Marco Rossi: “Il Torino si sta comportando bene. La qualificazione all'Europa League? È un traguardo raggiungibile”

07.12.2018 08:00 di Giuseppe Livraghi  articolo letto 1799 volte
Fonte: Giuseppe Livraghi
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
Marco Rossi: “Il Torino si sta comportando bene. La qualificazione all'Europa League? È un traguardo raggiungibile”

Quando si parla di “orgoglio granata” in giro per il globo, non si può non prendere in considerazione Marco Rossi, difensore torinista nella stagione 1983-'84 (dopo la trafila nelle giovanili) ed attuale allenatore dell'Ungheria, intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it.

Mister, Lei è cresciuto nelle giovanili del Torino e con la maglia granata ha esordito in Serie A: come vede questo Torino 2018-'19?

«Premesso che vedo il Torino da lontano, penso che in questa stagione i granata stiano comportandosi bene. Attualmente sono al sesto posto, una posizione che, se mantenuta fino alla fine, consente l'accesso all'Europa League. È una squadra che, in questo periodo, ha avuto una crescita di rendimento: la qualificazione in Europa sarebbe il coronamento di questa crescita».

Alcuni la ritengono una compagine poco bella da vedere...

«Io non userei questo termine. Più che altro, è una squadra solida, difficile da affrontare. Una squadra che può contare su elementi di grande valore, come Ansaldi, Belotti e lo stesso Edera».

Ritiene che il Toro abbia le potenzialità per tornare in Europa?

«Credo di sì, anche perché ha un potenziale offensivo davvero importante. Credo che molto dipenderà dalla vena realizzativa di Belotti: se il bomber granata torna ai livelli che conosciamo, il Toro può tornare in Europa».

Europa alla quale vuole arrivare l'Ungheria da Lei allenata: alcune gare della fase finale del prossimo Campionato Europeo “itinerante” verranno ospitate proprio nel Paese magiaro...

«Sono CT della Nazionale ungherese dallo scorso giugno. Non ci nascondiamo: il nostro obiettivo è quello di qualificarci. Non sarà affatto facile (ma lo sapevamo), poiché siamo capitati in un girone con Croazia, Galles, Slovacchia ed Azerbaigian, dove ci sono due posti in palio per la fase finale. La Croazia (finalista al recente Mondiale) non ha bisogno di presentazioni, il Galles può vantare Gareth Bale, ma noi ci proveremo. Non va sottovalutata, inoltre, la Slovacchia, che può annoverare Hamšík».

Quello con la Slovacchia è una sorta di “derby”, poiché la sua zona meridionale è abitata da ungheresi autoctoni: quei territori passarono all'allora Cecoslovacchia dopo il Trattato del Trianon (1920). Lei stesso ha allenato il DAC di Dunajská Streda (Dunaszerdahely in ungherese), maggiore compagine calcistica di quella regione...

«È una specie di derby. La nostra “avventura” in queste qualificazioni inizierà proprio con Slovacchia-Ungheria, il prossimo 21 marzo».

Mister, premesso che è quasi impossibile tornare ai tempi dell'Ungheria dei primi Anni '50 (soprannominata “Aranycsapat”, cioè “Squadra d'oro”), pensa sia possibile rivedere una Nazionale magiara ai livelli degli Anni Settanta-Ottanta, quando era ancora una delle Nazionali più ostiche?

«Ci stiamo provando. In primis, si può contare su strutture all'avanguardia, costruite in pochi mesi. Inoltre si sta lavorando sui settori giovanili, con società che hanno le loro “accademie”. Fate conto che si partiva da zero (o quasi), con stadi fatiscenti: ora, invece, gli stadi sono degli autentici gioielli, in primis il “Groupama Arena” di Budapest. Non va, inoltre, dimenticato che proprio in occasione del Campionato Europeo verrà costruito il nuovo stadio di Budapest, della capienza di circa 70mila posti. Vogliamo far bene: se ci riusciremo, l'interesse per il calcio continuerà a crescere, così potremo tornare a vedere un'Ungheria ai livelli di quella degli Anni Settanta-Ottanta».

E sarebbe un bel risultato. La famosa “Aranycsapat” è, invece, inarrivabile?

«In ogni campo (e quindi anche nel calcio) ci sono dei cicli, che hanno un inizio e una fine. Ora stiamo lavorando per tornare ai livelli più vicini, quelli degli Anni Settanta-Ottanta».

Grazie, mister. In bocca al lupo e forza Ungheria. Anzi, “Hajrá Magyarország”!