Iunco: “Il Toro può farcela, ma deve isolarsi per trovare concentrazione”

13.11.2020 06:32 di Marina Beccuti Twitter:    Vedi letture
Iunco: “Il Toro può farcela, ma deve isolarsi per trovare concentrazione”
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© foto di Fabrizio Pozzi

Antimo Iunco è stato solo un anno al Toro, ma si sente comunque parte della famiglia granata, e continua a seguire il Toro con interesse e affetto. TorinoGranata l’ha intervistato per parlare del presente e di come Iunco vede la squadra di Giampaolo

Cosa fa Iunco in questo momento, l’allenatore?

“Al momento ho deciso di occuparmi della mia Accademia tecnica individuale coordinativa, che ho aperto a Verona, insieme a Daniele Bidese. Lavoriamo con i ragazzini dai 6 ai 16 anni. Però se ricevessi una buona proposta tornerei anche a fare l’allenatore”.

Un’accademia che potrebbe affiliarsi al Toro?

“Perché no? Magari proverò ad incontrare Cairo. I mie figli giocano in una squadra affiliata all’Academy granata. La mia comunque è una bella soddisfazione, per tornare al bel calcio che c’era una volta, adesso le scuole calcio pensano solo a vincere e meno alla tecnica”.  

Lei ha lasciato il Toro quando è arrivato Ventura, lo vedrebbe nuovamente in granata?

“Ventura mi ha allenato a Verona, è un mister importante, ma Giampaolo è di fascia elevata, un allenatore navigato, bisogna solo dargli tempo. La piazza granata è molto esigente, ma sa anche aspettare, dare del tempo, Giampaolo non merita questa situazione, perdere in quel modo, è solo una questione mentale, credo che lo sappiano anche i giocatori. Se passi in vantaggio e poi perdi è solo una questione mentale del singolo. Non è facile, bisogna isolarsi e andare avanti, l’unico consiglio che posso dare è di isolarsi il più possibile, hanno mezzi per uscire da questa situazione. In fondo il Toro non ha il compito di vincere il campionato, non ha quel genere di pressioni che hanno altre squadre. Se sputi sangue in campo la gente sarà sempre al tuo fianco. Bisogna fare gruppo e non sentire ciò che si dice fuori. Ritiro? Può servire, come no, ma se vinci, tutto migliora, bastano due vittorie per tornare nel gruppo che conta. Questo è un campionato strano, tutte le squadre sono ammassate”.  

Può essere che il Toro subisca l’assenza del suo pubblico, visto che è considerato il dodicesimo uomo in campo?

“Il tifo è l’80 per cento della forza, se sei in difficoltà puoi essere trasportato dal tuo pubblico, è uno spettacolo che non può mancare. Però in questo momento particolare è giusto così, bisogna rispettare le persone. Meriterebbe qualcosa in più il pubblico, un dovere maggiore da parte dei giocatori, vista la sofferenza che c’è in mezzo alla gente per il Covid”.

Da attaccante che si può dire di Belotti?

“Nulla da dire, è straordinario, vede sempre la porta, è un attaccante di altro livello, ma c’è un altro attaccante speciale che è Zaza, che se sta bene può dare qualcosa in più. Se Giampaolo riesce a farlo tornare quello che era, è una carta vincente per il Toro".

Un altro giocatore in difficoltà è Verdi.

"E’ un grande giocatore, ma non è un centravanti, è più un trequartista o una seconda punta, vede sì la porta, ma bisogna dargli altri compiti, come recuperare palla, legare il gioco. Ha una buona visione di gioco, magari in certe piazze non riesce a dare il massimo”.

Quanto le è spiaciuto lasciare il Toro?

“Tantissimo, non è dipeso da me, ma sono grato al Torino di aver fatto parte della sua famiglia".

Cosa pensa del Covid, potrebbe di nuovo essere sospeso il campionato?

Questo tutto sommato è un campionato falsato perché mancano sempre dei titolari, un plauso va agli allenatori per come stanno gestendo i giocatori. Prepari la partita con certi elementi che poi magari risultano positivi e ne devi fare a meno. Se fosse necessario per la salute pubblica, è giusto sospendere i campionati. Anche Mancini ha delle difficoltà, ma ha creato un buon gruppo per farci sognare ai prossimi Europei”.