vincitore, chi coglie i tre punti potrebbe fare un salto in avanti in classifica, in quanto il Lecce e la Reggina hanno due partite piuttosto difficili da affrontare (i salentini contro l’Inter e i calabresi contro il Milan, ndr).


Che giudizio si sente di dare al mercato di Toro e Chievo?
Noi abbiamo preso tre nuovi giocatori, tra cui Makinwa, per cui abbiamo ampliato la rosa. Sono elementi che sicuramente potranno darci una mano. Il Torino secondo me non ha fatto male, anche perché la rosa è buona e aveva già operato bene a giugno, per cui non necessitava di particolari ritocchi. Fa strano che sia in queste condizioni di classifica con i giocatori che ha in organico.


Ha visto giocare il Toro contro l’Inter? Le è piaciuto il comportamento della squadra?

Ho visto solo alcuni spezzoni, ma ha messo molta grinta, d’altronde anche noi avevamo fatto bene contro i nerazzurri, dove fummo beffati solo nel finale. Tutto sommato, per squadre come le nostre, è più facile giocare con le grandi perché non si ha nulla da perdere, dunque la mente è sgombra da tensioni e si raddoppia la forza. Negli scontri diretti i punti vittoria valgono doppio, perché si tiene dietro una concorrente alla salvezza.


Secondo lei esiste un problema Olimpico per il Toro?

Quando si gioca in casa si deve fare la partita, mentre in trasferta sono gli altri a doverlo fare. Il pubblico però può fare la differenza.


Si aspettava di vedere il Torino messo così male in classifica?
Da fuori non so cosa sia successo e nemmeno quali erano le ambizioni di partenza. Con tutto rispetto, fa strano vedere squadre come il Siena o il Cagliari messe meglio del Torino.


Sia il Chievo che il Torino hanno cambiato allenatore, cos’è successo?

Posso parlare solo per quanto riguarda la mia squadra, quando non arrivano i risultati salta sempre l’allenatore. Con Di Carlo abbiamo avuto qualche problema iniziale, perché abbiamo cambiato modulo. Poi a poco a poco abbiamo capito le esigenze del mister e ora siamo in crescita come condizione. Di Carlo ha anche subito dovuto affrontare le big. Ora direi che siamo sulla buona strada per tirarci fuori da questa brutta situazione.


Lei, nonostante la classifica, è considerato uno dei migliori portieri della serie A, quante ambizioni ha ancora in serbo per arrivare a giocare in squadre di alto livello?
Ho molte ambizioni perché ho solo 29 anni e per un portiere c’è ancora molta strada davanti. Finora non posso lamentarmi della mia carriera. Ho fatto esperienze importanti all’estero, mi sono salvato nella Liga spagnola, ho vissuto la Champions con l’Aek Atene, ho affrontato la Coppa Uefa. Spero di continuare a fare bene come ora, dove al momento penso solo al Chievo.


Sogna sempre di tornare al Torino?

Certo, sono di Torino, la mia famiglia vive lì, mia figlia è nata a Torino e adesso sta per arrivare il secondogenito che nascerà nel capoluogo torinese. Non posso dimenticare che ho esordito prima in B e poi in A con la squadra granata. Il sogno nel cassetto rimane sempre il Torino anche se ci sono rimasto male per una questione…


Quale?
Di non essere stato chiamato per festeggiare il Centenario. Non voglio fare polemica, però mi è dispiaciuto di non essere stato incluso nella lista, visto che ho qualche anno in più di esperienza granata rispetto ad altri che invece sono stati chiamati. In fondo non sono fuggito quando c’è stato il fallimento, ma sono stato venduto prima, proprio per fare cassa, che poi non è servito visto come sono andate le cose. (E fu proprio dalla cessione di Sorrentino, dopo la promozione in A, che si capì che qualcosa non andava, ndr)


Per concludere Sorrentino ci tiene a spiegare un fraintendimento che ci fu in estate in un’intervista.
Durante il mercato estivo si era fatto il mio nome come vice di Buffon, alla domanda risposi che ci sarei andato a fare il secondo alla Juve, perché è una grande squadra dove si può fare anche il portiere di riserva. Al Toro, come vice di Sereni, non avrei accettato, perché si sarebbe creata una competizione con lui che non avrebbe giovato a nessuno dei due. Con ciò non volevo mancare di rispetto al Toro, semplicemente sarebbe stata solo una scelta di opportunità professionale.