ESCLUSIVA TG – Sgrigna: “Il Toro con il Verona deve metterla sulla battaglia e dare tutto per vincere”

22.07.2020 07:15 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Alessandro Sgrigna
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Alessandro Sgrigna

Alessandro Sgrigna è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Sgrigna ha militato nel Torino dal 19 agosto 2010 al 7 gennaio 2013 e nel Verona per qualche mese nel 2000 e poi nella seconda parte della stagione nel 2013, attualmente è l’allenatore dell’Aurora Cavalponica e ha una scuola di tecnica calcistica per ragazzi dagli otto anni in su la “Love for football” a Vicenza. Con lui abbiamo parlato della sfida di questa sera fra le sue ex squadre.

Finale di campionato non del tutto facile per il Torino, mentre il Verona è in una situazione decisamente migliore. Sarà difficile questa sera per i granata affrontare gli scaligeri?

“E’ difficile perché il Verona gioca benissimo e vola sulle ali dell’entusiasmo, sta facendo risultati e ha raggiunto la salvezza con più che largo anticipo. Però penso che sarà una bellissima partita perché tutte e due le squadre giocano un calcio propositivo. Credo che il Toro abbia quasi la salvezza in tasca perché non penso che le squadre che stanno dietro riescano a fare risultati importanti di fila, anche se resta un piccolo pensierino, ma giocando come ha fatto nella penultima gara con il Genoa, quando ha espresso un buon calcio, non avrà problemi a raggiungere la salvezza”.

Per il Torino questa stagione è stata nera, prima di tutto perché subisce tantissimi gol e poi, nonostante quelli che fa Belotti, non segna molto e fatica anche a impostare le azioni offensive.

“E’ vero è stata un’annata un pochino complicata anche perché escludendo il “Gallo” e Sirigu gli altri hanno fatto molta fatica. Pensavo che Verdi non dico disputasse un campionato migliore, perché è un bravissimo ragazzo e un ottimo giocatore, però, insomma, ha avuto delle difficoltà nell’inserirsi sia nel modulo di Mazzarri sia in quello di Longo. Le annate, purtroppo, non sono tutte uguali e le difficoltà ci sono state per cui fino all’ultimo il Torino dovrà lottare per la salvezza, anche se la squadra dal punto di vista dei nomi dei giocatori ha qualche cosa in più delle altre. Questo campionato è andato così e si spera che il prossimo sia migliore, anche perché è già stato complicato purtroppo per tutto ciò che è successo a causa del Coronavirus, ma arrivando la salvezza e poi facendo un mercato un po’ più mirato penso che nel prossimo il Torino potrà togliersi parecchie soddisfazioni”.

A cosa il mercato del Torino dovrebbe mirare?

“Non so con precisione, ma una spalla adeguata a Belotti, se dovesse rimanere, ci vuole. Zaza o Verdi non è che non siano adeguati, però, magari servirebbe un giocatore che gli gira un po’ più intorno o anche un’altra prima punta perché il “Gallo” svaria in tutto il fronte d’attacco. Zaza e Verdi sono grandissimi giocatori e forse sono incappati solo in un’annata complicata come altri del Torino e può essere che la prossima sia quella del riscatto”.

Non c’è il rischio che giocatori come Belotti e Sirigu, vedendo i problemi avuti quest’anno e che soddisfazioni al Torino non riescono ad averne, possano voler andare via?

“Non penso, quando si indossa a maglia del Toro si sente qualche cosa di diverso rispetto a indossare altre maglie e credo che i giocatori siano invogliati anche da questo e dalla storia granata a restare. Credo che il “Gallo”, che con Sirigu sono i due che incarnano di più il cuore Toro per come si comportano e fanno anche in allenamento, voglia rimanere a tutti i costi e penso rimarrà anche Sirigu. Cairo penso farà un mercato importante per fare felici i tifosi, che sono quelli che soffrono di più quando le cose non vanno come sperato”.

Tornando alla partita con il Verona, quali sono le caratteristiche principali dei gialloblù che il Torino dovrà cercare di contrastare per provare a vincere?

“Il Verona gioca un po’ come l’Atalanta, infatti, Juric è scuola Gasperini per cui non è facile affrontare una squadra che gioca a uomo in tutto il campo, pressa, riparte e ha giocatori come Pessina e Zaccagni e tanti altri che stanno facendo benissimo. Il Toro deve metterla sulla battaglia e dare tutto per ottenere i tre punti che probabilmente varranno la sicurezza della salvezza. Sì il Toro deve mettere tutto quello che ha in questi novanta minuti in modo poi da stare tranquillo nelle partite successive”.

Il Verona deve mettere da parte l’aspirare a un posto in Europa perché ormai il distacco di tredici punti dal Milan e di undici dal Napoli è troppo?

“E’ estremamente difficile per quanto è distanziato, però, conoscendo l’allenatore e avendo visto la grande partita fatta contro l’Atalanta, che è stata messa in difficoltà, e il pareggio ottenuto il Verona non si arrenderà poiché è una squadra che non regala niente a nessuno. Se la giocheranno fino alla fine, mancano quattro partite e proveranno il tutto per arrivare in Europa, anche se penso sia molto, molto difficile”.

Adesso lei fa l’allenatore ed è era all’Aurora Cavalponica prima che i campionati per il Coronavirus fossero interrotti. Resta dov’è?

“Vedremo quando si ripartirà. Intanto con altri abbiamo aperto una scuola calcio “Love for football” a Vicenza e facciamo dei camp per i bambini dagli otto anni in su dove è possibile fare lezione di tecnica calcistica a gruppi massimo di sei”.