ESCLUSIVA TG – Sonetti: “Il Torino deve dare, soprattutto nel derby, una dimostrazione di forza e di attaccamento alla maglia”

28.03.2021 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Nedo Sonetti
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Nedo Sonetti
© foto di Fabio Vanzi/FDL71

Nedo Sonetti è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Sonetti è stato calciatore ed allenatore, fra le altre squadre ha guidato il Torino dal 28 settembre 1994 al 5 dicembre 1995 e in quell’arco di tempo i granata batterono la Juventus due volte su tre. Con lui abbiamo parlato del prossimo derby.

Buongiorno mister Sonetti, scusi il disturbo. Le andrebbe di parlare del Torino e del derby con la Juventus?

“Ma buongiorno a voi, certo quando mi chiamate per parlare del Torino m’illumino d’immenso e mi fa molto piacere”.

Guardando le statistiche lei fra tutti gli allenatori granata ha una media punti di due nel derby, che in assoluto è fra le più altre, avendone vinti due su tre quando era alla guida del Torino …

“Bei tempi, gran bei tempi. Addirittura vinsi due derby nello stesso anno: andata e ritorno”.

Infatti, e da allora non ci è più riuscito nessuno. Sabato 3 aprile c’è di nuovo il derby: il Torino è in grandi difficoltà e rischia di retrocedere, ma la Juventus per quanto molto più forte anche lei ha dei problemi e non sembra così imbattibile. Come vede questa partita?

“Eh sì purtroppo dopo di me nessuno è più riuscito a far battere al Torino due volte consecutivamente la Juventus. Sarà una partita complicata per tutte e due le squadre: la Juventus per una questione di personalità e di efficienza a livello europeo, ma anche a livello di campionato italiano; quello del Torino è un contesto ancora più grave perché si trova in una situazione molto pericolosa e speriamo che ne venga fuori. Il Torino non può assolutamente retrocedere anche se sta vivendo una stagione drammatica”.

Secondo lei, come possono affrontarsi queste due squadre?

“I derby sono partite completamente diverse dalle altre, soprattutto a Torino. Sono gare sulle quali é difficile avere un’opinione rispetto a quelle sia pur difficili, ma comunque normali di campionato. Queste sono partite particolarissime e tutte e due le squadre devono stare attente per diversi motivi”.

Il Torino con Giampaolo spesso si è fatto rimontare, mentre adesso con Nicola ha più la tendenza a rimontare lui però alla fine la situazione non è migliorata di molto.

“In matematica si dice: scambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Quindi, purtroppo, la condizione del Torino è questa e quest’anno è una sofferenza continua”.

Tatticamente che cosa può fare Nicola?

“Non è proponibile parlare di tattica per i derby perché sono partite del tutto particolari e poi anche per quel che riguarda le motivazioni devo dire che una gara come il derby di Torino non c’è bisogno di sollecitare troppo i calciatori perché sia quelli del Torino sia quelli della Juventus sanno perfettamente che si giocano il futuro della propria azienda, della propria società e quindi è importante mantenere calma la testa dei giocatori che devono entrare in campo con grande determinazione, ma avere la “testa pulita” altrimenti vanno in tilt”.

Troppo facile dire che sarà un confronto tra Belotti e Cristiano Ronaldo?

“Su Cristiano Ronaldo è inutile sprecare degli aggettivi e per quanto riguarda Andrea Belotti è un giocatore importante, è un grande attaccante che mi è sempre piaciuto, al di là del fatto che quando io allenavo l’Atalanta lui già si stava facendo notare nelle squadre che gravitavano intorno. Mi è piaciuta la carriera che ha fatto e spero che in futuro faccia ancora delle grandi cose”.

Come giudica la nuovo coppia d’attacco formata da Sanabria e Belotti?

“Fermo restando il valore di Belotti essendo un giocatore insostituibile per capacità tecniche, per determinazione e come trascinatore della squadra, per quanto riguarda Sanabria potrebbe formare con lui una coppia interessante. Ma vedo che Zaza quando entra non fa male e infatti con il Sassuolo ha fatto due gol decisivi”.

Per cui non giudica così male l’attacco del Torino?

“Lo ritengo un buon attacco”.

Forse è la difesa che non va?

“Quando una stagione va male è un po’ tutto il contesto ad avere problemi. Evidentemente la squadra, al di là del valore dei singoli, non riesce a produrre un gioco efficace. E’ una questione di personalità certe volte”.

L’innesto di Mandragora non basta?

Mandragora è un buon giocatore, ma non si può pensare di immettere un giocatore e si risolvono i problemi. E’ il complesso della squadra che deve dare, soprattutto nel derby, una dimostrazione di forza e di attaccamento alla maglia. E questo vale anche per la Juventus che non può avere la presunzione di fare degli svolazzi di fantasia, anche loro devono essere molto concreti se vuole cercare di battere il Torino”.

Non le chiedo un pronostico sul derby, ma secondo lei il Torino si salverà?

“Spero proprio di sì perché gli effetti dei ricordi del Torino li ho sempre vividi nella mia mente per cui spero proprio tantissimo che il Torino riesca a salvarsi”.